IL NUOVO LIBRO DI BEPPE SCIENZA: "Oro. Bene rifugio o trappola?"

IL NUOVO LIBRO DI BEPPE SCIENZA: "Oro. Bene rifugio o trappola?"

Giannina Puddu, 3 febbraio 2026. 

Il prof. Giuseppe Scienza, detto Beppe, è piuttosto noto al grande pubblico per il suo libro IL RISPARMIO TRADITO Ediz. Libreria Cortina, Torino con  prefazione di Beppe Grillo, consigliato, addirittura, da Giorgio Bocca.

Dal 2000 al 2015 è stato professore a contratto del corso di Metodi e Modelli per la Pianificazione Finanziaria e dal 2015 del corso di Metodi per le Scelte Finanziarie e Previdenziali presso il dipartimento di Matematica dell'Università di Torino.

Per anni è stato consulente di società finanziarie, banche, compagnie d'assicurazione e fondazioni.

E' diventato un punto di riferimento tecnico nazionale per la categoria dei "Consulenti Finanziari", sia che agiscano al soldo dell'industria fnanziaria, sia che operino a parcella.

Nel mondo del Risparmio, quando emerga una qualche anomalia, lui ci mette il naso, o, meglio, la calcolatrice, essendo abile matematico e va a fondo per mettere in guardia i risparmiatori e i cittadini in generale, come nel caso della sua pubblicazione LA PENSIONE TRADITA.

Questo è il nuovo momento della "Corsa all'Oro" che vede vari soggetti elencarne pubblicamente le lodi, altri proporsi per venderlo, pochi per mettere in guardia i rispiarmiatori.

Tutto, nel brodo torbido dell'estrema incertezza che caratterizza questo periodo storico per le ragioni note e che spinge verso i "beni rifugio".

L'acquisto dell'Oro è conveniente, soprattutto, per chi lo vende.

Non bisogna farsi abbagliare dal suo luccichio che potrebbe tradire nel tempo come è già stato in passato.

E' follia pura ingessare tutto o quasi il proprio capitale liquido in lingotti d'oro o affini, spinti dall'errata convinzione che il prezzo continui a salire, con costanza.

Eppure, alcuni stanno facendo proprio questo...

Dunque, una pubblicazione sul tema era scontata per la penna (e la calcolatrice...) di Scienza.

Abstract del libro:

Perché questo libro?

L’oro non è come molti credono. Soprattutto è diverso da come fa credere chi lo vende. Per cominciare non è un impiego sicuro dei risparmi, essendo un investimento che ha fatto registrare perdite anche dell’80% reale, come vedremo fin dalle prime pagine del libro.

Esso gode però di buona stampa. Articoli e libri sull’oro sono regolarmente scritti o influenzati da soggetti che guadagnano su di esso. Così viene dato regolarmente credito a tesi infondate come quella che «l’oro difende dall’inflazione» oppure che «è accettato come moneta contante in tutto il mondo».

È falsa la prima affermazione, perché a volte ha reso quanto l’inflazione o più, ma altre volte molto meno, in modo imprevedibile. È falsa pure la seconda.

Per pagare avendo oro bisogna prima (riuscire a) venderlo, operazione adesso facile, ma che potrebbe diventare molto ardua in situazioni difficili; già solo nel pieno di una pandemia (capp. 1 e 2).
In ogni caso un normale privato che compra e vende oro è costretto a rivolgersi a un mercato non regolamentato con costi notevoli. Diversamente da cinquant’anni fa, manca una qualunque quotazione ufficiale per le monete auree: sterline, marenghi, krugerrand ecc. (cap. 5).

Importanti questioni che lo riguardano sono poi regolarmente ignorate o decisamente taciute. Poche fonti d’informazione hanno spiegato la mazzata fiscale del 2024 del governo Meloni abbattutasi su chi aveva risparmi in oro; e nessuna ha avvertito che essa pone anche una gravissima ipoteca per il futuro. Proprio a causa di essa, in caso di un’eventuale forte ripresa dell’inflazione, un italiano otterrà una minore difesa rispetto a un risparmiatore tedesco, francese, svizzero ecc. (capp. 3 e 4).

Inoltre non viene mai ricordata un’importante funzione dell’oro, che ne sostiene la domanda. Il suo possesso non è noto all’Anagrafe Tributaria, salvo la fattispecie infrequente di oro non in una cassetta di sicurezza, bensì in uno specifico deposito amministrato di una banca. Inoltre non risulta in pubblici registri come per gli immobili o altri beni mobili. Ciò permette di detenere e anche trasferire ricchezza al portatore, in modo anonimo e non tracciato. Questo avviene a volte in modo illecito, ma fatto sta che è possibile e la cosa non funziona altrettanto bene con nessun’altra riserva di valore, salvo i contanti (cap. 10).

Infatti questo non è un libro contro l’oro. Non sbagliano certo le banche centrali nei cui bilanci è una quota importante e spesso la prima. A suo vantaggio non c’è solo la funzione di riserva di valore indipendente dal circuito bancario. Esso appare anche come ultima spiaggia in scenari estremi, fino a quello di un crac generalizzato di banche, Stati, valute, con chiusura di Borse, blocco di conti ecc. (cap. 8).

Il libro affronta anche questioni pratiche, fra cui ovviamente quelle fiscali. In particolare tratta l’alternativa fra oro fisico e oro finanziario: etc, future, certificati ecc. Per l’oro fisico vedremo perché i lingotti non vanno tanto bene, le monete meglio, e anche dove tenerlo. Per l’oro finanziario, che in Francia esisteva già negli anni Cinquanta (!), vedremo le diverse forme, compreso l’oro digitale, cioè su blockchain.

Il libro fornisce alcune ricette, ma solo di investimento e non di cucina. Sorvoleremo quindi sull’oro come additivo alimentare: E175, per dorare i confetti, non cancerogeno.