A lanciare l’allarme è ANGAC Conf. PMI Italia (Associazione Nazionale Gestori Autonomi Carburanti), che chiede un confronto urgente tra le sigle di categoria.
Secondo l’associazione, il rincaro delle materie prime energetiche sta comprimendo ulteriormente i margini già ridotti dei gestori, esponendo il settore a una nuova fase di forte instabilità.
Un contesto reso ancora più critico da dinamiche internazionali che incidono direttamente sui costi alla pompa, con inevitabili ripercussioni anche su consumatori e trasporti.
Per affrontare quella che viene definita una fase “delicatissima”, ANGAC ha inviato una richiesta formale di apertura di un tavolo di confronto a tutte le principali organizzazioni di categoria.
“Un’iniziativa” si legge in una nota dell’Associazione, “che punta a costruire una linea condivisa e a rafforzare il potere contrattuale dei gestori di fronte alle compagnie petrolifere.
Tuttavia, alla proposta non hanno aderito tre sigle storiche del settore — FEGICA, FIGISC e FAIB — una scelta che ANGAC definisce preoccupante, soprattutto alla luce delle difficoltà crescenti.
“Per anni i gestori sono stati lasciati soli”, sottolinea l’associazione, denunciando contratti squilibrati, margini sempre più ridotti e decisioni imposte dall’alto dalle compagnie.
In questo scenario, la mancanza di una voce unitaria avrebbe indebolito ulteriormente la categoria, rendendola più vulnerabile agli effetti delle crisi internazionali, come quella attuale”.
“Il rischio” evidenzia ANGAC, “è che l’aumento del prezzo del petrolio si traduca in una spirale negativa: costi più alti, minori guadagni per i gestori e ulteriori difficoltà per cittadini e imprese già alle prese con rincari diffusi.
Da qui l’appello: superare divisioni e “scendere dalla torre d’avorio” per avviare un confronto reale.
“Servono apertura, coraggio e responsabilità”, ribadisce l’associazione, convinta che solo attraverso una strategia condivisa sia possibile difendere il futuro del settore in una fase segnata da tensioni geopolitiche e forti pressioni economiche.