ifanews

20. ottobre 2019

Ultimo aggiornamento03:56:17 PM GMT

Banner

Interviste e news

Italiani pronti a pagare di più per servizi migliori

E-mail Stampa PDF

di Stefania Bernardini

altI servizi di welfare non sono soddisfacenti. Gli italiani sarebbero disposti a pagare di più per avere prestazioni migliori.

L’indagine svolta dal Cnel sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini evidenzia che Pronto soccorso, medicina territoriale, pensioni, invalidità civile, segretariato sociale, servizi per l'infanzia e assistenza domiciliare sono sotto il livello di soddisfazione.

I servizi valutati nel periodo marzo/giugno 2014 in Campania, Lazio e Lombardia riguardano la sanità, la previdenza, l’assistenza, l’assistenza domiciliare integrata, istruzione, fisco, sportelli unici, pagamenti alle imprese e servizi alle imprese.

Dall’indagine emerge che i settori meno efficienti sono proprio quelli rivolti ai cittadini. Calcolando il livello minimo di soddisfazione su quota 2,5 si sottolinea che il pronto soccorso è fermo a 2,16 con particolare criticità relativa ai tempi di attesa che scendono a 1,76; i servizi di medicina territoriale raggiungono quota 2,31 e i servizi pensioni restano a 2,34. A sfiorare la sufficienza sono i servizi per l’infanzia con 2,49.

Dal Cnel il consiglio per migliorare il welfare è quello di aumentare il personale e incrementare la formazione.

Intanto gli italiani sembrano disponibili ad aprire il portafogli per rendere più efficienti, soprattutto, i settori relativi all’offerta formativa, alla sanità e alla previdenza.

Inflazione: desiderio o pericolo?

E-mail Stampa PDF

di Giuseppe G. Santorsola, Professore Ordinario di Corporate Finance e Corporate & Investmente Banking all'Università Parthenope di Napoli

altLa mia tesi di laurea trattò la pianificazione finanziaria in condizioni di inflazione; la prima collaborazione ad un volume riguardò l’impatto dell’inflazione sulle aziende di credito e la prima ricerca con un prestigioso coautore (Roberto Ruozi) esaminò l’impatto contabile dell’inflazione sulle PMI. All’inizio, il primo stipendio universitario equivaleva a 149€ mentre, alla prima conferma (4 anni dopo) si attestava già a 400€ senza particolare miglior capacità di acquisto. Tutto ciò conferma il pericoloso impatto del fenomeno sul potere di acquisto della moneta. Tancredi Bianchi parlava allora di “scorciamento del metro monetario”, l’Economist di “stinkflation”, maleodorante perché derivante dal prezzo del petrolio, più autori parlavano di “stagflation” perché combinazione di inflazione e stagnazione. Nel contempo Giorgio Strehler tesseva nel 1974 la regia di Madre Courage e i suoi figli di Bertold Brecht con Mariangela Melato in scena con una carriola piena di denaro insufficiente a pagare la spesa nel tragitto fra casa e mercato.

 

 

Oggi temiamo invece la deflazione e lamentiamo l’assenza dello stimolo psicologico di un pur contenuto rialzo dei prezzi. Lo stallo suscita propensione a rinviare acquisti stimando futura riduzione dei prezzi gestita dal venditore per realizzare comunque liquidità attraverso continue offerte in saldo.

Non è necessario ricorrere a modelli teorici per concludere che inflazione troppo bassa o troppo alta siano condizioni negative, la prima raffreddamento che genera coma dell’economia, la seconda alterazione febbrile che genera reazioni irregolari e scomposte nella gestione del corpo del sistema economico.

Il vero fattore critico risiede peraltro in un altro principio dell’economia, la velocità di circolazione della moneta dell’equazione di Fisher, che abbiamo rallentato temendo che i flussi per noi disponibili non si replichino in futuro con le cadenze usuali, suggerendoci di trattenerci dal consumo. Prima della crisi V era superiore a 13, oggi è poco sopra ad 11, valore inferiore al numero dei mesi dell’anno. A nessun lettore può sfuggire cosa significhi muovere due volte in meno all’anno la propria disponibilità di moneta.

L’azione di contrasto alla deflazione della BCE (banca centrale priva di uno Stato di riferimento) intercetta queste valutazioni con le proprie armi anche non convenzionali, ma i governi degli Staiti non gestiscono la politica economica (PE) con i supporti necessari: inflazione troppo bassa, PIL che non cresce e disoccupazione che aumenta. La bilancia dei pagamenti completa il rombo (invero una losanga fortemente scomposta) della PE con effetti prevalentemente neutri. Ricordiamo per ultimo che le soluzioni non sono nelle competenze di singoli Governi, ma dipendono da Regulators sovranazionali (FSB, FMI e Comitato di Basilea) e comunitari (Parlamento e Commissione Europea), Authorities comunitarie (EBA, ESMA ed EIOPS oltre alla BCE) e ulteriori regole e regolamenti dei principali Paesi mondiali (USA, Giappone, BRIC, STIM e altri G20). Una ragnatela difficile da coordinare, se mi si consente poco “spider” per come intendiamo noi il termine anglosassone, forse troppo complessa per generare soluzioni rapide rispetto agli eventi.

