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20. ottobre 2019

Ultimo aggiornamento03:56:17 PM GMT

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Interviste e news

Approfittiamo subito dei tassi bassi!

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di Giuseppe G. Santorsola

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Il tema è noto e all’ordine del giorno. I tassi sono bassi e tali resteranno per esplicita dichiarazione delle Authority. Nel contempo è necessario approfittare della condizione con ipotesi “fool” gestite dai potenziali debitori, il Tesoro innanzitutto, ma anche banche e imprese.

I tempi di durata sono ancora incerti, ma perdere la fase iniziale sarebbe deleterio. In quest’ottica valutiamo le prospettive da sfruttare.

Emettere è necessario e indispensabile, sceglierne le scadenze opportune un’opzione irrinunciabile, considerando la disponibilità dei sottoscrittori verso offerte con tassi interessanti corroborati da garanzie di copertura adeguate. Il premio al rischio attuale è di 150 punti per l’emittente italiano sui 7/10 anni.

Sotto un profilo più strutturale, è l’occasione per cogliere un risparmio costante della spesa che può offrire copertura alle scelte di politica economica ampiamente discusse in questi giorni.

Stimando un volume di emissioni di circa 400 miliardi all’anno per il Tesoro italiano, ogni quarto di punto dei tassi risparmiato equivale a 1mld€ di minori uscite approssimando l’effetto degli oneri delle nuove emissioni e l’indicizzazione dei diversi CCT in essere (oltre alla minore rivalutazione dei BTP€i e Italia).

La fretta suggerita non è figlia della temporaneità dell’evento quanto dell’ipotesi che molti altri emittenti, simili all’Italia, approfitteranno della situazione, sottraendo quote all’offerta di liquidità internazionale e interna. E’ altrettanto noto dalle statistiche correnti, che gli stessi investitori istituzionali e privati italiani guardano con crescente interesse alle opportunità internazionali.

La teoria economica più consolidata ci suggerisce di non apprezzare tassi bassi troppo lunghi. Ho già trattato (con successo di pubblicazione devo dire) in merito ai tassi negativi; in questo caso il discorso è in linea, ma con effetti differenti. Resto convinto che i tassi debbano essere ragionevoli ed oggi non lo sono, ma le condizioni di scenario impongono scelte inusuali per sorprendere il mercato costringendo gli operatori a comportamenti non ordinari al fine di spiazzare gli operatori “abituati” all’ordinarietà. Sarebbe grave riscontrare che le Authority fossero innovative e gli emittenti meno attenti alla situazione. Gli operatori sono invece sempre razionali nel loro complesso ed attendono sempre con alto interesse offerte “intelligenti”, cioè in grado di leggere con convenienza la situazione. Facta sunt agenda!

Risparmio: famiglie italiane attente ai consumi, sale il reddito

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di Stefania Bernardini

altSette anni di crisi hanno fatto perdere agli italiani il 10% del reddito disponibile. Alle famiglie non è restato altro che correre ai ripari e iniziare a stringere la cinghia.

La propensione al risparmio, quest’anno, è salita di un punto riportando il Bel Paese sulla media Ue del 13% e ha fermato il calo del reddito. L’Italia è passata dall’11,8%, del reddito medio disponibile del 2012, al 12,8% del 2013 ma deve fare ulteriori sforzi per raggiungere i livelli della Francia (15,2%) e della Germania, (16,2%).

Ma c’è un’altra buona notizia, dal 2015 l’attenzione alle spese si trasformerà in una crescita delle disponibilità per le famiglie che alimenterà il salvadanaio di casa in un’ottica orientata verso eventuali investimenti piuttosto che verso i consumi. Dal prossimo anno il reddito disponibile tornerà a crescere dell’ 1%.

I dati emergono dall’ultima edizione dell’Osservatorio Prometeia sui risparmi che sottolineano come i profili dei risparmiatori stiano cambiando.

Nel periodo post crisi, i più attenti all’economia delle risorse avranno una spiccata vocazione alle nuove forme di gestione online.

Il 2013 è stato un anno caratterizzato da elevata fragilità, spiega Prometeia: “il Paese ha visto una flessione dell’attività economica e una fragilità dei consumi, mentre il quadro finanziario è migliorato in maniera significativa, con rendimenti positivi sui mercati azionari e un’ulteriore riduzione degli spread dei titoli governativi italiani rispetto al bund”.

