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17. giugno 2019

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Interviste

Approccio “Wait and see”

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Di Pierre Boyer, Responsabile fondi monetari di Candriam Investors Group

Durante il meeting di aprile, il Consiglio Direttivo della BCE ha lasciato i tassi di interesse di riferimento e il ritmo degli acquisti di asset invariato:
• Tasso principale di rifinanziamento: 0.05%
• tasso depositi bancari: -0.20% • tasso sui prestiti marginali: 0,30%
Programma di acquisto di attività del settore pubblico e tasso:
• Il Governatore Draghi ha confermato la strategia di politica monetaria della BCE, ribadendo la determinazione della BCE a proseguire gli acquisti di asset fino a quando il Consiglio Direttivo si vedrà "un adeguamento costante nel percorso di inflazione".
• Ha confermato che la BCE non avrebbe tagliato ulteriormente il tasso sui depositi in territorio negativo. Economia:
• Il tono della dichiarazione è stato più positivo. L'economia ha guadagnato ulteriore slancio e la ripresa sembra destinata ad amplificarsi e a rafforzarsi gradualmente, anche se la crescita continua ad essere frenata da diversi fattori. Seppure ancora in ribasso, i rischi per le prospettive economiche sono diventate più "equilibrate". L'inflazione dovrebbe rimanere molto bassa o ancora negativa nei prossimi mesi e la BCE seguirà molto da vicino i rischi di inflazione. I tassi di inflazione dovrebbero aumentare più tardi nel 2015 ed aumentare ulteriormente nel 2016 e nel 2017. Scarsità di titoli:
• Il Governatore Draghi si è mostrato fiducioso sulla capacità della BCE di acquistare titoli al ritmo previsto da piano (60 miliardi di euro al mese), dato che i timori sulla scarsità sono stati considerati "un pò esagerati" o "prematuri" alla luce della mancanza di evidenze concrete. Dopo la conferenza stampa, la BCE ha ampliato l'elenco delle agenzie e cui emissioni obbligazionarie possono rientrare nel Quantitative Easing, fino a comprendere dieci nuove istituzioni. Ci sono diversi soggetti francesi e olandesi (in particolare i francesi CDC e AFD), così come per l'Italia la Cassa Depositi e Prestiti. Nel complesso, la BCE rimane impassibile rispetto alle voci recenti di "un’uscita anticipata" e "scarsità del mercato obbligazionario", dando l'impressione di mantenere, almeno per ora, la tabella di marcia.

Misure della BCE sulla liquidità

• Il pacchetto di liquidità, tra cui il programma di rifinanziamento mirata a lungo termine (TLTRO) e quello di acquisto di attività del settore pubblico e tasso (PSPP), combinato con il negativo tasso sui depositi bancari, ancorerà i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona in territorio negativo o a livelli minimi. Minori oneri finanziari e deprezzamento valutario potrebbero contribuire a rafforzare la crescita e l'inflazione in Europa.
• Tutte queste misure contribuiranno a mantenere il tasso a breve termine su livelli molto basso o negativi per lungo tempo, facendo pressione sul benchmark (Eonia).

Strategia di investimento

Questo incontro conferma che la politica monetaria rimarrà accomodante per tutto il tempo necessario. In tale contesto:
• privilegiamo positivamente i Paesi periferici (Spagna e Italia) rispetto ai Paesi core europei;
• stiamo sovrappesando il segmento corporate, ricercando emittenti con rendimenti interessanti con rating a breve termine pari ad almeno A2 / P2;
• stiamo definendo un’allocazione ottimale della duration su scadenze più lunghe

Crescita nell’area euro: gli europei riscoprono i consumi

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Di Laura Sarlo, Senior Sovereign Analyst

La crescita dell’area euro sembra destinata a evidenziare una performance superiore nel 2015, in parte grazie alla maggior forza dei consumatori. I consumatori si sentono più fiduciosi riguardo alla propria situazione economica e, in alcune aree, la crescita dell’occupazione e gli aumenti degli stipendi offrono un’ulteriore spinta. Ecco alcune delle maggiori tendenze fra i consumatori che ho rilevato nell’area dell’euro:

I settori trainanti del momento:

• I beni di consumo durevoli, comprese automobili e arredamento, stanno registrando una buona performance man mano che i consumatori sostituiscono i beni più datati

