FRANCIA E GERMANIA OSTACOLANO L'EOLICO OFFSHORE. L'ITALIA IMPONE PRODUZIONI A BRINDISI E ORISTANO...
Giannina Puddu 8 agosto 2025.
Il "nostro" attuale ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso è innamorato dell'eolico offshore e ci sta incasinando l'esistenza con spinte per la produzione e l'assemblaggio di macchine per impianti eolici offshore nel Porto di Oristano e di Brindisi.
Le sue spinte producono effetti, perchè è il Ministro in un Governo che lo lascia fare o che lo induce a fare, chissà...
Ha motivato sostenendo che queste "fabbriche" potranno soddisfare la domanda nell'Area Mediterranea.
Mi ripeto, ancora, per affermare che questa "domanda" sta calando e che questi business stanno volgendo al tramonto.
Un tramonto che avevo ipotizzato più in là nel tempo, mentre invece, si vede già uno spicchio di luna.
Sul Mediterraneo, si affacciano: Spagna, Francia, Monaco, Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Albania, Grecia, Malta, Turchia, Cipro, Siria, Libano, Israele, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco.
Tutti Stati che, prima o poi, "mangeranno la foglia" e non compreranno queste macchine diaboliche.
Intanto, la Francia (cliente potenziale di Urso...), sempre sul pezzo, il suo "pezzo", sta adottando provvedimenti che stordiscono gli "sviluppatori"...
Ho dedicato un pezzo a parte per la rilevanza della notizia: https://www.ifanews.it/la-francia-e-a-un-passo-dalla-moratoria-per-eolico-e-fotovoltaico-poi-il-definitivo-blocco
L'eolica francese Engie sta già cercando di aprirsi altri mercati, in Africa e Medio Oriente, ma, durerà per pochi anni e forse neppure...
Un utile sussurro è già arrivato all'Africa del Nord a giugno 2025, quando il ministro dell'Energia britannico Ed Miliband ha bocciato un piano da 25 miliardi di sterline per le energie rinnovabili, che avrebbe importato fino a 11,5 GW di energia solare ed eolica dall'Africa.
Miliband avrebbe deciso di fermare il progetto di interconnessione di Xlinks (che fa pensare all'italiano Tyrrhenian Link), lungo 4.000 chilometri, tra il Marocco e la costa del Devon.
In questo modo, il Marocco non avrà più bisogno di produrre tale surplus energetico e rifletterà sull'insieme...
L'azienda coinvolta, esplora altre opportunità commerciali, ammesso che le trovi.
Fortune, nel 2014, l'aveva citata come quarto gruppo mondiale nel settore energia.
Eppure, è in evidente difficoltà, eppure Urso e il Governo Meloni impongono start-up concorrenti, fuori logica, a Brindisi e Oristano!
Eppoi, c'è ciò che sta accadendo in Germania.
In un rapporto di Bloomberg, si legge di una recente asta per l'eolico offshore in Germania che si è conclusa senza alcuna offerta.
Perchè?
Perchè la Germania ha cancellato i sussidi pubblici per questi "sviluppatori".
L'Agenzia Federale per le Reti ha annunciato che non sono state presentate proposte per due aree designate nel Mare del Nord.
Il numero uno dell'associazione tedesca per l'eolico offshore BWO, Stefan Thimm, ha confermato: "L'attuale situazione del mercato eolico offshore tedesco non è attraente per gli investitori".
Il signor Thimm, dice in sostanza, che, con l'attuale quadro d'asta tedesco, gli "sviluppatori" non ci stanno, non vogliono farsi carico dei rischi d'impresa e pretendono garanzie statali.
Li attende un brusco risveglio che li costringerà a riconvertire la produzione.
Peccato che, per contro, in Italia, fino a provvedimenti contrari molto auspicabili, si progetti di ipotecare grandi aree, sottraendole ad ogni altro esercizio coerente con l'ambiente locale, modificandone il volto, per avviare due start-up senza futuro.