Il nervosismo adesso impatta anche i mercati obbligazionari
Milano, 25 marzo 2026. Di Roger Rüegg, Head of Multi-Asset Solutions Zkb/Swisscanto
Cosa è cambiato?
Dopo che Israele ha bombardato alcune parti delle infrastrutture energetiche iraniane e non si intravedono ancora segnali di allentamento della tensione, i prezzi del petrolio e del gas sono nuovamente saliti e ormai da oltre una settimana si attestano intorno ai 100 dollari al barile (WTI).
Fin dall'inizio avevamo classificato questo livello di prezzo come critico.
Di conseguenza, i timori di inflazione si sono nuovamente intensificati e i mercati stanno ora scontando significativi aumenti dei tassi d'interesse in Europa.
Il mercato si aspetta addirittura che la BNS e la Fed aumentino i tassi d'interesse – a nostro avviso un'esagerazione.
Anche il livello dei rendimenti obbligazionari ci sembra eccessivo: in Europa sono ora superiori ai livelli del 2022, ma all’epoca le aspettative di inflazione a medio termine e i salari erano in forte aumento – una situazione che oggi non si riscontra.
Se la guerra in Iran dovesse protrarsi, ci si potrebbe aspettare un sensibile indebolimento dell’economia.
In un contesto del genere, aumenti dei tassi d’interesse in risposta a strozzature dell’offerta avrebbero poco senso.
Ciononostante, le aspettative sull’andamento dei tassi d’interesse che sono state ora scontate stanno esacerbando le preoccupazioni relative al mercato del credito privato, e anche il recente aumento dei premi di credito sta avendo un impatto notevole sulle condizioni finanziarie.
I mercati azionari continuano a correggersi: venerdì diversi indici hanno sfondato importanti livelli di supporto (media mobile a 200 giorni) e, con l’apertura dei mercati asiatici di lunedì, il mercato azionario globale si sta ora avvicinando a una correzione di circa il 10%.
Quali aggiustamenti stiamo considerando?
La scorsa settimana abbiamo aumentato la nostra posizione nelle azioni svizzere e, di conseguenza, ridotto l’esposizione alle azioni statunitensi – e quindi anche al dollaro USA.
Le valutazioni delle azioni svizzere e dei mercati emergenti sono ora leggermente al di sotto della loro media a 10 anni.
In questo contesto, le nostre considerazioni di allocazione tattica tornano a concentrarsi maggiormente su titoli di Stato di alta qualità.
Da una prospettiva storica, la perdita media sui mercati azionari viene approssimativamente raggiunta quando il VIX supera quota 30 (vedi grafico sotto).
Tabella: Come stanno reagendo i mercati?
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Market
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Price change (since Friday 27.2) |
Market
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Price change (since Friday 27.2) |
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Energy market |
Oil (Brent) |
56.4% |
Relative losers |
Equities Korea (23.3.) |
-13.4% |
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Natural gas (TTF) |
85.4% |
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Equities Germany |
-11.5% |
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Metals |
Gold |
-20.1% |
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Equities Basic materials |
-17.2% |
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Currencies |
USDCHF |
2.7% |
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Bonds ITA 10y |
-4.8% |
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USDEUR |
2.5% |
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USDZAR (23.3.) |
-7.5% |
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Equities |
MSCI EM Future |
-12.7% |
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USA Future |
-5.4% |
Relative winners |
Global energy shares |
+6.7% |
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Europe Future |
-13.0% |
Equities USA Nasdaq |
-4.5% |
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Switzerland Future |
-10.2% |
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Equities China (23.3.) |
-6.4% |
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Interest rates |
US 10 Year |
+47.8 bps. |
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EUR 10 Year |
+40.0 bps. |
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Fonte: Bloomberg, Zürcher Kantonalbank as at 23.03.2026 / 07:45