• Tutti i prodotti che rientrano nel settore farmaceutico e medico stanno registrando una forte crescita in tutta Europa a causa dell’invecchiamento demografico

• La Germania ha registrato due eccellenti risultati consecutivi nelle vendite al dettaglio (compreso il 5% di aumento registrato il 3/3/2015 nei volumi a/a per la maggior parte delle categorie dei beni di consumo)

• I consumatori in Italia sembrano essere fiduciosi e hanno aumentato gli acquisti di automobili nuove, beni per la casa e apparecchi

• In Spagna e in Portogallo, i consumatori riferiscono di sentirsi più fiduciosi riguardo alle prospettive economiche del proprio Paese, a prescindere dalla propria situazione lavorativa

• L’Irlanda sta ripartendo nella maggior parte dei settori e la spesa dei consumatori aumenta proporzionalmente

Chi è rimasto indietro:

• La fiducia dei consumatori francesi è rimasta un po’ indietro, appesantita dalla debolezza dell’andamento del settore immobiliare e dalla crescita contenuta dell’occupazione. Questa situazione potrebbe migliorare nei prossimi mesi, ma è importante tenerla sotto osservazione poiché i consumatori francesi rappresentano il 57% del Pil francese e il 20% del Pil dell’area euro

• Le tensioni politiche ancora in corso e la recessione in Russia continuano a frenare l’economia e i consumatori della Finlandia, dove i tagli ai posti di lavoro e il calo dei prezzi immobiliari frenano i comportamenti dei consumatori

• I consumatori greci hanno ripreso slancio per un momento, ma la spesa è stata infine frenata dall’esito delle elezioni di gennaio svoltesi nel Paese

• In quali settori i consumi risultano maggiormente depressi in tutta Europa? Le apparecchiature sportive, l’attrezzatura da campeggio, i giocattoli e i giochi

FIDELITY WORLDWIDE INVESTMENT: L'OPERATO DELLA BCE ED IL SUO QE

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Paolo Federici2Paolo Federici, Managing Director Southern Europe and Latin America di Fidelity Worldwide Investment commenta: “l’operato della Banca Centrale Europea (BCE), in particolare grazie alla prosecuzione del quantitative easing e di politiche monetarie ultra-espansive, costituisce un efficace sostegno alla crescita economica nell’Eurozona e supporta un contesto favorevole agli investimenti”. Andrew Wells, Global Chief Investment Officer Obbligazionario di Fidelity Worldwide Investment ha commentato il programma di quantitative easing della Banca Centrale Europea: “A gennaio il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) aveva annunciato l'introduzione di un vasto programma di acquisto di asset, per un ammontare di 60 miliardi di euro al mese, che sarebbe partito a marzo 2015 protraendosi almeno fino a settembre 2016.La settimana scorsa, la BCE ha dichiarato di avere raggiunto il primo traguardo mensile previsto dal Quantitative Easing (QE).

L'introduzione del QE da parte della Banca Centrale Europea è stata attesa a lungo e, naturalmente, quando il programma è divenuto realtà la reazione degli investitori non si è fatta attendere. La prima conseguenza è stata il forte apprezzamento che hanno registrato le obbligazioni sui mercati europei, con i rendimenti, soprattutto sui titoli a breve termine, che sono scesi significativamente. In particolare, il QE ha fatto confluire i capitali degli investitori sul mercato obbligazionario e da qui verso altre asset class, come si evince dal forte apprezzamento dei listini azionari europei. Il programma, in sostanza, ha innescato una circolazione di capitali, che sono fluiti anche verso asset class diverse da quelle direttamente interessate dal programma, con ricadute positive per l'attività economica. A mio avviso, dunque, gli effetti sono stati positivi, evidenti da subito e vasti. Il QE, inoltre, ha significativamente indebolito l'Euro e il deprezzamento della Moneta Unica sta ovviamente favorendo gli esportatori europei.

Un altro tema correlato al QE è quello della disponibilità di asset oggetto degli acquisti della BCE. Attualmente, non ci sono grandi volumi da acquistare ed è per questo che la Banca Centrale è costretta a scendere lungo la curva dei rendimenti. Guardando alle conseguenze del QE, osserviamo che è aumentata la domanda di obbligazioni societarie di alta qualità e che molti investitori puntano sull'high yield. Tutto ciò è positivo per le aziende, che possono emettere obbligazioni a spread inferiori e beneficiare di costi di finanziamento più bassi, accedendo più agevolmente a finanziamenti a lungo termine. Ciò supporta dunque l'attività economica. In Europa, inoltre, stiamo assistendo ad alcuni sviluppi economici sorprendentemente positivi e speriamo di poter assistere in futuro a un'accelerazione nella creazione di posti di lavoro, anche nei Paesi dell’Europa periferica.

