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20. ottobre 2019

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Interviste e news

Il vero rendimento dei Titoli di Stato

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altIn questi giorni hanno fatto discutere le parole del nuovo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio. In una delle sue prime uscite televisive, rispondendo ad una domanda relativa alla tassazione delle rendite finanziarie, Delrio ha dichiarato che, qualora ad un’anziana che ha 100.000 Euro investiti in BOT venissero tolti (attraverso un aumento delle tassazione) 25-30 Euro, non dovrebbero esserci ripercussioni sulla salute dell’anziana.

Del resto, il tema della tassazione delle rendite finanziarie non è certo nuovo e ciclicamente viene riproposto. Anche il governo Monti èintervenuto aumentando le aliquote ma tale intervento non ha interessato i titoli di stato.

Soffermiamoci sull’esempio fatto da Delrio per alcune considerazioni:

I Buoni Ordinari del Tesoro sono titoli di stato che possono avere durata annuale, semestrale o trimestrale. I BOT, cosìcome gli altri titoli emessi dallo Stato Italiano quali CTZ e BTP, sono tassati con un aliquota pari al 12,5%. Bisogna precisare che l’aliquota non si calcola sul valore nominale, come si èsentito dire di recente in tv, bensìsugli interessi.

L’imposta sugli interessi non èperòl’unico costo a carico dell’investitore. Ad essa si aggiungono l’imposta di bollo, di fatto una patrimoniale, pari allo 0,2% e le commissioni che, al momento dell’emissione, sono dello 0,05% (se il titolo fosse acquistato sul mercato secondario potrebbero essere superiori).

Facciamo, quindi, un esempio numerico per capire quanto potrebbe incidere un aumento della tassazione dall’attuale 12,5% al 20%.

Supponiamo di investire 100.000 Euro in BOT con scadenza annuale.

Il rendimento dell’ultima emissione èpari a 0,676%, quindi si avràun guadagno lordo di 676 Euro. Ad esso si applica l’aliquota del 12,5% ovvero 676x12,5%=84,5. Il guadagno netto èquindi pari a 676-84=591 euro.

Come abbiamo detto in precedenza, però, l’investitore dovràpagare un imposta di bollo pari allo 0,2% ovvero, nel nostro esempio, 200 Euro e una commissione dello 0,05% pari, quindi, a 50 euro.

Il guadagno finale per l’investitore è, quindi, di 341 euro a fronte di un rendimento lordo di 676 euro.

Con un aumento dell’aliquota al 20% dovremmo pagare al tempo zero, ovvero al momento dell’acquisto, 676x20%=135. Quindi, considerando gli altri costi, l’investitore dopo un anno, guadagnerebbe 290 euro.

 

COSTI PER INVESTIMENTO DI 100.000 EURO IN BOT ANNUALI

 

Aliquota 12,5%

Aliquota 20%

Rendimento Lordo

€ 676,00

€ 676,00

Aliquota su interessi

€ 84,50

€ 135,20

Commissioni

€ 50,00

€ 50,00

Imposta di bollo

€ 200,00

€ 200,00

RENDIMENTO NETTO 

€ 341

€ 291

    

E’ facilmente osservabile come i vari costi influenzino il rendimento netto dell’investimento.

Non dimentichiamoci, inoltre, dell’inflazione che potrebbe determinare, in termini reali, non solo guadagni modesti, ma addirittura una perdita.Il rischio di colpire il risparmiatore persona fisica èconcreto.

Uno dei punti di forza di chi sostiene l’aumento delle rendite finanziarie èche in Italia le aliquote sono inferiori a quelle degli altri paesi dell’Unione Europea. Questo èvero, ma, come abbiamo appena visto, nel nostro paese esistono altri costi che rendono la tassazione molto piùelevata del 12,5%.

Va tenuto in considerazione, inoltre, che un aumento della tassazione potrebbe scoraggiare gli investitori, produrre un gettito molto inferiore rispetto alle attese (come giàcapitato con la Tobin Tax) e creare dei problemi ad un paese con un debito elevato come l’Italia.

di Danilo Abis

Una teoria sulle turbolenze dei mercati obbligazionari europei

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"In un‘unione monetaria i mercati finanziari possono a volte essere ciechi di fronte ai rischi dei singoli Paesi", spiega il Professor Bodo Herzog e Johannes Mueller nell'ultimo white paper del Global Financial Institute di Deutsche Asset & Wealth Management (DeAWM). "Di conseguenza, i mercati obbligazionari sono più suscettibili alle crisi di liquidità e solvibilità che nei Paesi al di fuori dell'unione monetaria. Questo può portare a instabilità macroeconomica nonché alla formazione delle cosiddette bolle finanziarie".

Nel documento, Herzog, Professore di economia presso la ESB Business School dell'Università di Reutlingen e Mueller, Chief Investment Officer Wealth Management Germania di DeAWM, analizzano come le obbligazioni sovrane performino in una zona Euro sotto stress. Insieme, formulano una nuova teoria che spiega i prezzi anomali e l'aumento degli spread obbligazionari durante l'ultima turbolenza del mercato.

