Milano, 28 giugno 2026. di Fabrizio Brasili, esperto di Scenari e Mercati Finanziari.
L' ultima seduta della settimana, si è chiusa, con il continuo lento ribasso di Fincantieri e Stellantis, ma anche dei Bancari, che paiono aver raggiunto i massimi assoluti.
Per cui si alleggerisce sui titoli in odore di Risiko o sotto Risiko. Ma anche i titoli bancari minori come IFIS, paiono sotto pressione nonostante la vendita del settore NPL (No performing lods) che è ritenuto dai più, obsoleto e non in crescita.
Pur essendo quello che dà ricavi per oltre il 40% del Gruppo. Ma evidentemente si cerca un settore dai ritorni ancora più importanti.
Oggi il titolo è arrivato a perdere più del 35%, a 12,15, più volte sospeso dalle contrattazioni, per poi chiudere con poco piu del 30% in area 13,50.
Titolo da cedola a doppia cifra, che potrebbe essere però ridimensionata, con 2 Euro staccato esercizio 2025. Osservare attentamente anche per crescita e flusso cedolare.
Questa discesa improvvisa e a macchia di Leopardo, non ci stupisce affatto, si lima e si vende, laddove ci sono margini, anche importanti. Oppure si attende una crisi profonda, come per esempio il classico ciclico come Stellantis, che ormai è scivolato fin sotto i 5 euro dai massimi di 12 mesi fa posti a 27 euro. Attendere.
Mancano vendite soprattutto sulle Auto Elettriche questo in chiave perfino Europea (vedere VW, Mercedes e BMW.), che stanno eliminando molti dipendenti o modelli di auto poco remunerative o doppioni.
Ma allora non si spiega il tonfo di Fincantieri, che ha dovuto assumere ben 1300 operai, per tutte le commesse avute in questo scorcio di anno da tutti il mondo con consegne ben oltre il 2030.
Nel frattempo il titolo è sceso negli ultimi 12 mesi, dai poco più di 27 euro ai poco più di 9,5...
Ma forse è anche per questo, aver assunto, appunto, ben 1300 persone!!!
Insomma si sta preparando proprio una bella Tempesta Perfetta sull' Azionario Trainato da Tecnologia ( partendo dagli USA), Ciclici (i più pericolosi poiché di lunga durata), Bancari in Risiko o meno (hanno raggiunto prezzi folli, anche con carta contro carta) e Oil (il Petrolio si sta sgonfiando, tornando ai prezzi die pre-guerre).
Cosa rimane allora?
Ora che siamo alla conta delle enormi ferite inflitte dalle Guerre, con all' Orizzonte, temiamo, l' Annessione di Taiwan da parte della Cina, che per il momento ha fatto vedere, in questi anni solo i Muscoli, ci rimangono solo gli Asset tangibili, come in sequenza, ORO Fisico (e non cartaceo) accumulando negli anni, come un' Assicurazione, ma con molti vantaggi in termini di rendimento annuale e storico... (NDR: tale posizione sull'oro non è condivisa dalla Redazione, così come le precedenti affermazioni sull'asset espresse dallo stesso dottor Brasili che, comunque, abbiamo sempre pubblicato per la scelta di non-censurare pareri diversi dai nostri.
Per un Risparmiatore-tipo, l'acquisto dell'oro, con qualunque modalità, non può essere inteso come "investimento" alternativo nel panorama finanziario, mentre è, invece, una scelta di "sicurezza" più spesso indotta da parti in pieno conflitto di interessi che frutto di una scelta avveduta e consapvole del Risparmiatore-tipo. Ciò che scrive il dottor Brasili è un suo parere personale da non confondere con la posizione effettiva di ifanews.it)
Poi si potrà anche pensare, sempre uso investimento, al Mattone (NDR: vale quanto scritto sull'oro...). Ma qui in caso di vendita i tempi di allungano moltissimo rispetto all' ORO, che segue il fixing giornaliero.
Infine quando ci sarà una VERA ripresa delle numerose applicazioni, anche tecnologiche, l' Argento, che potrebbe benissimo andare a ritestare i vecchi massimi di 50 dollari Oz
Formando, meglio ancora, un doppio minimo crescente, che poi sarà un vero e proprio doppio massimo, da cui ripartire. Ma di questo ne parleremo fra qualche mese.
Il presente articolo non vuole essere assolutamente una sollecitazione al pubblico risparmio.