CANCELLATO, IN IRLANDA, IL GRANDE IMPIANTO EOLICO OFFSHORE SCEIRDE ROCKS
Giannina Puddu, 5 gennaio 2026.
La Contea di Galway, situata sulla costa occidentale d'Irlanda e affacciata sull'Ocean Atlantico, era stata scelta per la realizzazione del progetto eolico offshore Sceirde Rocks.
La realizzazione, prevista per il 2030, avrebbe dovuto produrre energia utile fino a 350.000 abitazioni.
Gli sviluppatori avevano dichiarato che avrebbe favorito anche lo "sviluppo locale" grazie al contributo della società pari a circa 3,5 milioni di euro all’anno erogati a favore di iniziative comunitarie, con un Fondo di Beneficio Comunitario.
Il progetto prevedeva 30 turbine, situate a una distanza variabile da 5 e 12 chilometri dalla terraferma e con una capacità totale di 450 MW, era stato uno dei quattro selezionati nel primo bando ORESS (Offshore Renewable Electricity Support Scheme) del maggio 2023.
Alla notizia, sono seguite vigorose proteste contrarie, rafforzate dalla visibilità di Tomás Mac Tiarnáin, più noto come Tommy Tiernan, attore comico, sceneggiatore e cabarettista irlandese.
Tiernan è nell'elenco dei 177 terzi che hanno presentato osservazioni all'ACP (Commissione per la cooperazione e lo sviluppo economico) contro il piano di costruzione del parco eolico.
Nella sua opposizione alla proposta di Sceirde Rocks, il signor Tiernan ha citato la “profanazione di quell’area di bellezza naturale”.
Nel luglio 2025, Noel Cunniffe, CEO di Wind Energy Ireland, aveva concluso la campagna "Power of Tomorrow" e mostrato come l'Irlanda avrebbe potuto essere leader mondiale nell'energia pulita e accessibile.
Esperti del settore e voci locali hanno dimostrato che l'energia eolica offshore non è solo una soluzione al cambiamento climatico.
È un'opportunità per costruire un'Irlanda più forte e resiliente.
Dalla rivitalizzazione delle comunità costiere alla preparazione della prossima generazione per carriere green, l'eolico offshore sta già avendo un impatto concreto.
Aveva detto Cunniffe...
Noel Cunniffe, CEO Wind Energy Ireland
- Costi elevati e instabilità economica: L'aumento dei costi di materiali, manodopera e finanziamenti, insieme a tassi di interesse più alti, hanno reso il progetto Sceirde Rocks non più economicamente fattibile, secondo quanto riportato da RTÉ News.
- Problemi di connessione alla rete: Le difficoltà nell'ottenere una connessione affidabile e a costi ragionevoli alla rete elettrica nazionale irlandese (EirGrid) sono state un fattore determinante, come evidenziato da Virgin Media News. In Italia, il finanziamento dei sistemi di "connessione" si basa su di un mix di fondi pubblici (UE e nazionali), investimenti privati degli operatori di rete (Terna, E-Distribuzione) e degli sviluppatori di progetti. Non esistono numeri ufficiali...
- Sfide macroeconomiche: L'intero settore eolico offshore sta affrontando sfide di sostenibilità, con altri sviluppatori che ritirano o posticipano progetti a causa di condizioni di mercato difficili, come menzionato da The Business Post.
- In sintesi, una combinazione di fattori economici avversi e problemi infrastrutturali ha reso il progetto Sceirde Rocks insostenibile per FTS.
Per ciò che riguarda l'Italia, sarebbe obbligata una "trasparenza" che non c'è in relazione ai costi pubblici sostenuti per finanziare i "parchi eolici".
Non esiste una cifra unica e ufficiale facilmente reperibile che quantifichi l'esatto ammontare di contributi pubblici totali specificamente per i grandi parchi eolici in Italia, ma i fondi provengono da vari meccanismi come il PNRR (per fotovoltaico/comunità energetiche), finanziamenti europei (es. BEI), incentivi statali (come il meccanismo di supporto ARERA/GSE, spesso tramite tariffe incentivanti o aste) e esenzioni fiscali, con stime che variano e si concentrano su specifici bandi o periodi, come milioni per progetti specifici o miliardi di sussidi totali per le fossili, evidenziando che l'eolico riceve supporto, ma una cifra aggregata per "grandi parchi" è complessa da definire per la molteplicità degli strumenti.
Dal PNRR: Fondi significativi (miliardi) sono stati destinati all'energia, inclusi fotovoltaico e comunità energetiche, con obiettivi di autonomia energetica.
Comunque, in Italia, i maggiori beneficiari dei contributi (spesso indiretti tramite incentivi e supporti statali per le rinnovabili) per i grandi parchi eolici sono le grandi aziende energetiche internazionali e nazionali (come Enel Green Power, RWE, Edison).
L' Italia è il maggior beneficiario dei fondi PNRR e si sa solo che, attingendo da questo "conto", sta destinando risorse rilevanti alla transizione ecologica e alle rinnovabili.
In attesa dell'auspicata inversione di tendenza, in linea con ciò che accade già da altre parti...