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"L'UOMO E' UN ANIMALE POLITICO"

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aristotele196E questo suo stato può, in certe condizioni, renderlo anche libero di non votare. Conservando la sua condizione di "buon cittadino". [NDR]

Di Matteo Maria Martinoli - Milano

I telegiornali di ieri (11/04/2016), hanno offerto gli aberranti interventi pubblici dei vertici  Italiani e dell'Unione europea rispettivamente
contro il diritto costituzionalmente sancito dell'elettore di non partecipare a referendum (costituzionalmente soltanto il voto per l'elezione del parlamento è un dovere civico) e contro l'obiezione di coscienza nei confronti dell'aborto procurato (prevista dalla stessa legge 194).
Ovviamente nessuno (dal più eccelso costituzionalista al "re" degli ignoranti) considera cattivi tutti i cittadini minorenni per il semplice fatto che, non essendo elettori, non votano. Chi davvero potrebbe considerare cattivi cittadini la stragrande maggioranza degli elettori che si è astenuta dal partecipare in molteplici referendum, ultimo dei quali quello sulla legge 40 nel 2015 (75%)? Sarebbe un po' come se qualche guru della nonviolenza denigrasse violentemente l'obiezione di coscienza: incredibile! Se è sempre vero lo slogan che se non ti occupi di politica sarà la politica a occuparsi di te; diviene oggi importante chiarire in quali casi sia falsa l'argomentazione conseguente, secondo la quale l'assente avrebbe sempre torto. Secondo l'espressione aristotelica l'uomo è un animale politico (un essere sociale-relazionale) perciò quando si disinteressa del bene comune genera un duplice effetto: è meno libero e priva del suo contributo personale il bene comune, quindi impoverisce e incattivisce l'intera umanità. Ma quando un impegno coscienzioso e uno studio approfondito della concreta situazione storica in cui si trova, conducono una persona, una comunità o un popolo alla consapevolezza che determinate istituzioni politiche siano ostili e impermeabili alla costruzione del bene comune non parteciparvi diverrebbe oltre che moralmente doveroso, anche politicamente utile al ripristino della libertà e dei diritti umani.
La Rosa Bianca durante il nazismo, i dissidenti chiusi nei lager sovietici e in Italia dal non expedit di Pio IX alla scomunica di Pio XII verso aderenti ed elettori del PCI, possono essere oggi valutate come pavidi disimpegni o non piuttosto come reazioni capaci di rovesciare ideologie disumane e cerchie anticlericali che marciavano a tappe forzate verso Stati totalitari?

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