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22. agosto 2019

Ultimo aggiornamento03:56:17 PM GMT

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Quotate e borsa

L'offerta di Mps

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altE' stata una seduta piuttosto positiva quella di martedì a Piazza Affari per Mps che, dopo aver toccato il rialzo del 4,8% in mattinata, ha guadagnato a fine giornata il 2,71% arrivando a 0,246 euro per azione, superando così la soglia di carico a 0,24 euro della Fondazione.

Il titolo è stato tra i più scambiati ieri in Borsa, in totale sono passate di mano in mano oltre 766 milion di azioni pari al 6,5% del capitale di Mps.

Ora la banca senese, travolta dagli scandali dei buchi in bilancio dei mesi scorsi, cerca un nuovo investitore a cui cedere una parte di capitale.
Infatti a mercato chiuso la Fondazione Mps ha avviato un'offerta mettendo sul mercato un totale di 1 miliardo di azioni della Banca, equivalenti all'8,5% del capitale.
Già nella prima mattinata di mercoledì 19 marzo, essendo stato coperto in breve tempo il miliardo di azioni, l'offerta è salita ad 1,4 miliardi, pari al 12% del capitale.

I russi di Rosneft entrano in Pirelli

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altSembra ormai raggiunto l'accordo per l'ingresso del colosso russo del petrolio Rosneft nel capitale del gruppo Pirelli

Secondo una nota doffusa da Intesa San Paolo, la stessa Intesa con Unicredit, Clessidra e Nuove Partecipazioni hanno dato il loro assenso per l'operazione.


L'ingresso di Rosneft dovrebbe essere accompagnato dall'uscita di Unicredit, San Paolo e Clessidra dalla partnership Lauro61/Camfin e la costituzione di un apposito veicolo per il parziale reinvestimento di Unicredit e Intesa in una nuova partnership.
Rosneft acquisirà, dunque, il 50% del gruppo Pirelli con un valore di 12 euro ad azione mentre la restante metà del capitale sarà detenuta da una newco composta all'80% da Nuove Partecipazioni e per il restante 20% da Unicredit e Intesa. La nuova società deterrà la quota di Pirelli che è attualmente detenuta da Lauro61 / Camfin.

I russi di Rosneft, dunque, che già hanno rilevato il 20% della Saras di Moratti, si apprestano a mettere le mani sul 13% di Pirelli, apprestandosi a diventare uno dei più grandi gruppi del mondo.
I tempi per l'uscita di Tronchetti Provera (Nuove Partecipazioni) dal gruppo, però, si allungano e sembra che si andrà ben oltre il 2017 per decidere il destino di Bicocca

Seat: via all'azione di responsabilità

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altSembra ormai cosa certa l'azione di responsabilità verso 17 ex amministratori di Seat Pagine Gialle. La proposta è stata approvata dall'assemblea dei soci.

I danni complessivi stimati sono di almeno 2,4 miliardi di euro.

L'azione di responsabilità era stata proposta qualche tempo fa contro gli ex amministratori per quattro profili: la distribuzione del maxi-dividendo ai fondi soci, l'acquisto di Wlw, l'emissione di bond e l'ultima ristrutturazione del debito.

L'assemblea dei soci ha approvato anche un aumento di capitale riservato ai creditori con l'emissione monstre' di 6.410 miliardi di nuove azioni (16,1 milioni quelle attuali), il raggruppamento delle azioni (100 a 1) e l'emissione di warrant. A seguito dell'approvazione di questi provvedimenti necessari al piano di concordato preventivo della società il titolo Seat Pagine Gialle è salito in Borsa del 6,25%. 

Alti e bassi della moda

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altUna seduta che lascia l'amaro in bocca quella di ieri in Piazza Affari per Moncler. L'azienda di moda, di recentissima quotazione, ha visto il proprio titolo perdere il 10,99% martedì 25 febbraio, scivolando a quota 13,2 euro ad azione a seguito di una giornata molto intensa con 3,7 milioni di azioni scambiate, contro una media inferiore al milione.