Infine, circa i timori inerenti la possibilità che l’acquisto di asset abbia fine prima dei tempi previsti, non credo che ciò sia possibile. Se la BCE dovesse venire meno all'impegno che ha pubblicamente assunto, ne andrebbe della sua credibilità. Gli investitori si stanno già muovendo sui mercati sulla base di questa consapevolezza, spingendo i prezzi delle obbligazioni a livelli molto elevati e facendo crollare i rendimenti, proprio perché sanno che la BCE continuerà a comprare. Non ci attendiamo dunque mosse avventate da parte della BCE e ci attendiamo che il programma di acquisti continui nei modi e tempi già annunciati”. Chiosa Paolo Federici, Managing Director Southern Europe and Latin America di Fidelity Worldwide Investment:

“Nell’area Euro i rendimenti delle obbligazioni governative sono sempre meno attraenti. Le obbligazioni a spread costituiscono quindi lo sbocco naturale per gli investitori che nell’ambito delle  obbligazioni di elevato merito creditizio, ricercano rendimenti più interessanti - una volta considerati “normali” - rispetto al debito governativo. Possono quindi risultare efficaci i portafogli cosiddetti “aggregate”, ossia che selezionano un mix delle più interessanti obbligazioni governative e societarie, come FF Euro Bond Fund, o soluzioni esclusivamente orientate alla selezione dei bond societari con il miglior profilo rischio-rendimento, come FF Euro Corporate Bond Fund. Alla luce della compressione dei rendimenti delle obbligazioni governative dei Paesi sviluppati, gli investitori alla ricerca di soluzioni obbligazionarie capaci di erogare livelli di reddito interessanti, possono inoltre beneficiare delle soluzioni obbligazionarie gestite attivamente e con mandato globale. In particolare FF Global Income Fund è un fondo obbligazionario flessibile, con esposizione internazionale, che mira a distribuire cedole nell’ordine del 4% annuo attraverso l’investimento in obbligazioni governative e societarie, incluse le obbligazioni high yield e quelle dei Paesi emergenti, mantenendo comunque sempre un rating medio elevato, cioè investment grade”. Infine per chi cerca la stabilità, risulteranno premianti le soluzioni obbligazionarie flessibili orientate specificamente a questo obiettivo. FF Global Strategic Bond Fund è il fondo Fidelity capace di stabilizzare i rendimenti dei portafogli grazie ad un andamento che si è storicamente dimostrato particolarmente stabile e, cosa molto importante, sostanzialmente non correlato con l’azionario”.

MOVE TO A TACTICAL NEUTRAL ON EQUITIES

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Di Benjamin Melman Head of Asset Allocation and Sovereign Debt edmond de rothschild asset management (france)

MARKET ANALYSIS

The European equity rally is both impressive and entirely warranted. Investors had been very sceptical on Europe at the beginning of 2015 but they are now seeing the ECB’s bigger-than- expected Quantitative Easing in action as well as encouraging signs of an economic recovery. The pace of European growth is now much stronger, mainly due to household spending which had previously been rather soft. And countries like Italy are also seeing an incipient recovery after a long period of stagnation. Economic activity is gaining traction and the most obvious signs of deflation are on the wane:

• bank lending has been stabilising over the last two months after a long period of contraction;

• after a spectacular collapse, Spanish property prices rose by 1.8% YOY in the fourth quarter of 2014.

We are confident in the outlook for earnings growth especially as we believe European company margins have genuine upside if the economy continues to grow at a reasonable pace. Consequently, we are still overweight eurozone equities despite the impressive rise. But our overweight is still likely to be adjusted from time to time to reflect mounting political risk in Greece. We continue to believe talks between European institutions and the new Greek government will end up succeeding but, in the meantime, the process is proving chaotic with Athens resorting increasingly to political provocation and not much European enthusiasm over reform proposals from Alexis Tsipras. All this suggests we should be more cautious. Nobody really knows how long Greece can continue to honour its commitments but the risk of a payment accident is rising all the time and that would obviously trigger market volatility.

