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Società quotate e PMI

IGD SIIQ SPA - Aumento di Capitale: conclusa in anticipo l’offerta in Borsa dei diritti di opzione non esercitati.

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Bologna, 21 ottobre 2014 – Facendo seguito a quanto diffuso al mercato in data 17 ottobre 2014, IGD - Immobiliare Grande Distribuzione SIIQ S.p.A. (“IGD”) comunica che, nel corso della prima seduta di Borsa tenutasi in data odierna, sono stati venduti tutti i n. 896.740 diritti non esercitati nel corso del periodo di opzione (i “Diritti Inoptati”)riguardanti la sottoscrizione di n. 986.414 azioni ordinarie IGD di nuova emissione (le “Azioni”) rivenienti dall’aumento di capitale.Pertanto, l’esercizio dei Diritti Inoptati acquistati nell’ambito dell’offerta in Borsa e conseguentemente la sottoscrizione delle relative Azioni dovranno essere effettuati, a pena di decadenza, entro e non oltre il terzo giorno di Borsa aperta successivo a quello di comunicazione della chiusura anticipata, e quindi entro il 24 ottobre 2014.I Diritti Inoptati saranno messi a disposizione degli acquirenti tramite gli intermediari autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata di Monte Titoli S.p.A. e potranno essere utilizzati per la sottoscrizione delle Azioni, al prezzo di Euro 0,504 per azione, nel rapporto di n. 11 Azioni ogni 10 Diritti Inoptati.Si ricorda che l’offerta risultava garantita per la sua totalità poiché BNP Paribas, in qualità di Sole Global Coordinator e Joint Bookrunner, e Banca IMI, in qualità di Joint Bookrunner, si erano impegnate, secondo termini e condizioni usuali per operazioni similari, a sottoscrivere le Azioni di nuova emissione in numero corrispondente ai Diritti Inoptati fino al controvalore complessivo dell’Offerta in Borsa, al netto degli impegni di sottoscrizione dei soci Coop Adriatica S.c.a r.l. e Unicoop Tirreno Soc. Coop che hanno sottoscritto la quota di loro pertinenza dell’aumento di capitale, per un importo complessivo pari a circa Euro 114 milioni.Il Documento di Registrazione, Ia Nota Informativa e la Nota di Sintesi sono disponibili presso la sede legale di IGD in Ravenna (RA) via Agro Pontino n. 13, nonché sul sito internet di IGD www.gruppoigd.it.

FEDERFIDI Lombarda: in due anni finanziate 941 start up grazie ai Confidi con i fondi FEI (Fondo Europeo Investimenti) per la Competitività e l’Innovazione

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altOltre 600 milioni di euro di finanziamenti erogati alle Piccole e Medie Imprese lombarde in circa 2 anni, 941 start up finanziate: questi i principali risultati dell’accordo biennale siglato nel Luglio 2012 da FEDERFIDI Lombarda (Consorzio Regionale di garanzia fidi di secondo livello) e FEI (Fondo Europeo Investimenti) nell’ambito del Programma per la Competitività e l’Innovazione (CIP) della Commissione Europea.

L’accordo, finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle PMI lombarde, ha permesso infatti l’erogazione di finanziamenti a 9.800 imprese per circa 600 milioni di euro, a fronte dell’attivazione di 280 milioni di controgaranzie. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo di un fondo di garanzia di 13 milioni di euro, di cui circa 5 della Commissione Europea, 5 del Sistema Camerale lombardo e per la quota rimanente di Federfidi, derivanti in parte da risorse di Regione Lombardia. Per ogni euro stanziato da Federfidi, con risorse proprie, camerali, regionali ed europee, sono stati attivati 46 euro di finanziamento alle imprese.

Il 50% dei finanziamenti sono stati finalizzati a liquidità, il 43,5% a investimenti e il rimanente 6,5% ha sostenuto l’avvio dell’attività di ben 941 start up, prevalentemente appartenenti ai settori di servizi alloggio e ristorazione, commercio, attività manifatturiere e di servizi, e per il 51% collocate nelle province di Milano, Varese e Brescia. In particolare, per le start up con finanziamenti fino a 40.000 euro, il sistema camerale ha richiesto venisse concessa la garanzia del Confidi in misura fissa pari all’80%.

“I risultati degli ultimi bilanci” afferma Gino Soana, Presidente del Consiglio di Amministrazione di FEDERFIDI Lombarda “ma ancor più quelli del primo semestre 2014 con oltre 7 milioni di euro di utile, dimostrano una grande capacità di gestione delle risorse pubbliche che, tramite i Confidi, supportano decine di migliaia di imprese ogni anno. Gli utili conseguiti derivano da un’oculata ma sempre prudente gestione della finanza aziendale e, cosa di cui vado ancora più orgoglioso, da una costante e impegnativa riduzione dei costi di gestione”.

