IL CIGNO NERO E’ LA GUERRA ALL’IRAN
Trento, 3 aprile 2026. Di Paolo Rosa, avvocato, già Presidente Cassa Forense
Il conflitto in corso sta già provocando interruzioni senza precedenti nella catena di fornitura energetica globale.
Il Governatore della Banca d’Italia, intervenendo alla XVI Conferenza MAECI – Banca d’Italia con i delegati e gli addetti finanziari accreditati all’estero –, ha detto “anche Il conflitto in corso sta già provocando interruzioni senza precedenti nella catena di fornitura energetica globale.
Il Governatore della Banca d’Italia, intervenendo alla XVI Conferenza MAECI – Banca d’Italia con i delegati e gli addetti finanziari accreditati all’estero –, ha detto “anche ipotizzando una rapida cessazione delle ostilità, il ritorno alla normalità produttiva sarebbe lento: ai tempi tecnici necessari per il ripristino della capacità estrattiva si aggiungerebbero quelli per la riattivazione dell’intera filiera energetica.
I rincari sono significativi e stanno colpendo soprattutto i prodotti raffinati essenziali per l’industria e l’agricoltura, dove stanno emergendo strozzature dell’offerta più acute”.
Le implicazioni sono significative, continua il dott. Panetta: nel biennio 2026 – 2027 il PIL dell’area dell’Euro perderebbe rispetto allo scenario di base, 0,4 punti percentuali nello scenario meno grave e 0,9 punti in quello più sfavorevole.
L’aumento dell’inflazione nell’area dell’Euro in marzo al 2,5%, dall’1,9% di febbraio, evidenzia l’intensità e la rapidità di trasmissione dello shock energetico, i cui effetti emergeranno verosimilmente anche nei dati dei mesi successivi.
Al tempo stesso, l’andamento degli indicatori anticipatori, in particolare la flessione della fiducia delle famiglie, prefigura un possibile rallentamento dell’economia reale.
Un elemento di attenzione riguarda l’intermediazione finanziaria non bancaria cresciuta rapidamente negli anni scorsi, che presenta in determinati comparti livelli di leva e di liquidità che potrebbero rivelarsi inadeguati in fasi tensione acuta.
In questo contesto, gli investitori stanno rivedendo le esposizioni più rischiose, determinando correzioni nelle quotazioni azionarie in alcuni segmenti tecnologici e tensioni nel mercato del private credit statunitense.
Standard & Poor's taglia la crescita per l’Italia allo 0,4% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027 quando a metà gennaio aveva previsto per l’Italia una crescita dello 0,8% nel 2026 confermando le previsioni di novembre e dell0 0,9% nel 2027.
L’ultimo bollettino della BCE prevede poi un’inflazione al 3,1%.
Dopo un mese di conflitto in Iran, il Ftse Mib ha perso l'8%, ci sono però titoli che hanno guadagnato fino al 26%.
Il Governatore ha concluso il suo intervento affermando che “in un mondo più instabile e frammentato, la sicurezza economica dell’Italia e dell’Europa dipenderà dalla loro capacità di restare aperte, rafforzando al tempo stesso la coesione interna e la possibilità di agire insieme.
È una sfida impegnativa.
Ma è anche un’opportunità per dimostrare che l’integrazione europea resta la risposta più efficace ai problemi del nostro tempo”.
Questa situazione non giova certamente agli investimenti di tutte le Casse di previdenza dei professionisti italiani.