Meditiamo nell’intervallo estivo su questo “dramma” sociale. Dramma perché è un’azione naturale degli eventi, recepito in negativo da chi vi assiste.

I cambi pesano sulla stabilità dei prezzi

E-mail Stampa PDF

altMERCATI OBBLIGAZIONARI

Titoli governativi: modesto sovrappeso sulla Periferia

Nell’attuale contesto congiunturale, riteniamo che i rendimenti dei titoli di Stato degli emittenti più solidi (Germania e Usa) siano entrambi sotto il livello di fair value e questo ci induce a un approccio cauto.

Nonostante il trend ribassista sui rendimenti, resta ferma la preferenza per i titoli della Periferia rispetto a quelli Core e a riprova i portafogli dei nostri fondi obbligazionari continuano ad essere contraddistinti da un lieve sottopeso sui titoli tedeschi (per i semi-core si privilegiano i titoli francesi con preferenza per la parte di curva a 7 anni) e da un modesto sovrappeso sulla Periferia, in particolare su Italia, Portogallo e Irlanda (privilegiando la parte 5-10 anni della curva); posizione neutrale sulla Spagna. La nostra sulle obbligazioni societarie e sul comparto degli High yield è cautamente costruttiva.

VALUTE

Favoriti dollaro e sterlina

Questi primi risultati di stabilizzazione della moneta unica ottenuti dalla BCE non fanno altro che rafforzare l’idea positiva sul dollaro degli ultimi mesi: riteniamo, infatti, che rappresentino una buona premessa per il deprezzamento nel medio termine dell’Euro, a vantaggio della valuta americana. Ci aspettiamo, perciò, un apprezzamento del dollaro su cui manteniamo una posizione di sovrappeso all’interno dei nostri fondi obbligazionari. Per le stesse ragioni e sempre contro Euro, siamo positivi sulla sterlina inglese, in quanto la Banca Centrale Inglese si sta dimostrando ancora più attiva della Fed nel ridurre la politica espansiva, preparando il terreno, nel futuro prossimo, per dare il via al rialzo dei tassi.

MERCATI AZIONARI

Europa: Area Euro e Italia le Borse predilette

La nostra idea sui mercati azionari continua ad essere costruttiva e trova conferma nel trend rialzista a cui si sta assistendo sulle borse europee ma anche, ad esempio, oltre oceano. La nostra view è supportata soprattutto dagli interventi espansivi della BCE, che hanno alimentato un miglioramento del quadro macro e una riduzione della probabilità che si realizzino scenari negativi, con una conseguente compressione dei premi al rischio. In particolare, resta ferma anche la nostra preferenza in termini relativi per l’Eurozona e in particolare per l’Italia, dal momento che l’immissione di liquidità, il rafforzamento della forward guidance e il possibile quantitative easing, stanno rafforzando lo scenario di bassi tassi di interesse e bassa volatilità, favorendo i carry trade. A ciò va aggiunto il contributo positivo apportato dalla stabilizzazione dell’Euro.

Usa: nuovi massimi e nuovi posti di lavoro

Sul mercato azionario americano, che ha toccato nuovi massimi storici, manteniamo un giudizio neutrale. In particolare, il Dow Jones per la prima volta nella storia, ha superato la soglia dei 17mila punti, spinto da un report stellare sul mercato del lavoro Usa (Grafico 4, nella pagina seguente).

Italia: Piazza Affari può ancora salire

Per quanto riguarda il mercato azionario domestico continuiamo ad essere positivi per i motivi già ricordati a proposito dell’Area Euro. In primis, la politica accomodante della BCE che favorisce la stabilizzazione dell’Euro non solo contro dollaro ma anche nei confronti di alcune valute emergenti, favorendo le esportazioni. Inoltre, il miglioramento del contesto macro: nonostante l’economia sia ancora debole e tasso di disoccupazione elevato, fanno ben pensare gli ultimi dati sulla produzione industriale e sugli ordinativi. Se la forte sovraperformance di Piazza Affari verso i mercati europei potrà determinare brevi e tattiche prese di beneficio, riteniamo che la Borsa italiana abbia ulteriori margini di apprezzamento.

Borse asiatiche e Giappone: confermato il giudizio neutrale

Si conferma la neutralità sui Paesi Emergenti e sul Giappone, dove l’indice Nikkei, sostenuto dai buoni dati delle società orientate alle esportazioni e dal lieve apprezzamento del dollaro nei confronti dello yen, ha raggiunto i massimi degli ultimi sei mesi. La borsa cinese invece di recente ha virato ancora in negativo e ciò nonostante gli operatori siano meno negativi sul destino dell’economia cinese, all’indomani della diffusione dell’indice Pmi – che fa riferimento alla fiducia dei direttori d’acquisto delle imprese manifatturiere - salito da 50,8 di maggio a 51,0 di giugno.

