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15. dicembre 2017

Ultimo aggiornamento11:23:59 AM GMT

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Società quotate e PMI

Digital PMI

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altLe imprese online crescono fino a cinque volte di più di quelle fuori dal web. A dimostrarlo è la ricerca Web Runners a cura dello Studio Giaccardi&Associati di Ravenna presentato alla prima edizione del Web Economy Festival svoltasi a Cesena dal 21 al 23 marzo.

Le PMI sono da sempre la spina dorsale dell'Italia, e, mentre la crisi si fa ancora sentire, si percepisce anche nel web una grossa opportunità di crescita.

In particolare le imprese più attive nella comunicazione e nell'interazione online sono le PMI con fatturato inferiori ai 50 milioni e con meno di 100 opportunità che, grazie proprio al web, sono riuscite a crescere economicamente registrando addirittura un +65% di produttività e +15% nelle esportazioni

Giuseppe Giaccardi, autore della ricerca, ha dichiarato che al termine della sperimentazione "la zona delle tre province coinvolte avrà accresciuto il tasso di presenza online delle piccole e medie del territorio".
Questo progetto iniziato in Romagna si potrebbe estendere a ben 2,5 milioni di imprese in sette distretti italiani con una spesa di circa sei milioni di euro.
Ed ecco il dato interessante: il costo per ogni azienda, per sfruttare i benefici della rete, sarebbe di appena 2,5euro, poco più di un caffè, un investimento minimo che, però, potrebbe portare grandi vantaggi ed aiutare l'ecosistema italiano delle pmi ad adeguarsi agli standard delle imprese nel resto del mondo.
Anche il Governo, però, dovrebbe fare la sua parte garantendo "infrastruttura di rete di qualità e open data" secondo il professor Vafopoulos, teorico della web economy che ha partecipato alla tre giorni romagnola.

L'offerta di Mps

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altE' stata una seduta piuttosto positiva quella di martedì a Piazza Affari per Mps che, dopo aver toccato il rialzo del 4,8% in mattinata, ha guadagnato a fine giornata il 2,71% arrivando a 0,246 euro per azione, superando così la soglia di carico a 0,24 euro della Fondazione.

Il titolo è stato tra i più scambiati ieri in Borsa, in totale sono passate di mano in mano oltre 766 milion di azioni pari al 6,5% del capitale di Mps.

Ora la banca senese, travolta dagli scandali dei buchi in bilancio dei mesi scorsi, cerca un nuovo investitore a cui cedere una parte di capitale.
Infatti a mercato chiuso la Fondazione Mps ha avviato un'offerta mettendo sul mercato un totale di 1 miliardo di azioni della Banca, equivalenti all'8,5% del capitale.
Già nella prima mattinata di mercoledì 19 marzo, essendo stato coperto in breve tempo il miliardo di azioni, l'offerta è salita ad 1,4 miliardi, pari al 12% del capitale.

I russi di Rosneft entrano in Pirelli

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altSembra ormai raggiunto l'accordo per l'ingresso del colosso russo del petrolio Rosneft nel capitale del gruppo Pirelli

Secondo una nota doffusa da Intesa San Paolo, la stessa Intesa con Unicredit, Clessidra e Nuove Partecipazioni hanno dato il loro assenso per l'operazione.


L'ingresso di Rosneft dovrebbe essere accompagnato dall'uscita di Unicredit, San Paolo e Clessidra dalla partnership Lauro61/Camfin e la costituzione di un apposito veicolo per il parziale reinvestimento di Unicredit e Intesa in una nuova partnership.
Rosneft acquisirà, dunque, il 50% del gruppo Pirelli con un valore di 12 euro ad azione mentre la restante metà del capitale sarà detenuta da una newco composta all'80% da Nuove Partecipazioni e per il restante 20% da Unicredit e Intesa. La nuova società deterrà la quota di Pirelli che è attualmente detenuta da Lauro61 / Camfin.

I russi di Rosneft, dunque, che già hanno rilevato il 20% della Saras di Moratti, si apprestano a mettere le mani sul 13% di Pirelli, apprestandosi a diventare uno dei più grandi gruppi del mondo.
I tempi per l'uscita di Tronchetti Provera (Nuove Partecipazioni) dal gruppo, però, si allungano e sembra che si andrà ben oltre il 2017 per decidere il destino di Bicocca

Seat: via all'azione di responsabilità

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altSembra ormai cosa certa l'azione di responsabilità verso 17 ex amministratori di Seat Pagine Gialle. La proposta è stata approvata dall'assemblea dei soci.

I danni complessivi stimati sono di almeno 2,4 miliardi di euro.

L'azione di responsabilità era stata proposta qualche tempo fa contro gli ex amministratori per quattro profili: la distribuzione del maxi-dividendo ai fondi soci, l'acquisto di Wlw, l'emissione di bond e l'ultima ristrutturazione del debito.

L'assemblea dei soci ha approvato anche un aumento di capitale riservato ai creditori con l'emissione monstre' di 6.410 miliardi di nuove azioni (16,1 milioni quelle attuali), il raggruppamento delle azioni (100 a 1) e l'emissione di warrant. A seguito dell'approvazione di questi provvedimenti necessari al piano di concordato preventivo della società il titolo Seat Pagine Gialle è salito in Borsa del 6,25%. 

La crisi dell Pmi

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altIl 2013 è stato l'anno della debacle delle pmi italiane. In 12 mesi sono stati oltre 10mila I piccoli imprenditori che hanno dichiarato il fallimento, un intero tessuto economico, sociale e produttivo in ginocchio.
"Il saldo tra iscrizioni e cessazioni nel sistema nazionale di micro, piccola e media impresa è stato il peggiore degli ultimi anni" ha scritto Giuseppe Tripoli, garante delle Pmi, nella relazione annuale inviata al presidente del consiglio.


Lo scorso anno a fronte di 1035 imprese nate al giorno, ben 1018 hanno terminato l'attività. Un bilancio davvero pesante, che risente dei maggiori costi per logistica, trasporti ed energia per le imprese italiane rispetto alla media degli altri Paesi europei. Anche l'accesso al credito, secondo il Garante, costerebbe alle pmi nostrane ben 160% in più rispetto ad una equivalente impresa tedesca o francese. Condizioni estremamente sfavorevoli in un mercato fortemente competitivo come quello attuale.
Se si considera il periodo più ampio, dal 2008 al 2013, sono state oltre 2,1 milioni le imprese che hanno chiuso i battenti. "La lunga recessione ha portato ad una lenta trasformazione del tessuto imprenditoriale del Paese" spiega Tripoli.

Il risultato è che il made in Italy, orgoglio dello Stivale nel mondo, se ne esce piegato.
Dati preoccupanti se si pensa che nelle micro pmi italiane trova impiego l'81% dei lavoratori.

 

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