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CREDEM, RISULTATI 1Q2015: UTILE +47,4% A/A, PRESTITIT + 6,6% A/A

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Il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Giorgio Ferrari, ha approvato nella seduta odierna i risultati individuali e consolidati del primo trimestre 2015

“La crescita che abbiamo registrato nel 2014 sta proseguendo nel primo scorcio dell’anno anche nell’attuale contesto di mercato. Nel solo comparto dei prestiti, nei primi tre mesi dell’esercizio, siamo cresciuti del 6,6% anno su anno per uno stock di oltre 1,3 miliardi di euro. Continueremo nel corso del 2015 ad investire sullo sviluppo commerciale sia con l’assunzione di professionisti sia con nuovi prodotti e servizi adatti a seguire l’evoluzione delle esigenze della nostra clientela. Quest’ultima sta aumentando numericamente in modo costante confortandoci del lavoro finora svolto e stimolandoci a ricercare soluzioni innovative, sempre nel rispetto di una crescita equilibrata e sostenibile”, ha dichiarato Adolfo Bizzocchi, Direttore Generale Credem.

 A fine marzo 2015 il Gruppo Credem ha assunto 73 persone(3) ed aumentato del 6,6% a/a i prestiti(1) con un incremento dello stock di circa 1,3 miliardi di euro a/a in valore assoluto, di cui 182 milioni di euro di nuovi mutui (+51,5% a/a), mantenendo elevata la qualità dell’attivo. La raccolta(1) complessiva da clientela è cresciuta dell’11,8% a/a, +6 miliardi circa in valore assoluto rispetto al fine marzo 2014. L’utile netto consolidato è pari a 84 milioni di euro in crescita del 47,4% a/a rispetto a 57 milioni di euro di fine marzo 2014 beneficiando principalmente dei proventi da trading.

 Risultati economici consolidati

 Il margine di intermediazione cresce del 23,2% a/a a 353,1 milioni di euro rispetto a 286,7 milioni di euro a fine marzo 2014. Il margine finanziario(4) si attesta a 106,2 milioni di euro rispetto a 123,6 milioni di euro dello stesso periodo del 2014 (-14,1% a/a) influenzato dai tassi applicati alla clientela per supportare lo sviluppo commerciale e dal riposizionamento del portafoglio di proprietà da titoli governativi italiani, con ristretti margini di ulteriore apprezzamento di valore, a titoli governativi europei “core” e sovranazionali di analoga scadenza. Tale ricomposizione ha invece positivamente influenzato il margine servizi(5)(6) che infatti è in crescita del 51,4% a/a a 246,9 milioni di euro rispetto a 163,1 milioni di euro a fine marzo 2014. Nel dettaglio, è in forte crescita l’aggregato trading titoli, cambi e derivati, ma anche il contributo della gestione assicurativa vita di Gruppo e le commissioni, in particolare quelle relative ai prodotti gestiti.

 Per quanto riguarda i costi operativi(6), questi hanno raggiunto 175,5 milioni di euro rispetto a 166,7 milioni di euro di fine primo trimestre 2014 (+5,3% a/a) in coerenza con gli investimenti per la crescita commerciale e lo sviluppo del Gruppo. Le spese amministrative sono pari a 55 milioni di euro (+1,9% rispetto a marzo 2014), mentre le spese relative al personale si attestano a 120,5 milioni di euro (+6,9% a/a).

 l cost/income(7) è pari a 49,7% in contrazione sia rispetto al 58,1% di fine marzo 2014 sia rispetto al 61,3% di fine 2014.

Il risultato lordo di gestione segna +48% a/a attestandosi a 177,6 milioni di euro rispetto a 120 milioni di euro dello stesso periodo del 2014. Gli ammortamenti sono pari a 9,5 milioni di euro rispetto a 9,2 milioni di euro nel primo trimestre 2014 (+3,3% a/a). Il risultato operativo cresce del 51,7% a/a per raggiungere 168,1 milioni di euro rispetto a 110,8 milioni di euro nello stesso periodo del 2014.

 Gli accantonamenti per rischi ed oneri ammontano a 9,4 milioni di euro (2,3 milioni di euro a fine marzo 2014) e comprendono 5,1 milioni di euro relativi alla prima quota annuale di contribuzione al Fondo Nazionale per la Risoluzione previsto dalla Direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive). Le rettifiche nette di valore su crediti(1) sono pari a 36,8 milioni di euro rispetto a 13,5 milioni di euro nel primo trimestre 2014. In particolare si è proceduto, a seguito di un aggiornamento delle policy creditizie coerente con uno scenario economico ancora particolarmente debole e con il rigoroso approccio valutativo applicato dal Gruppo, all’incremento del livello di copertura dei crediti problematici e dei crediti in bonis, sia rispetto a marzo 2014 sia rispetto a dicembre 2014. Il saldo delle componenti straordinarie è pari a 5,4 milioni di euro (-1,6 milioni di euro a fine marzo 2014).

 L’utile ante imposte è di 127,3 milioni di euro, +36,3% rispetto a 93,4 milioni di euro nello stesso periodo del 2014. Le imposte sul reddito sono pari a 43,3 milioni di euro (+19% rispetto a 36,4 milioni di euro a fine marzo 2014). L’utile netto consolidato raggiunge gli 84 milioni di euro, in crescita del 47,4% rispetto a 57 milioni di euro nel primo trimestre 2014 beneficiando principalmente dei proventi da trading.

