Ciclo dei semiconduttori: dal recupero alla carenza di offerta
Milano, 1 aprile 2026. Di André Figueira de Sousa, Fixed Income Fund Manager, DPAM
Negli scorsi mesi avevamo rilevato come la crescita dei semiconduttori fosse trainata quasi esclusivamente dall'intelligenza artificiale, a fronte di una ripresa ciclica ancora debole negli altri ambiti.
Prevedevamo tuttavia un consolidamento del settore, spinto sia dal potenziamento delle infrastrutture IA sia dal miglioramento di comparti tradizionali come smartphone, PC, automotive e industria.
In questo scenario, ritenevamo che anche il segmento dei macchinari per la produzione di chip avrebbe beneficiato della risalita.
La ripresa si è consolidata come previsto nel corso dell’ultimo anno e prosegue tuttora a ritmo serrato.
Solo pochi mesi fa, il traguardo dei 1.000 miliardi di dollari di ricavi per l’industria dei semiconduttori era stimato per il 2030.
Tuttavia, l’attuale velocità di crescita - spinta anche dal forte rialzo dei prezzi delle memorie - suggerisce che il settore potrebbe avvicinarsi a tale obiettivo già nel 2026.
È inoltre evidente che il mercato sia ormai entrato in una fase di "supply crunch", caratterizzata da una marcata carenza di offerta.
Questa riduzione dell'offerta è alimentata dalla crescita continua ed esplosiva della domanda di semiconduttori, spinta a sua volta dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
In questo settore, le previsioni su CAPEX e ricavi subiscono continui rialzi, come confermano le revisioni positive dei ricavi per Nvidia, il titolo di riferimento del settore.
Fonte: Factset
La domanda di chip per l'intelligenza artificiale si conferma straordinaria, trainata da una crescita esponenziale nel consumo di token che continua a scontrarsi con i limiti della potenza di calcolo disponibile.
Nvidia ha dato prova di questa domanda insaziabile durante l'ultimo GTC, raddoppiando le stime sui ricavi cumulativi per i sistemi Blackwell e Rubin: la previsione è passata dai precedenti 500 miliardi di dollari per il biennio 2025–2026 ad almeno 1.000 miliardi di dollari per il triennio 2025–2027.
È inoltre fondamentale osservare come questa spinta eccezionale stia ormai iniziando a influenzare l'intero comparto tecnologico.
L'intelligenza artificiale sta già influenzando la scarsità di offerta nel mercato delle CPU.
La transizione verso l'inferenza e l'agentic IA sta infatti determinando una crescita significativa della domanda di processori per server tradizionali, parallelamente a un intenso ciclo di sostituzione dell'hardware convenzionale da parte dei fornitori di servizi cloud.
Durante il recente Capital Market Day, AMD ha evidenziato questa tendenza prevedendo per il settore dei data center un tasso di crescita annuale composto del 18% fino al 2030, un salto notevole rispetto al 4% registrato tra il 2022 e il 2024.
L'offerta deve ora confrontarsi con questo nuovo scenario, in cui la pressione della domanda incrementale e lo sviluppo degli acceleratori IA si riflettono chiaramente nelle strategie di investimento di TSMC.
Il gigante dei semiconduttori, dopo aver stanziato circa 30 miliardi di dollari nel 2024 e 41 miliardi nel 2025, ha infatti pianificato per il 2026 una spesa in conto capitale compresa tra i 52 e i 56 miliardi di dollari.
Nel settore dell'analogico di potenza, l'espansione dei data center dedicati all'intelligenza artificiale sta iniziando a condizionare la disponibilità di chip per altri utilizzi.
Questa contrazione dell'offerta sta spingendo i prezzi verso l'alto, fornendo così le risorse necessarie per finanziare i nuovi investimenti in capacità produttiva.
Un impatto ancora più profondo si registra nel mercato delle memorie, dove lo sviluppo dell'IA sta causando una carenza strutturale.
La DRAM rappresenta infatti un elemento critico per le infrastrutture di calcolo, sia nella variante convenzionale sia in quella ad alta larghezza di banda (HBM), dato che ogni nuova generazione di GPU Nvidia richiede una capacità di memoria sempre maggiore.
L'adozione della tecnologia HBM riduce sensibilmente l'offerta complessiva, poiché la sua produzione richiede circa tre volte la capacità di wafer per bit rispetto alla DRAM tradizionale.
Si prevede che questo rapporto salirà da x3 a x4 con il passaggio alle prossime generazioni tecnologiche.
È inoltre importante tenere presente che la costruzione di una fabbrica di semiconduttori è estremamente complessa e richiede diversi anni.
L'industria delle memorie DRAM è in grado di tenere il passo con il livello di domanda che sta emergendo ora.
Di conseguenza, il settore si trova in una situazione di grave carenza di offerta e la visibilità su quando il mercato tornerà in equilibrio è ancora limitata.
Storicamente, nel settore della memoria la determinazione dei prezzi ha sempre rappresentato il meccanismo attraverso il quale domanda e offerta raggiungono infine un nuovo equilibrio. La differenza fondamentale tra l’attuale scenario e i cicli passati risiede nel fatto che i clienti dei data center IA mostrano una sensibilità molto inferiore ai rincari; tale dinamica sta spingendo i prezzi delle DRAM verso l'alto in modo sostanziale, mentre la domanda continua a crescere. Questo trend è destinato a persistere finché l'elasticità dei prezzi non inizierà a influenzare la domanda in qualche segmento del mercato - secondo il principio per cui il rimedio ai prezzi elevati sono i prezzi elevati stessi.
Questo aggiustamento interesserà probabilmente prima di tutto l'elettronica di consumo, poiché i produttori di PC e smartphone saranno costretti ad aumentare i prezzi di listino per proteggere i propri margini, frenando inevitabilmente la domanda finale.
Le stime più recenti per il comparto smartphone segnalano infatti una contrazione delle spedizioni a doppia cifra per il 2026, con una flessione che colpirà i segmenti di fascia bassa e media in modo molto più marcato rispetto ai prodotti premium.
Data la limitata capacità produttiva nei segmenti più avanzati della logica e della memoria, i produttori di chip sono impegnati a recuperare il divario e pianificano significativi ampliamenti della capacità per i prossimi anni, cercando al contempo di anticipare quanto più possibile la messa a regime della produzione.
Ciò sta determinando una decisa accelerazione del ciclo per il comparto delle apparecchiature per la fabbricazione di wafer.
Le evidenze suggeriscono in misura crescente che l'industria dei semiconduttori abbia superato la fase di normale ripresa ciclica per entrare in una fase di carenza d'offerta trainata dall'intelligenza artificiale.
L'intensità della domanda di infrastrutture per l'IA si sta ora estendendo ben oltre gli acceleratori, riducendo la disponibilità nelle categorie adiacenti, conferendo potere contrattuale sui prezzi nei segmenti delle memorie e dei semiconduttori di potenza, e imponendo un nuovo ciclo di investimenti in capacità produttiva.