Relativamente a questo progetto, il 97% delle imprese garantite registra meno di 10 addetti e il 71% delle pratiche si riferisce a finanziamenti entro i 50.000 euro. Il maggior numero di operazioni è stato attivato nelle province di Brescia (21%), Milano (19%), Bergamo (13), Varese (12%) e Sondrio (9,1%) per imprese beneficiarie appartenenti prevalentemente ai settori del commercio (29%), manifatturiero (22%), costruzioni (16%), attività di alloggio e ristorazione (13%).

I Confidi coinvolti sono 19, anche se l’84% delle pratiche è stata veicolata da 6 Confidi. In linea con il portafoglio complessivo dei Confidi Lombardi, oltre il 30% dei finanziamenti è transitato tramite le banche del Gruppo UBI, seguite dalle BCC e da Banca Popolare di Sondrio (12-13%), e, sotto il 10%, da Intesa Sanpaolo, Gruppo Banco Popolare e altre banche a seguire.

Al 31 Agosto 2014, su 246 milioni di controgaranzie nominali erogate da Federfidi per questo progetto, a parziale copertura dei rischi assunti dai Confidi, si registrano 3 milioni di posizioni “deteriorate” pari all’1,23%.
Il maggior tasso di insolvenza si registra sulla liquidità (4,05%), mentre resta contenuta per gli investimenti (0,71%) e per le start up (0,38%). 

L’acciaio italiano tiene

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altBuone notizie per la siderurgia italiana. A Terni l’Ast- ThyssenKrupp ha visto sbloccarsi, grazie alla mediazione del Ministro allo Sviluppo Federica Guidi, la vertenza con il conseguente stop della mobilità per circa 550 lavoratori dell’azienda.

Una lunghissima trattativa che ha portato ad una vittoria della quale Federica Guidi va molto fiera: “Difenderemo l’industria siderurgica italiana – ha dichiarato il ministro – L’acciaio è una produzione essenziale per l’economia nazionale alla quale il Paese non può in alcun modo rinunciare”.

La tregua per l’Ast durerà fino al 4 ottobre con lo stop delle iniziative sia da parte dell’azienda che dei sindacati. Dal giorno seguente, però, se non si arrivasse a nessun accordo si avvierebbe una nuova procedura di mobilità. Rimane, dunque, un mese di tempo per discutere il piano presentato dalla multinazionale tedesca a luglio che prevede la riduzione di 100milioni all’anno di costi per lo stabilimento ternano.

Anche per l’Ilva di Taranto qualcosa sembra muoversi a seguito dell’accordo raggiunto con cinque istituti di credito italiano, Intesa San Paolo e Unicredit in prima fila, grazie ai quali affluiranno alle casse del colosso della siderurgia ben 250milioni di euro, di cui 125 entro il 12 settembre.

Un’iniezione di liquidità che rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno per l’Ilva e che permetterà di proseguire l’attività e di pagare le spettanze ai lavoratori, fino ad oggi in forse.

Un passo avanti che consente di guardare al futuro e alla ricerca di un partner forte che possa sostenere gli ingenti investimenti necessari al rilancio del polo tarantino. Il candidato più probabile, al momento, è la lussemburghese ArcelorMittal.

Il commissario Gnudi da Cernobbio si è detto ottimista a questo riguardo ed ha confermato che l’interesse da parte di investitori esteri “c’è ed è concretissimo”.

Alitalia, arriva il sì di Etihad

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altLa compagnia di Abu Dhabi ha dato risposta positiva alla lettera spedita da Roma per soddisfare le richieste degli emirati. Non  c’è ancora l’accordo ma il primo passo per stringere un’alleanza ormai è stato fatto.

Convocata l’assemblea per l’8 agosto, restano alcuni nodi da sciogliere. Per quella data si dovrà essere pronti a varare l’aumento di capitale e firmare l’intesa tra i due gruppi.

Il ministro Lupi è fiducioso: “Mancano alcuni dettagli ma è stata fissata la data per la firma”.

L’operazione Alitalia vale oltre “1,2 miliardi di investimenti”, come spiega il ministro. Intanto Alitalia ha aperto le procedure di mobilità per 2.171 dipendenti dell’ex compagnia di bandiere e dell’AirOne. L’accordo prevede un totale di 2.251 esuberi. 

Istat, cresce la fiducia delle imprese

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altUn segnale positivo per l'economia italiana. A luglio la fiducia delle imprese è salita a 90,9 punti dagli 88,2 del mese precedente. L'indagine Istat sottolinea che è il livello più alto raggiunto da agosto 2011.
 
 
I settori che crescono sono le imprese dei servizi di mercato, costruzioni e commercio. La vendita al dettaglio tocca il livello più alto da oltre tre anni e l'Istat rivela una tenuta sia nella grande distribuzione che in quella tradizionale. 
 
Unica nota negativa è il settore manifatturiero leggermente in calo. La fiducia nel settore industria cala a 99,7 dal 99,9 di giugno. Peggiorano i giudizi sugli ordini, il saldo relativo ai giudizi sulle scorte in magazzino resta stabile mentre migliorano le attese di produzione. 
 
In ogni caso l'aumento della fiducia porta a una crescita della produzione di beni e servizi che, di conseguenza, potrebbe aprire nuove porte sul fornte occupazione.

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