Credito: un’ancora in un mare in tempesta

Credito: un’ancora in un mare in tempesta
Debito netto su EBITDA delle imprese. Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, and Amortization, è l' indicatore di redditività che misura l'utile di un'azienda prima di sottrarre interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti

Milano, 19 maggio 2026. Di Charles-Henri Boivin, Head of Credit Research, Indosuez Wealth Management.

In un contesto di volatilità di mercato, la classe di attivi del credito ha dimostrato resilienza.

I rendimenti sono aumentati, sostenuti dai tassi sovrani e da aspettative di inflazione più elevate, ma l’allargamento degli spread di credito è stato contenuto, grazie a solidi fondamentali aziendali. Il mercato primario delle obbligazioni resta operativo, incontrando una solida domanda da parte degli investitori durante le finestre di nuova emissione.

La classe del credito non è rimasta immune dall’ampliamento globale degli spread osservato in seguito al conflitto in Iran.

I rendimenti del credito globale sono saliti gradualmente in tutti i segmenti, sostenuti dall’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi e dei Bund tedeschi: il forte rialzo dei prezzi di petrolio e gas naturale ha determinato una revisione al rialzo delle aspettative di inflazione e possibili misure di sostegno fiscale ai consumatori.

Tuttavia, la reazione degli spread è stata più contenuta: lo spread dell’indice US investment grade è rimasto sotto la soglia dei 100 punti base (pb), mentre dell’indice EUR investment grade è passato da 75 pb a 103 pb, per poi restringersi bruscamente dopo l’annuncio del cessate il fuoco a inizio aprile.

Questi livelli restano comunque ben al di sotto della soglia dei 125-130 pb raggiunta durante il picco di preoccupazione per i dazi nel “Liberation Day” (Giorno della Liberazione).

La tendenza è stata analoga nei segmenti più rischiosi del mercato del credito, con gli spread secondari degli indici high yield in euro e in dollari statunitensi che hanno seguito lo stesso andamento, oscillando tra i minimi di 275 pb e i massimi di 345 pb, livelli comunque nettamente inferiori alla soglia dei 450 pb registrata nel “Liberation Day”.

FONDAMENTALI AZIENDALI SOLIDI

Durante la recente volatilità di mercato, i mercati del credito hanno prezzato uno shock energetico di breve durata sugli utili aziendali, a differenza del 2022, quando le preoccupazioni riguardavano la capacità dell’Europa di ridurre strutturalmente la propria dipendenza energetica dalla Russia. Più importante oggi, i fondamentali di credito degli emittenti corporate rimangono solidi, con bilanci gestiti in modo conservativo e solidi indicatori di credito. Come evidenziato nel grafico 2, nell’investment grade la leva finanziaria netta è rimasta stabile per diversi anni su un livello moderato di 2,5x e i coverage ratio degli interessi sono saliti a 6,3x, riflettendo una forte capacità di servizio del debito. Nell’high yield, i rapporti sono anch’essi solidi, con una leva netta di 3,6x negli Stati Uniti e 3,3x in Europa in media — livelli che suggeriscono una gestione finanziaria prudente. È inoltre rilevante che i tassi di default nell’high yield restino gestibili, recentemente registrati al 2,1% negli Stati Uniti e al 3,1% in Europa.

Va inoltre sottolineato che quasi la meta dell’indice di credito è costituito da società finanziarie, principalmente banche. Questo settore, di rilievo per il credito, ha beneficiato di fondamentali estremamente solidi, sostenuti da una regolamentazione più stringente e da un contesto economico favorevole. I livelli di capitalizzazione sono solidi, con buffer significativi, e la qualità degli attivi è rimasta resiliente negli ultimi anni.

UN QUADRO TECNICO PIÙ SFUMATO

Per quanto riguarda i flussi, le tendenze recenti sono risultate eterogenee per la classe di attivi del credito. Dopo un inizio d’anno positivo, i flussi hanno mostrato volatilità nelle ultime settimane. I fondi high yield hanno registrato deflussi più consistenti, sebbene il ritmo stia rallentando. I fondi investment grade hanno registrato diverse settimane consecutive di deflussi moderati, dopo 36 settimane di afflussi. Parallelamente, il mercato primario del credito ha funzionato a intermittenza: durante i periodi di maggiore volatilità, le emissioni si sono fermate, ma quando le condizioni lo hanno permesso, gli emittenti sono tornati rapidamente sul mercato.

Questo comportamento ordinato e disciplinato del mercato primario ha agito da freno sugli spread, testimoniando il buon funzionamento del mercato del credito. Tutte le classi di credito sono rimaste accessibili e gli investitori hanno continuato a manifestare una domanda sostenuta per le nuove emissioni. Tra le emissioni recenti si segnalano un prestito ibrido subordinato in tre tranche di un produttore automobilistico europeo (con cedole dal 6,25% all’8,25%) e un’obbligazione senior USD 2028 di una compagnia assicurativa statunitense (rating AA-; cedola 4,25%). Questi esempi testimoniano la domanda costante degli investitori e la capacità di emittenti diversi di accedere al mercato primario in condizioni variabili.

PRIVATE CREDIT SOTTO I RIFLETTORI

Il private credit ha molteplici definizioni. In senso ampio, si riferisce all’attività di concessione di prestiti a società e altri prenditori attraverso accordi di debito negoziati privatamente, che non sono negoziati sui mercati pubblici. Nel significato generalmente accettato tra i professionisti dei mercati privati, si riferisce a prestiti senior garantiti, not rated, concessi da fondi privati a società sostenute da sponsor di Private Equity.  Questa tipologia di finanziamento, nota anche come Direct Lending, segue un modello originate-to-hold e si concentra generalmente su società caratterizzate da una solida generazione di flussi di cassa.

All’interno di questo mercato, che si aggira intorno ai 1.000 miliardi di dollari, circa la metà è detenuta in fondi semi-liquidi che offrono agli investitori una liquidita generalmente trimestrale. Negli ultimi mesi, il Direct Lending è stato spesso confuso con i Broadly Syndicated Loans (BSL), che si riferiscono a prestiti privati not rated concessi dalle banche secondo un modello originate-to-distribute.

Alcuni default di rilievo nei BSL, uniti a una certa confusione mediatica tra BSL e Direct Lending, hanno portato a un aumento dei riscatti nei fondi semi-liquidi di Direct Lending.

Anche le incertezze legate all’impatto dell’intelligenza artificiale (IA) sulle società software hanno innescato ulteriori riscatti.

Nel complesso, il Direct Lending rimane di dimensioni contenute rispetto ai 242.000 miliardi di dollari di attività finanziarie statunitensi e i tassi di default si mantengono su livelli modesti, tali da non generare rischi sistemici.