Le famiglie si stanno abituando a risparmiare e lo fanno utilizzando i nuovi mezzi. “L’evoluzione tecnologica – sostiene l’Osservatorio – sta cambiando il sistema di riferimento e le attese delle famiglie stesse. La crescente diffusione di mobile devices, smartphone e tablet, ha subito una brusca accelerata e sta impattando in modo significativo sulla vita delle persone e delle aziende”.

Prometeia invita però a stare attenti. “La tecnologia a cui le famiglie si stanno abituando non disegna uno scenario di virtual finance. Siamo ancora molto lontani da un futuro in cui la finanza sarà 100% digitale. Il capitale umano e relazionale, la simbologia dei luoghi della finanza, è e resterà importante e fondamentale, in particolar modo per l'area del risparmio e la consulenza sugli investimenti”.

Per una valutazione della situazione dei mercati

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altEsaminando come di consueto, la situazione economico-finanziaria evidenzio qualche condizione che desidererei condividere con queste note.

TASSI D’INTERESSE. sono molto bassi e si abbassano ancora laddove possibile; ne è una dimostrazione la caduta degli spread all’interno dell’area Euro e – ancor di più – la caduta di interesse da parte dell’opinione pubblica e della stampa sul tema. Cito ad esempio i casi del Sole 24Ore, che ha eliminato la tabella al riguardo nella versione cartacea, lasciando solo un’indicazione nell’intestazione di altra tabella, e quello del Corriere della Sera on line, che ha eliminato dalla pagina principale il riferimento grafico sull’andamento dello spread dei BTP italiani.
Osserviamo che per scadenze sotto l’anno è impossibile da tempo avere rendimenti vicini all’1%; per il 2% necessita un orizzonte vicino ai 5 anni e sulla scadenza dei 10 anni si è sempre sotto il 3%. Essendo comunque ancora presenti spread tra 50 e 150bp sulle tre scadenze, ciò significa che i migliori emittenti pagano un costo ed offrono rendimenti ancora minori.
Si spiega allora in modo più compiuto perché Paesi come Portogallo, Irlanda e Grecia possono oggi emettere sul mercato quale conseguenza “virtuosa” dei propri miglioramenti strutturali o congiunturali e quale conseguenza “neutrale” del generale livellamento verso il basso dei tassi. Altrettanto, si segnalano sui mercati emissioni di Albania, Cipro ed altri paesi riescono ad attrarre fondi, offrire un rendimento più interessante e non dover sopportare un onere insostenibile, quale sarebbe stato poco tempo fa.
In definitiva, tutto ciò che appariva rischio non accettabile due/tre anni fa è oggi occasione, ritenuta unica, di rendimento congruo, spesso a parità di condizioni economiche reali e di stabilità finanziaria specifica; è probabilmente cambiato invece la condizione di instabilità finanziaria sistemica.

BORSE. Gli indici di Borsa sono ritenuti da tempo in posizioni elevate, ma continuano a crescere con ritmi non sostenuti, ma costanti. Manca certamente la fase di boom con tutti i suoi rischi di perdita della razionalità delle scelte. I volumi di negoziazione restano medio o medio-alti senza particolari sbalzi. Una condizione non dissimile da quella del periodo 2003-2006 e fortemente differente rispetto ai tradizionali periodi di boom con cadenza quasi settennale del passato (‘71-‘72, ‘78, ‘85/’86, ‘93 e ‘98/’99, per citare gli ultimi del secolo scorso). Per un analista (non per un operatore magari) questa è la condizione più equilibrata con differenziali ragionevoli fra market values e book values e con scarsa attrazione per gli operatori meno idonei a sopportare altri livelli di volatilità (questi tra l’altro ormai tornati non lontani da quelli storici, non più registrati dopo il 2006). In tale ottica, rebus sic stantibus, vi sarebbe spazio per ulteriori rialzi allo stesso ritmo.
Altra valutazione si collega con la comunicazione dei dati di bilancio relativi al 2013. Può apparire inusuale (ma non sorprendente) che alcune aziende (bancarie soprattutto) abbiano riscontrato una reazione positiva dei mercati a fronte della comunicazione di perdite contabili ai massimi storici. L’ovvio riferimento è per Unicredit e Intesa SanPaolo, mentre altri risultati di bilancio più consueti hanno generato reazioni nulle quando non, nell’immediato, negative. La possibile interpretazione è di ordine positivo e innovativo: il mercato accoglie con favore scelte di trasparenza e di peso adeguato alla potenziale gravità dei problemi (passati) sottostanti. Preferisce quindi l’esplicitazione totale delle condizioni latenti piuttosto che il progressivo caricamento senza chiarezza e certezze su quanto ancora inespresso. Sottolineo peraltro che il risultato netto negativo è risultante algebrica di impairment e minusvalenze negativi rispetto a margini di gestione positivi: il passato è ormai conosciuto e somatizzato, mentre notizie sul presente sono ovviamente ben ascoltate, restando il dubbio che a conti economici positivi corrispondano conti finanziari ben differenti, laddove le scadenze dei crediti non sono rispettate dalla clientela. Una condizione che colpisce certamente anche la dinamica dei cashflows delle imprese industriali.

