Grimaldi solleva l’allarme: “Rimborsi ai sardi insufficienti, rischiamo perdite sulle rotte Sardegna‑Italia”.

Grimaldi solleva l’allarme: “Rimborsi ai sardi insufficienti, rischiamo perdite sulle rotte Sardegna‑Italia”.
GIORGIO VARGIU, PRESIDENTE ADICONSUM SARDEGNA. EMANUELE GRIMALDI, AD GRUPPO GRIMALDI

Cagliari, 26 luglio 2025. Di Elia Sanna.

Il Gruppo Grimaldi lancia l’allarme sull’istruttoria Agcm che coinvolge Msc (SAS Shipping Agencies Services Sarl), Moby e Gnv, centrata sulle rotte marittime tra la Sardegna e la Penisola, e pone anche un focus sui rimborsi ai passeggeri sardi che considera del tutto inadeguati.

L’Autorità garante della concorrenza ha aperto un procedimento dopo l’entrata del 49 % di Msc in Moby e il maxi-finanziamento di 243 milioni, chiedendo osservazioni entro il 16 agosto 2025.

Grimaldi Group, a cui Shipping Italy, ha chiesto se e quali osservazioni farà recapitare all’Antitrust, prepara la sua memoria: i rimedi proposti li reputa “uguali al nulla o peggiorativi”.

Secondo Grimaldi, i rimborsi proposti a chi ha pagato caro i traghetti da Genova a Olbia (e in generale per i collegamenti con la Sardegna) sono ampiamente sottostimati. 

I passeggeri sardi, osserva il gruppo, rischiano di subire i costi reali di tariffe elevate senza una compensazione adeguata.

“Dovrebbero essere rimborsati importi molto più elevati rispetto a quanto proposto negli impegni” afferma Grimaldi, sottolineando che le pratiche tariffarie delle compagnie su queste rotte hanno pesanti ricadute sui residenti isolani.

Grimaldi denuncia anche operazioni di dumping (concorrenza sleale) su quella tratta marittima, che penalizzano l’azienda partenopea e riducono la concorrenza, con Moby e Gnv che vorrebbero “estrimerci da quel mercato”.

Nel frattempo, Grimaldi teme che gli asset e gli slot utilizzati sulle linee marittime possano finire in mano a Msc: un evento che potrebbe trasformarsi in un monopolio di fatto, compromettendo la pluralità dell’offerta e il diritto alla mobilità degli isolani .

Oltre a criticare l’insufficienza degli impegni economici, Grimaldi solleva un altro punto: Msc non avrebbe notificato l’operazione di acquisizione a livello europeo, violando l’obbligo di analisi sui rischi antitrust, una omissione ritenuta grave dalla compagnia napoletana.

Infine, da Napoli preannunciano: “Se necessario, oltre a presentare osservazioni all’Agcm, ricorreremo al Tar e poi al Consiglio di Stato”.

“È però necessario, se si vogliono perseguire questi obbiettivi, che il provvedimento finale sia giusto e comparato alla gravità dell’illecito commesso” commenta Giorgio Vargiu, presidente regionale Adiconsum Sardegna.

“Esprimiamo  un parere fortemente negativo circa gli impegni presentati dalle tre aziende interessate dal procedimento e preoccupazione per l’esito dello stesso” ha dichiarato Vargiu: “i rimborsi previsti per i consumatori sono ridicoli, le modalità e i tempi previsti per esercitare il diritto al rimborso sono del tutto inadeguati, sbilanciati a favore dei professionisti e appaiono finalizzate a ridurre drasticamente il numero dei consumatori che eserciteranno il diritto al rimborso”.

“L’appello che rivolgiamo all’Autorità è quello di non chiudere il procedimento con l’accettazione degli impegni proposti dalle tre aziende, senza peraltro prevedere una adeguata sanzione. Gli effetti sarebbero: la negazione di fatto del diritto dei consumatori a un giusto risarcimento del danno e il messaggio, altamente diseducativo  e certamente non dissuasivo nei confronti delle aziende, che ci si può impunemente comportare male a danno sia dei consumatori che degli altri competitor del mercato i quali, per inciso, non sono certo immuni da precedenti comportamenti scorretti a danno dei consumatori”.