EOLICO E FOTOVOLTAICO: LE FONTI ENERGETICHE PIU' CARE E MENO AFFIDABILI. L'ANALISI DELL' HEARTLAND INSTITUTE
Giannina Puddu, 2 settembre 2026.
Ci hanno raccontato e insistono a raccontarci che costruire più turbine eoliche avrebbe fatto scendere i prezzi dell'elettricità.
Invece, i prezzi sono aumentati per effetto degli incentivi alle fonti rinnovabili tramite la componente ASOS (Oneri di sostegno alle energie rinnovabili) presente nella bolletta, con una spesa complessiva pari a circa 9,3 miliardi di euro nel 2025, mentre per il 2026 ARERA stima una lieve discesa a circa 8,5 miliardi di euro (-9%).
La ricercatrice Linnea Lueken dell'Heartland Institute ha analizzato la vera economia dell'energia eolica.
E' già noto che solo i sussidi pubblici la mantengano in vita, altrimenti antieconomica per gli "sviluppatori" che, infatti, in assenza di contributi pubblici, mollano l'affare.
Abbondano i costi nascosti che l'industria omette dai suoi bilanci e l'eolico offshore ha il peggior rapporto qualità-prezzo di qualsiasi altra nuova fonte di energia sulla rete.
Emerge dalla ricerca che per far sembrare l'eolico conveniente non si citino i costi di riparazione, di sostituzione, di rimozione, i costosi sistemi di alimentazione di riserva che devono rimanere in stand-by quando non c'è vento, o quando soffia troppo forte e non consente di far funzionare le turbine.
Tutti costi reali, scaricati silenziosamente sui consumatori.
L'Italia ha speso cumulativamente, ad oggi dai primi anni 2000, circa 135-140 miliardi di euro in incentivi statali per sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili, con la stragrande maggioranza di questa cifra assorbita dal fotovoltaico e dall'eolico di tipo industriale.
Sono stati approvati dal nostro attuale Governo ulteriori 23 miliardi di "aiuti" statali (regime FerX) per finanziare l'installazione di ulteriori 37,15 GW di nuovi impianti eolici onshore e fotovoltaici su larga scala entro il 2030.
La Commissione europea che spinge questa spesa, dopo averla chiesta, ha approvato lo stanziamento italiano.
Il 6 agosto è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica il decreto FER X a regime.
Si legge:
Da domani, venerdì 7 agosto, il provvedimento è formalmente in vigore. L’atto della pubblicazione, a firma del ministro Gilberto Pichetto, fa seguito al via libera della Corte dei Conti, che segue la decisione della Commissione europea dell’8 giugno scorso di non sollevare obiezioni nei confronti della misura di aiuto, ritenendola compatibile con il mercato interno.
Sono destinatari del FerX gli impianti solari fotovoltaici, eolici, idroelettrici e quelli di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione. Il decreto prevede un contingente massimo di 37,15 gigawatt di nuova capacità rinnovabile.
Per coprire la spesa annua di oltre 9 miliardi di euro per le rinnovabili, lo Stato preleva dai clienti elettrici (famiglie e imprese) circa 7,5 - 8 miliardi di euro all'anno direttamente tramite le bollette.
In Italia, gli incentivi alle rinnovabili gestiti dal GSE vengono prelevati direttamente dalle bollette elettriche di cittadini e imprese sotto forma di "oneri di sistema".
Questo aumenta il costo dell'energia, riducendo la competitività del Paese.
Le Tecnologie come il fotovoltaico e l'eolico non producono energia in modo continuo (es. di notte o in assenza di vento).
Per garantire la stabilità della rete, lo Stato deve comunque finanziare e mantenere centrali tradizionali "di riserva", raddoppiando di fatto i costi strutturali del sistema.
Gran parte della spesa pubblica finisce per finanziare l'acquisto di componenti prodotti quasi interamente all'estero, riducendo l'impatto positivo sull'economia interna e favorendo economie estere.
La realizzazione di questi grandi impianti sta devastando il nostro Territorio e sta sottraendo terra alla nostra Agricoltura, al nostro Allevamento, alle nostre vite.
Insomma, un affare della Madonna!
Nell'ordine per capacità di incasso dei nostri soldi: prima, la Cina.
Sueguono la Germania, la Danimarca e la Spagna che ci ringraziano e festeggiano per la nostra dabbenaggine!