CAMBI Per completezza qualche considerazione anche su questo fattore, oggi considerato meno rilevante che in passato nell’interesse generale degli operatori. Restano alti i valori di € e franco svizzero e bassi quelli di $ e Y; più neutrale la condizione della £. Ancora incompresa e forse incomprensibile la condizione del renmimbi cinese al quale manca ovviamente il riscontro del libero mercato. E’ ormai assodato che il cambio valutario non dipende più dagli scambi commerciali quanto dai movimenti di capitali, spesso in prevalenza esogeni rispetto all’area di emissione.
La stabilità delle condizioni delle grandi valute rende appetibile il rischio delle valute minori convertibili, cui si collega la disponibilità di tassi d’interesse più elevati sulle emissioni ed il permanere di spread maggiori. non più riscontrabili sul mercato europeo. Tuttavia questa prospettiva non copre l’offerta abbondante proveniente dalle variegate aree di creazione di ricchezza.

In conclusione, la continuità della crescita senza esplosione dei mercati azionari può essere letta come la conseguenza della scelta necessaria degli operatori, non attratti dai bassi tassi dei bond né dalle condizioni del mercato valutario. Un punto di svolta potrebbe essere (come lo è stato per il mercato americano) quando si fosse completato il recupero delle quotazioni ante-crisi e si dovessero riscontrare prociclici rialzi rispetto alle diverse condizioni di ripresa.
Un cambio di ritmo in quella fase meriterebbe ulteriori analisi.
 

GIUSEPPE G. SANTORSOLA
Professore Ordinario di Corporate Finance e Corporate & Investment Banking.
Università Parthenope di Napoli 

Fundstore.it e Axa Investement Managers firmano accordo di distribuzione

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altAXA Investment Managers, uno dei più importanti gestori patrimoniali europei appartente al Gruppo AXA, e Fundstore.it, la piattaforma web di Banca Ifigest, hanno siglato un accordo di distribuzione per 180 fondi comuni di investimento. In particolare si tratta di 48 comparti della Sicav AXA World Funds, 14 Comparti di AXA Rosenberg e 3 di AXA FIIS che, nelle varie classi messe a disposizione, portano a circa 180 le possibilità di investimento per il pubblico retail.


I fondi gestiti da AXA Investment Managers saranno disponibili sulla piattaforma online di Fundstore.it e quindi sottoscrivibili direttamente dal pubblico retail senza costi di sottoscrizione, switch o rimborso. Fundstore.it è l’unico supermercato di fondi online in Italia che permette di acquistare fondi comuni di investimento e SICAV utilizzando il proprio conto corrente.

 “La partnership con Fundstore.it - ha commentato Pietro Martorella, Amministratore Delegato di AXA Investment Managers - ci permette di allargare ulteriormente la nostra platea di investitori. Grazie a questo accordo infatti i risparmiatori potranno acquistare direttamente i nostri fondi anche attraverso una piattaforma online utilizzando il proprio conto corrente”.

Simone Calamai, Amministratore Delegato di Fundstore.it, ha dichiarato: “L’accordo di distribuzione siglato con AXA IM ci permetterà di collocare i fondi di una società leader nel settore del risparmio gestito con un track record importante. Siamo orgogliosi che un Gruppo leader mondiale nelle soluzioni di investimento, ci abbia scelto per distribuire i propri fondi in Italia, a conferma della nostra leadership. Proseguiamo così con successo ad ampliare la gamma di prodotti di investimento disponibile su Fundstore.it, gestiti da primarie banche e asset manager internazionali”.