Titoli di Stato VS mercati obbligazionari
Nella loro ricerca Herzog e Mueller scoprono che le prestazioni delle obbligazioni sovrane della zona Euro sono indipendenti dai dati fondamentali dei mercati obbligazionari sottostanti. Ciò indica un aumento del rischio all'interno dell‘unione monetaria di una determinazione di prezzi scorretti. Ciò è dovuto al fatto che gli Stati membri non hanno sovranità monetaria, nel senso che non possono garantire il rimborso dei titoli di Stato in ogni situazione. L'unione monetaria europea disincentiva la disciplina nel mantenere bilanci sostenibili, nonostante il patto di stabilità e di crescita e le clausole di No-bail-out. Di conseguenza, vi è un disallineamento tra i dati fondamentali del mercato obbligazionario e i tassi di interesse di mercato.
Allo scoppio della crisi finanziaria non vi era alcuna prova di reciprocità disciplinare tra debito pubblico e gli spread obbligazionari - i mercati finanziari non hanno esercitato alcuna pressione sui Paesi per ridurre il loro debito. La situazione è cambiata quando la crisi finanziaria ha innescato una reazione esagerata negli spread, secondo Herzog e Mueller.

L‘impatto della "Animal spirits"
Il motivo per cui il prezzo di un Titolo di Stato differisce così ampiamente tra le fasi normali di mercato e i momenti di stress è dovuto alla asimmetrie informative e alla reputazione politica, secondo Herzog e Mueller, come nei casi di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Entrambi i fattori possono comportare un improvviso peggioramento del clima di fiducia e cambiare radicalmente le aspettative del mercato. Questo effetto è aumentato dai cosiddetti “Animal Spirits“, le emozioni umane che guidano la fiducia dei consumatori, che possono portare a comportamenti imitativi e alla formazione di bolle finanziarie. Di conseguenza, la domanda può cambiare notevolmente con un impatto significativo sui rendimenti obbligazionari.

Trovare una soluzione
Herzog e Mueller sostengono che la soluzione sia ricostruire la fiducia degli investitori nei Governi attraverso riforme strutturali, misure di risparmio, una maggiore trasparenza e un chiaro impegno per un'attività economica sostenibile. Allo stesso tempo, le banche centrali devono garantire sufficiente liquidità. Indipendentemente da ciò, gli autori del White Paper lanciano un appello perché i Paesi con problemi di solvibilità non ricevano alcun supporto secondo le norme di Maastricht. Diversamente, la pressione per la riforme verrà meno e le regole alla base dell’Europa saranno indebolite. In primo luogo, i cambiamenti istituzionali necessari devono essere affrontati immediatamente. In caso contrario, il verificarsi di una nuova crisi dell'Eurozona sarà solo una questione di tempo.

Consob: la carta degli investori è solo un'operazione di facciata.

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Consob: la carta degli investori è solo un'operazione di facciata. I risparmiatori devono essere tutelati concretamente da un'Autorità all'altezza del proprio ruolo.

L. Stabilita’: Tasi. Senza detrazioni e con tetto al 2,5 per mille si rischiano ricadute di 247 euro a famiglia.

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L. Stabilita’: Tasi. Senza detrazioni e con tetto al 2,5 per mille si rischiano ricadute di 247 euro a famiglia. 

Sembra che il Governo ce la stia mettendo tutta per creare la massima confusione sul fronte fiscale.

IMU, mini IMU, IUC, Tari, Tasi… l’ultima notizia riguarda proprio quest’ultima, sul quale è saltato il tetto massimo all’1 per mille, tornando al 2,5 per mille.

Si prospetta, così, una vera e propria stangata per i cittadini.

In assenza di detrazioni, infatti, solo per la Tasi ogni famiglia rischierà di pagare tra i 116 ed i 247 Euro annui.

Ma vi è di più, senza certezza di detrazioni automatiche, il rischio è che 5 milioni di famiglie che non pagavano l’IMU (perché beneficiarie delle detrazioni sulla prima casa) si troveranno a pagare un conto salatissimo.

Saranno pesanti anche le ricadute a carico degli affittuari, che dovranno pagare quota della tassa sui servizi indivisibili.

“Oltre alle ricadute, quello che ci preoccupa è che tutta questa indeterminatezza sta letteralmente mandando in confusione i cittadini, che non sapendo cosa li aspetta, non sono in grado di programmare alcun tipo di spesa.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Tale incertezza incide sull’andamento dei consumi in generale, soprattutto su quelli natalizi che, come emerso dalle nostre indagini, subiranno un calo della spesa per regali del

-11,4%.

Per questo è fondamentale che il Governo intervenga con determinazione per definire una tassazione equa e sostenibile per i cittadini, il cui potere di acquisto ormai allo stremo sta determinando ricadute sempre più allarmanti non solo per quanto riguarda gli standard di vita, ma anche relativamente all’andamento generale del sistema economico, alle prese da anni con una forte contrazione della domanda.

Fonte: Comunicato Stampa Federconsumatori, 17/12/2013  http://www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp?nid=20131217153620

"Banche: Depositi, Prestiti, Sofferenze, incagli: La disastrosa gestione del credito dei banchieri italiani"

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Riportiamo valutazione di Federconsumatori  sull'andamento di Depositi, Prestiti e Sofferenze bancarie contenuta all'interno del Comunicato Stampa del 14/12/2013 dal titolo: "Banche: Depositi, Prestiti, Sofferenze, incagli: La disastrosa gestione del credito dei banchieri italiani, che erogano prestiti ad amici e compari"

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