Analisi di Armando Carcaterra, Direttore Investimenti di ANIMA Sgr

Analisi mercato ETP nel mese di giugno

E-mail Stampa PDF

altSecondo l’analisi dell’ETP Research team di BlackRock nel mese di giugno, i flussi degli ETP a livello globale da inizio anno superano il ritmo di crescita del 2013. I flussi degli ETP globali da inizio anno per 123,9 miliardi di dollari sono aumentati del 25% rispetto al primo semestre dello scorso anno, grazie ad u secondo trimestre che ha registrato una raccolta di 90,6 miliardi di dollari, record negli ultimi 5 anni. Obbligazionario, azionario europeo e giapponese, esposizioni allargate all’azionario (globali e globali ex-USA) sono stati i principali temi di investimento del primo semestre, mentre si segnala un miglioramento dei flussi sull’azionario statunitense e mercati emergenti dopo un avvio d’anno lento.


La raccolta azionaria globale a giugno, pari a 36,8 miliardi di dollari, segna il miglior mese dell'anno per l’asset class, trainata dai fondi che consentono un’esposizione agli Stati Uniti, all’Europa e ai mercati emergenti. Tra i fondi sui singoli Paesi si distinguono Italia e Spagna, con una raccolta complessiva di 0,7 miliardi di dollari e pari a 4,3 miliardi di dollari da inizio anno.
Rallentamento per gli ETP obbligazionari a livello globale a quota 0,4 miliardi di dollari, dato che gli investitori hanno anticipato un innalzamento dei tassi nonostante la politica della Fed sia ancora accomodante; in particolare, si segnalano deflussi dei titoli governativi che compensano la raccolta positiva per i titoli di debito dei mercati emergenti e statunitensi con approccio ampio e/o aggregato.
Ursula Marchioni, Responsabile della Ricerca ETP e della strategia azionaria di iShares a livello EMEA, ha commentato:

“Per quel che riguarda gli ETP domiciliati in Europa, la raccolta a giugno è stata di 6,7 miliardi di dollari trainata dalle manovre di allentamento monetaria della BCE e dall'ampia ripresa della domanda degli investitori in Europa. Si registrano quindi 12 mesi consecutivi di flussi netti positivi in Europa".

Sull’andamento del mercato italiano, così commenta Emanuele Bellingeri, Responsabile per l’Italia di iShares:

“A giugno il mercato italiano degli ETF ha registrato nuovamente flussi molto positivi che si sono concentrati sull’azionario dei paesi europei, tra cui spicca quello italiano, e in misura minore su quello degli Stati Uniti. A livello obbligazionario i governativi sono quelli che hanno ottenuto maggiore interesse. Il primo semestre dell’anno si chiude con flussi record confermandosi il miglior primo semestre di sempre per l’Italia. Da segnalare una raccolta importante sia a livello obbligazionario (sia governativo che corporate) che azionario in particolare sui paesi emergenti che sono tornati ad essere privilegiati da parte degli investitori”.
 

Tim e Vodafone, dal 21 luglio servizi gratuiti diventeranno a pagamento

E-mail Stampa PDF

di Stefania Bernardini

altI servizi “Lo Sai/Chiama ora” e “Recall/Chiamami” erano stati una bella novità, utili e soprattutto gratuiti. Ma dal 21 luglio le cose cambiano, i messaggini di avviso saranno a pagamento.

La mini stangatina, in alcuni casi, potrà arrivare a costare oltre venti euro l’anno ed è stato proprio un Sms ad avvertire i clienti del cambiamento.

I servizi incriminati scattano quando il telefono è spento o non raggiungibile, appena il cellulare torna accessibile arriva il messaggino che informa su chi ha chiamato in quell’arco di tempo.

La Federconsumatori ha attaccato le società Tim e Vodafone sul metodo utilizzato per far sapere ai clienti il cambio di tariffa. “I due gestori se la stanno prendendo comoda. Coloro che hanno attivato questi servizi sulla propria linea corrono il rischio di ritrovarsi addebitati dei costi che non sospettavano di dover sostenere”.

I clienti Vodafone pagheranno 6 centesimi al giorno per ogni giorno in cui si utilizza «Recall/Chiamami»: chi lo usa tutti i giorni dunque, in un anno andrà a spendere 21,90 euro. I clienti Tim invece pagheranno un importo fisso di 1,90 euro ogni 4 mesi: in totale 5,70 euro all’anno. 

In realtà il servizio può essere evitato e i gestori, nella comunicazione della variazione, indicano anche come disattivare l’opzione. Per Tim si può chiamare il numero 40920 mentre Vodafone ha messo a disposizione il numero 42070.

Pagina 4 di 360