Fundstore.it distribuirà i fondi di AXA IM registrati in Italia che coprono i vari mercati e classi di attivo, tra i quali AXA WF Emerging Market Short Duration che permette di accedere al potenziale di crescita dei paesi emergenti investendo nelle obbligazioni corporate e government bond di breve periodo e AXA WF Global Strategic Bond Fund che permette un’esposizione al reddito fisso globale con l’obiettivo di massimizzare il rendimento a prescindere dal contesto del mercato.
Non vincolato dal benchmark, il team degli investimenti gestisce attivamente le idee migliori dei “gruppi di alpha” specializzati nel reddito fisso di AXA IM adattando il portafoglio in maniera dinamica, in risposta ai cambiamenti delle condizioni di mercato.
Entrambi i comparti hanno disponibile la classe a distribuzione trimestrale dei dividendi.

Con questo nuovo accordo di distribuzione, salgono a 130 le case di investimento partner di Fundstore.it, che vanta così un’offerta di più di 4.500 tra fondi comuni di investimento e SICAV.
Fundstore, attraverso la piattaforma online, fornisce numerosi strumenti di rating, ranking e comparazione dei prodotti distribuiti. Il cliente grazie al suo Dossier Virtuale è aggiornato quotidianamente sui movimenti e può accedere anche da iPhone/iPad grazie alla mobile app. Inoltre è possibile avere un'analisi molto approfondita del proprio portafoglio utilizzando lo strumento "Portafoglio a Raggi X" sviluppato assieme a Morningstar. E' anche possibile impostare la ricezione di alert via email/SMS in coincidenza di particolari eventi. Su Fundstore sono disponibili infine i servizi di Morningstar per la ricerca tra le varie tipologie di prodotti oltre che lo strumento “Compara Fondi” che serve a mettere rapidamente a confronto fino a 5 differenti fondi. 

Salone del risparmio: esordio positivo

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altHa preso il via mercoledì 26 marzo l’edizione 2014 del Salone del Risparmio, l’evento italiano del risparmio gestito e in programma fino al 28 marzo all’Università Bocconi di Milano. La manifestazione, che nella prima metà della giornata d'apertura registrava la presenza di 3200 visitatori, haa centro dell’edizione di quest’anno, il tema ‘Investire nel lungo termine. Risparmio gestito, un ponte per il futuro’.


“Bisogna promuovere una pratica di lungo periodo nel risparmio gestito - ha dichiarato Giordano Lombardo neo eletto presidente di Assogestioni - e bisogna farlo con piani individuali di risparmio, gli Eltif (gli European long-term investment funds) e il rilancio della previdenza complementare: tre occasioni storiche che l’industria e i risparmiatori non possono farsi scappare”.

Lombardo ha sottolineato come siano fondamentali, nel rapporto coi risparmiatori, la comunicazione e l’educazione finanziaria. “Quella del risparmio gestito è l’industria "più trasparente" nel mondo finanziario - ha continuato - e questo punto di forza deve essere una leva nel rapporto col pubblico, per aumentare la fiducia nel settore del gestito che in 30 anni ha creato valore per il Paese e i risparmiatiori”.

Tutela del risparmiatore, disclosure dei costi e consulenza finanziaria, questi i tre elementi sui quali l’indiustria del risparmio gestito si deve concentrare, come ha sottolineato anche Steven Maijoor, Presidente ESMA. “Dobbiamo garantire che il risparmiatore finale abbia a disposizione lo strumento giusto – ha dichiarato - Per questo è necessario avere un mercato comunitario dotato di controlli e regole uniformi".

Ed è sulla necessità di una più precisa regolamentazione che si è concentrato l’intervento di Christian Dargnat, Presidente EFAMA: “Non conosco nessuna industria in grado di adeguarsi in maniera efficace quando le regole del gioco cambiano così velocemente. La nostra richiesta rispetto ai regolatori? Rallentare questo ritmo e prendere tempo per valutare l'impatto effettivo di queste riforme”. “Tra le sfide per il futuro? - ha concluso - essere riconosciuti come gestori di lungo termine".

L’assemblea di Assogestioni, cha ha anticipato la conferenza inaugurale del Salone del Risparmio, ha nominato, oltre al Presidente Giordano Lombardo, tre nuovi vice presidenti: Tommaso Corcos, Santo Borsellino e Sergio Albarelli.

 

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