L’associazione ambientalista, rappresentata dall’avvocato Carlo Augusto Melis Costa, torna così a difendere le proprie ragioni dopo essere già intervenuta nel procedimento promosso dalla Regione Sardegna per ottenere l’annullamento dell’autorizzazione.
Ora il nuovo contenzioso nasce dalla decisione della società immobiliare di impugnare il provvedimento con cui è stata revocata l’autorizzazione rilasciata nei mesi scorsi.
L’udienza cautelare è stata fissata per il 29 luglio, mentre quella di merito è prevista per il 17 febbraio 2027.
Tavolara Bay Srl ha impugnato il provvedimento con cui è stata revocata l’autorizzazione e chiede al Tar di annullare quella revoca, sostenendo quindi la validità del titolo autorizzativo e la possibilità di proseguire il progetto.
Il GriG invece, ha annunciato che interverrà nel giudizio per sostenere la legittimità della revoca. L’associazione ritiene che il progetto non possa essere autorizzato con le procedure utilizzate e sostiene che debbano prevalere le esigenze di tutela del paesaggio, dell’ambiente e delle competenze della Regione nella pianificazione del territorio.
In particolare, dalle dichiarazioni del presidente del GrIG, Stefano Deliperi, emergono questi tre punti principali che saranno al centro della difesa:
- la tutela di un’area costiera di elevato valore paesaggistico e ambientale;
- la contestazione dell’utilizzo della procedura ZES per un grande intervento turistico-immobiliare;
- la richiesta che il Tar chiarisca se tali procedure possano essere impiegate per autorizzare interventi di questa portata senza compromettere gli strumenti di tutela del territorio.
La nuova iniziativa del GrIG arriva a pochi giorni dalla grande manifestazione che si è svolta proprio a Cala Finanza.
La scorsa settimana, infatti, centinaia di ambientalisti, in rappresentanza di decine di associazioni, hanno partecipato a un sit-in per chiedere lo stop al progetto immobiliare e la tutela dell’area costiera.
Alla mobilitazione hanno aderito anche i Mamuthones, la storica maschera del carnevale barbaricino, la cui presenza ha conferito alla protesta un forte valore simbolico in difesa del patrimonio naturale e identitario della Sardegna.
Al centro della vicenda c’è un ampio progetto di sviluppo turistico destinato a interessare un’estesa area costiera di fronte all’isola di Tavolara.
Il piano prevede la realizzazione di un resort di lusso con hotel a cinque stelle, ville, servizi turistici e commerciali, un porto turistico e un campo da golf, in una zona caratterizzata dalla presenza della macchia mediterranea e considerata di elevato pregio naturalistico.
Per il GrIG la vicenda va oltre il singolo intervento edilizio e rappresenta un passaggio importante per il futuro della tutela delle coste sarde.
L’associazione ribadisce infatti la necessità di garantire la salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente, sostenendo che il pronunciamento del Tar potrà incidere sul modo in cui verranno valutati in futuro progetti di grandi dimensioni in aree particolarmente sensibili.