Uno scivolone imprevisto per i piumini Moncler, l'azienda, infatti, aveva comunicato i risultati del bilancio del debutto in Borsa, con un utile netto di 92,1 milioni di euro, in aumento dell' 11,8% rispetto all'anno precedente e un ricavato totale pari a 580,6 milioni di euro.
Un utile netto normalizzato, cioè al netto dei 4,2 milioni di costi dell'Ipo, che ammonta a 96,3 milioni di euro che dovrà essere tradotto in dividendi dall'assemblea dei soci del prossimo 29 aprile.

Intanto un altro gruppo storico della moda italiana, Krizia, è finito in mano ai cinesi di Shenzen Marisfrolg Fashion, azienda del mercato asiatico pret a porter di alta fascia.
L'operazione verrà formalizzata entro aprile e, se le due società “non desiderano rilasciare dettagli sulla transazione”, si sa comunque che Zhu Chong Yun, fondatore del gruppo cinese, ricoprirà i ruoli di presidente del Board e direttore creativo del marchio, e ha dichiarato di essere “una grande ammiratrie del lavoro di Mariuccia Mandelli” (fondatrice di Krizia) e di voler dare continuità al suo stile.
Nuovi punti vendita saranno aperti in Asia, in varie città tra cui Pechino e Shangai, mentre le boutique Krizia in Europa, Usa e Giappone saranno gradualmente riaperte.

Harmont & Blaine, il marchio del famoso bassotto fondato dai Menniti e Montefusco, ha tenuto testa ai cinesi e ha vinto la battaglia per la cessione dei diritti sul Marchio Internazionale Harmont & Blaine. La casa di moda potrà ora riaprire le 12 boutique cinesi che era stata costretta a chiudere quando il famoso logo del bassotto era stato usurpato.
 

Periodo d'oro per la Ferrari

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altLa casa del cavallino rampante sta vivendo veramente un momento favorevole. Solo una settimana fa la casa di Maranello ha presentato al mondo la sua nuova creatura, la Ferrari California T, una supercar in perfetto stile Ferrari che riprende alcune delle tecnologie della F1 e si concentra, come al solito, su un pubblico di nicchia di appassionati.

Alcuni giorni dopo il presidentissimo Luca Cordero di Monrezemolo ha inaugurato a Modena il museo dedicato ad Enzo Ferrari nel centenario della sua nascita presentandosi raggiante ai giornalisti anticipando “risultati straordinari, da record” che sarebbero stati approvati da lì a poco dal Cda.

E questi risultati tanto attesi sono giunti proprio martedì 18 febbraio quando la Ferrari ha annunciato la chiusura dell'esercizio 2013 con un utile netto di 246 milioni di euro, in crescita del 5,4%. Decisamente un record, soprattutto in una congiuntura come quella attuale, con altre case automobilistiche decisamente più “di massa” che si trovano in gravi difficoltà.
Secondo la nota diffusa dalla stessa Ferrari i ricavi sono ammontati a ben 2,3 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto all'anno precedente. L'anno appena concluso, inoltre, ha fatto realizzare alla casa del cavallino la posizione finanziaria netta migliore di sempre con 1,36 miliardi di euro.

Ad accrescere il buonumore nei corridoi di Maranello, inoltre, è arrivata anche la notizia della nomina di Ferrari come brand più influente del mondo che arriva da Brand-finance. Il cavallino rampante “è riconoscibile immediatamente in tutto il mondo” secondo l'azienda di valutazione dei marchi, e sarebbe addirittura più influente di Coca Cola.
Ed effettivamente Ferrari può contare su ben 64 contratti di licenza stipulati in tutto il mondo con ben 28 franchising.
Tutti dati che sembrano ben giustificare la scelta di Fiat di scorporare il marchio. 

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