COVIP E CASSE DI PREVIDENZA – ATTO SECONDO

COVIP E CASSE DI PREVIDENZA – ATTO SECONDO
Plus 24 di sabato 11 aprile 2026, allegato a Il Sole 24Ore, dedica le pagine 4 e 5, al private credit scrivendo che “E’ allarme rosso. Chi tutela i risparmi” di Vitaliano D’Angerio. Si legge che i fondi di private credit gestiscono 2.000 miliardi di dollari, facile entrare, difficile uscire.

Trento, 13 aprile 2026. Di Paolo Rosa, avvocato, già Presidente Cassa Forense

Ho trattato il tema nel mio “La Covip non chiede informazioni sulla applicazione del codice appalti negli investimenti alle casse di previdenza?” (https://www.ifanews.it/la-covip-non-chiede-informazioni-sulla-applicazione-del-codice-appalti-negli-investimenti-alle-casse-di-previdenza)

La Covip con la richiesta del 14.01.2025 ha pubblicato anche le istruzioni per la predisposizione della relazione che sono le seguenti:

Non sfuggirà che alla pagina 3 la Covip per “le modalità seguite per la selezione nella gestione diretta e/o indiretta, con evidenza degli advisor e gestori che hanno partecipato al processo di investimento e delle modalità di selezione e remunerazione degli stessi chiede, tra il resto, anche le modalità seguite per la selezione, evidenziando se sono state definite in attuazione delle disposizioni di cui al d.lgs. 36/2023 (codice degli appalti)”.

Questo in applicazione, a mio giudizio, dei tre pareri resi dal Consiglio di Stato e dall’ordinanza n. 7645 del 1° aprile 2020 della Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, per la quale “il pregiudizio arrecato al patrimonio della Fondazione Enpam è un danno a risorse pubbliche, e dunque un danno erariale, la cui cognizione è devoluta alla giurisdizione della Corte dei Conti, perché – quantunque trasformato in fondazione con personalità giuridica di diritto privato e con autonomia gestionale, organizzativa e contabile – l’Ente ha mantenuto un carattere pubblicistico, essendo chiamato a svolgere attività istituzionale (che si colloca nel quadro tutelato dall’art. 38 Cost.) di previdenza e assistenza obbligatoria in favore di una particolare categoria di lavoratori, alla quale si accompagna l’obbligatorietà dell’iscrizione e della contribuzione da parte degli iscritti, e come tale è sottoposto ad una penetrante vigilanza ministeriale e al controllo della Corte dei Conti, è qualificato organismo di diritto pubblico e compreso tra le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato”.

Cassa Forense sta lavorando alla predisposizione del documento sulla politica di investimento che, per quanto è dato sapere, non richiama l’applicazione del codice degli appalti negli investimenti.

Plus 24 di sabato 11 aprile 2026, allegato a Il Sole 24Ore, dedica le pagine 4 e 5, al private credit scrivendo che “E’ allarme rosso. Chi tutela i risparmi di Vitaliano D’Angerio.

Si legge che i fondi di private credit gestiscono 2.000 miliardi di dollari, facile entrare, difficile uscire.

E noi oggi abbiamo un Governo che spinge le Casse di previdenza ad investire nel private credit e debit!