OUR CONVICTIONS ON EQUITY MARKETS:

We have moved to a tactical neutral on equities due to:

1. less buoyant conditions in the US.

- The US economy has lost some steam. Statistics have been hard to read due to another exceptionally severe winter but the question now is how the US economy will perform with a strong dollar, an energy sector forced to adapt to much lower prices and the failure so far of household spending to stage a strong recovery. Against all the odds, retail sales have not yet benefited from low oil prices. Consumers have chosen instead to save more over the short term.

- Tame inflation and lacklustre economic conditions may push back the launch date for a rate hike but it is still on the agenda judging from comments from Fed committee members. We are still optimistic on the US economy but we are moving out of a period when US growth was underpinned by very laxist monetary policy and into more uncertain territory with the likelihood of more orthodox monetary policy. 

2. uncertainties over the UK elections.

May’s parliamentary elections and the risk that a Conservative minority government will end up organising a referendum on membership of the European Union can only introduce a local risk premium. We have accordingly reduced exposure to UK equities.

BOND MARKETS:

We continue to prefer high yield bonds and eurozone convertibles due to the ECB’s move on QE. This is encouraging investors to take on more risk to avoid negative returns. We remain cautious on US bonds. As Janet Yellen recently said, investors remain very sceptical on the Fed’s intentions and/or scenario. Given today’s very low bond yields, investors will probably wait for clearer indications that inflation is returning, before selling the US bond market. Wages will be in focus. At the moment, the US yield curve is the steepest and therefore the most profitable among industrialised countries. We believe that the risk of wage inflation will be high in coming months and drive volatility in the US. Hence our decision to remain underweight US bonds. 

SI CHIAMA AIR - UN NUOVO MODELLO DI RATING PER LE PMI DI OGNI REGIONE ITALIANA

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E' un’iniziativa di Alma Iura con l’Università degli Studi di Verona. Diverso dai più noti Moody’s, S&P e Fitch per il campione di riferimento. La scelta della territorialità, inoltre, permette di cogliere al meglio le peculiarità delle imprese a seconda della posizione geografica.

Verona, 14 Aprile 2015 – AIR, modello di rating statistico implementato da Alma Iura con il Dipartimento di Scienze economiche dell’Università degli Studi di Verona e presentato a Febbraio 2015, è oggi pronto per calcolare la solidità e la probabilità di default delle PMI delle seguenti regioni:

• Friuli • Toscana • Campania • Trentino • Emilia • Piemonte • Veneto • Lombardia • Sardegna

LE CARATTERISTICHE DEL RATING - Ciò che differenzia in maniera sostanziale il rating AIR da quello più noto delle grandi agenzie come Standard & Poors, Fitch o Moody’s, è il campione di riferimento e, di conseguenza, il target al quale si rivolge, ossia le PMI (fatturato inferiore a 50 milioni di euro. Definizione di PMI come da Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 18 aprile 2005): si tratta quindi di un vero e proprio rating su misura per le piccole e medie imprese, motore dell’economia italiana. Inoltre, diversamente da altri modelli di rating presenti sul mercato, quello sviluppato dagli analisti matematici di Alma Iura con la consulenza del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università degli Studi di Verona risponde ad una caratteristica di regionalità. “Tale scelta – afferma Maddalena Mandarà, Chief quantitative analyst di Alma Iura - si è rivelata laboriosa ma indispensabile al fine di cogliere al meglio le peculiarità delle PMI a seconda della posizione geografica: non è detto infatti che gli indici di bilancio significativi per discriminare tra le imprese “in buona salute” e quelle più a rischio in Veneto siano allo stesso modo determinanti ad esempio per la Lombardia”. Entro Giugno sarà disponibile il modello per le PMI di tutte le regioni italiane. Ad oggi è comunque possibile utilizzare il modello sviluppato per il Nord, quello per il Centro e quello per il Sud Italia. L’idea di elaborare AIR scaturisce nel 2011 dal desiderio di Alma Iura di mettere a disposizione delle imprese un giudizio del proprio stato economico-finanziario, affinché possano migliorarsi e presentarsi più solide di fronte agli istituti di credito per la richiesta di finanziamenti. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie all’iniziativa della Camera di Commercio “Contributi a sostegno di programmi di ricerca, assistenza e consulenza tecnologica – Anno 2012”, bando di cui Alma Iura è risultata aggiudicataria in virtù dello sviluppo del modello congiuntamente all’Università degli Studi di Verona.

 

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