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04. aprile 2020

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Assicurazioni, un triste primato in Europa

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Il settore assicurativo italiano, gode di eccellente salute, grazie alle ottime protezioni politiche che hanno sempre assecondato aumenti scandalosi per le polizze obbligatorie RC Auto, una sorta di pizzo legalizzato a carico di milioni di automobilisti e motociclisti.

Prima della liberalizzazione tariffaria del 1994, sotto il regime dei “prezzi amministrati”, gli assicurati  pagavano in media 700.000 lire, il controvalore di 391 euro per assicurare un’auto di media cilindrata fino a 1.800 C.C. Dodici anni dopo, nel 2006, il costo medio della stessa polizza per un auto di fascia media (non contando le punte estreme come la Campania) è lievitato a 868 euro, con un rincaro del 122%, per passare a 1.350 euro nel 2012, con un aumento di 889 euro (+190 %) stimati nel 2013, a differenza di altri Paesi UE, Francia, Spagna, Germania, con aumenti registrati che non hanno mai superato la soglia dell’ 87 % .  I costi medi delle tariffe RC Auto in 18 anni (2004-2012), sono più che raddoppiati passando da 391 euro del 2004 a 1.350 euro nel 2012  ed ulteriori rincari di 35 euro stimati nel 2013),con una incidenza di valore di  + 1.385 euro ed una percentuale superiore al 250 %.

COSTO MEDIO,IN EURO,POLIZZA RC AUTO, MEDIA CILINDRATA (MAX 1.800 C.C.)

1994

700.000 £. (391 euro)

 (1994/2012 + 245%)

2006

868 Euro    (+ 477 euro)

+ 122 %

2008

948 Euro    (+ 557 euro)

+ 142 %

2012

1.350 Euro (+ 959 euro)

+ 245%

 

Ancora peggiore la situazione delle polizze obbligatorie per assicurare moto e motorini sotto i 150 cc di cilindrata, con utenti taglieggiati  costretti a subire rincari scandalosi ed ingiustificate superiori al 400%, con costi medi passati da 98-121 euro (minimo e massimo) del 1994, a 490-530 Euro (minimo e massimo nel 2008), e con costi RC moto che hanno subito l’impennata del 480% nel 2012, ed un aumento secco di 549 euro, passando da 121 a 670 euro (escluso incendio e furto).

COSTO MEDIO IN EURO, POLIZZA RC MOTO,MOTORINI  FINO A CILINDRATA 150 C.C

1994

190.000-235.000 lire.=(98 -121 euro)

1994-2004 + 480%

2006

395-490 Euro (            +297/369       Euro)

+ 303 / 305 %

2008

490-530 Euro (+392/409 Euro)

+ 400 / 338 %

2012

580-670 Euro (+ 482-549 Euro)

+ 492 / 453 %)

Approfittando dell’entrata in vigore del “federalismo fiscale” (d.lgs. n. 68 del 6 maggio 2011) che offre alle provincie la possibilità di deliberare una variazione sull’imposta dell’assicurazione R.C.Auto nella misura massima del 3,5% in aumento o in diminuzione rispetto a quella attualmente prevista del 12,5% del premio, da marzo  2013 è arrivato l’aumento dell’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori, (RCA), da un + 2% ad un +3,5% in base alla provincia. Le altre garanzie (incendio e furto, garanzie extra) hanno già una percentuale del 13,5%. Ad es.per Roma questo aumento è del + 3,5% per cui dalle attuali imposte del 12,5% si passerà al 16% per tutte quelle polizze emesse o quietanze incassate dal 1 Marzo 2013, anche per quanto riguarda le scadenze retroattive non incassate entro il 28 Febbraio 2013. Una ghiotta occasione per stangare gli assicurati con ulteriori aumenti. Il caro Rc auto è responsabile dell’aumento dei veicoli non assicurati, alla soglia di 4,5 milioni, un pericolo per l’incolumità propria e dei terzi trasportati e danneggiati, che non sempre vengono risarciti dal Fondo Vittime della Strada.

 

 

Stipendio medio netto in euro rilevato Ocse 2012

Costo medio RCA + Furto e Incendio in Euro

Percentuale Costo / Stipendio

Gran Bretagna

29.604

(450 £)              643

2,2

Germania

25.095

715

2,8

Irlanda

24.162

690

2,9

Francia

22.689

650

2,9

Spagna

21.122

630

3,0

Italia

19.100

1.250

6,5

 

 

 

 

Media 6 paesi considerati

23.629

763

3,2

Media OCSE

20.593

 

 

 

Adusbef e Federconsumatori invitano il Governo, purtroppo sempre più a braccetto con banche ed assicurazioni con la finalità di stangare milioni di consumatori, di  porre un argine ad una speculazione decennale assurda ed illegale.

A cura di Federconsumatori