IL TREDICESIMO REPORT DI ITINERARI PREVIDENZIALI
Trento, 10 settembre 2026. Di Paolo Rosa, avvocato, già Presidente Cassa Forense.
È stato pubblicato il 9 settembre 2026 e le tabelle allegate confermano che gli investimenti delle Casse di previdenza dei professionisti, che gestiscono la previdenza obbligatoria di primo pilastro, senza regole cogenti, sono più rischiosi degli investimenti dei Fondi pensioni, che gestiscono la previdenza complementare volontaria.
Gli investimenti di Casse di previdenza


Gli investimenti dei fondi pensione


Alla pag. 82 del report sta scritto: “Il rapporto tra contributi e prestazioni è positivo per tutte le Casse e si attesta a 1,43 (era 1,49 nel 2024), in leggera costante decrescita negli ultimi anni sia per l’aumento dei pensionati sia delle prestazioni parzialmente compensato dall’aumento delle entrate contributive.
Questo significa che le Casse di previdenza per far quadrare i conti, in termini di sostenibilità di lungo periodo (30+20 anni), saranno costrette ad aumentare la contribuzione o ad elevare l’età pensionabile.
Ci sono tre Autorità indipendenti, COVIP, Corte dei Conti, Commissione Bicamerale di controllo sugli enti previdenziali, che da anni chiedono la pubblicazione in G.U. delle linee guida per gli investimenti per le Casse di previdenza dei professionisti ma, come risposta adeguata, la Lega propone l’uscita dal lavoro a 64 anni estesa ai lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del 1996, tutti al contributivo, penalizzando le pensioni come lo studio di questi giorni della CGIL ha certificato.
Evidentemente l’industria finanziaria non trova ostacoli se è vero, come è vero, che anche il TFR si è cercato di deviarlo sui mercati finanziari, con danno evidente per le micro imprese italiane, che occupano da 0 a 9 dipendenti, che non beneficiano del credito bancario né di altre forme di finanziamento e si sostengono con la gran parte dei circa 32,5 miliardi di euro di TFR generati dal sistema (Fonte: slides di presentazione del Tredicesimo report di Itinerari previdenziali).
Ma così operando si scarica il rischio finanziario sul pensionando e si toglie ossigeno alle microimprese che sono il 94,91% di 4,665 milioni di imprese operanti in Italia!