BANCA C.R.ASTI: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA LA PROPOSTA DI AUMENTO DI CAPITALE SOCIALE

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Asti, 30 aprile 2015 - Il Consiglio di Amministrazione di Banca C.R. Asti S.p.A., riunitosi sotto la presidenza del dottor Aldo Pia, facendo seguito alla deliberazione già assunta in data 19 marzo 2015, ha approvato all’unanimità la proposta di aumento del capitale sociale a pagamento che sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea straordinaria degli azionisti.

La proposta prevede un aumento del capitale sociale a pagamento, scindibile, per un controvalore complessivo massimo di Euro 200 milioni circa, incluso il sovrapprezzo, da offrire in opzione a tutti gli azionisti della Banca e al pubblico (in relazione alle azioni che non siano state sottoscritte nell’ambito dell’offerta in opzione, anche a seguito dell’esercizio del diritto di prelazione da parte degli aventi diritto ai sensi dell’art. 2441, comma 3, del cod. civ.).  La proposta prevede inoltre che il prezzo di sottoscrizione sia compreso tra un minimo di Euro 12,50 ed un massimo di Euro 14,50 per ciascuna azione, incluso il sovrapprezzo.  La forchetta di prezzo è stata determinata sulla base di metodologie di valutazione di comune applicazione (post distribuzione dei dividendi relativi all’esercizio 2014) e applicando uno sconto in linea con le prassi di mercato per operazioni similari effettuate nell’anno 2014. L’Assemblea straordinaria degli Azionisti sarà chiamata, in sede di approvazione dell’aumento di capitale, a conferire al Consiglio di Amministrazione i necessari poteri per definire, tra l’altro, le modalità ed i termini dell’aumento di capitale e, in prossimità dell’avvio dell’operazione, il prezzo di sottoscrizione delle azioni ordinarie di nuova emissione, il numero massimo di nuove azioni ordinarie da emettere e il relativo rapporto di opzione.

Il prezzo di sottoscrizione così definito contribuirà alla base di calcolo per la determinazione del valore teorico del diritto di opzione. L’assemblea straordinaria degli azionisti sarà convocata per il giorno 28 maggio 2015, in prima convocazione, e, occorrendo, in seconda convocazione, il 29 maggio 2015. Si prevede che l’offerta relativa all’aumento di capitale possa avvenire nel secondo/terzo trimestre del 2015, subordinatamente al rilascio delle autorizzazioni da parte di Banca d’Italia, all’approvazione assembleare, nonché all’approvazione del Prospetto Informativo da parte di Consob. Come già anticipato con comunicato stampa del 19 marzo scorso, il principale obiettivo dell’aumento di capitale consiste nell’incrementare il livello di patrimonializzazione della Banca e del Gruppo al fine di garantire un’adeguata dotazione di mezzi propri a supporto delle proprie prospettive strategiche. Il presente comunicato e le informazioni ivi contenute non includono o costituiscono un’offerta di sottoscrizione di strumenti finanziari, o una sollecitazione di un’offerta a sottoscrivere strumenti finanziari né in Italia né negli Stati Uniti, in Australia, Canada o Giappone né in qualsiasi altro Paese in cui tale offerta o sollecitazione sarebbe soggetta all’autorizzazione da parte di autorità locali o comunque vietata ai sensi di legge (gli “Altri Paesi”). Il presente comunicato, parte di esso o la sua distribuzione non possono costituire la base di, né può essere fatto affidamento sullo stesso rispetto a, un eventuale accordo o decisione di investimento. Qualsiasi decisione di investimento potrà essere basata esclusivamente sul Prospetto Informativo che la Banca dovrà pubblicare prima dell’avvio dell’offerta ai sensi di legge.

 

Eni: risultati del primo trimestre 2015

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eniRoma, 29 aprile 2015 – Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha approvato i risultati consolidati del primo trimestre 20151 (non sottoposti a revisione contabile).

Highlight finanziari

- Cash flow operativo2: €2,30 miliardi;

- Leverage: 0,22 invariato rispetto a fine 2014 nonostante il dimezzamento del prezzo del petrolio;

- Utile operativo adjusted: €1,57 miliardi, -55% rispetto al primo trimestre 2014; positivo in tutti i settori di business;

-  Utile netto adjusted: €0,65 miliardi, -46% rispetto al primo trimestre 2014;
- Utile netto: €0,70 miliardi, -46% rispetto al primo trimestre 2014.


Highlight operativi


- Produzione di idrocarburi: 1,697 milioni di boe/giorno +7,2% rispetto al primo trimestre 2014. Escludendo l’impatto positivo dell’effetto prezzo nei contratti di production sharing e delle operazioni di portafoglio + 3,7%;
- Conseguita la decisione finale d’investimento per il progetto integrato oil&gas OCTP in Ghana;
- Avviata la produzione dai giacimenti Hadrian South e Lucius negli Stati Uniti, West Franklin in Regno Unito, Eldfisk 2 fase 1 in Norvegia e Nené Marine in Congo;
- Effettuate scoperte “near-field” in Egitto e Libia; in Indonesia incrementate le risorse esplorative della scoperta a gas Merakes;
- Acquisiti permessi esplorativi in Egitto, Norvegia, Regno Unito e Myanmar.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato, ha commentato:
“Sono particolarmente soddisfatto dei risultati conseguiti che, in linea con la strategia annunciata lo scorso marzo, recuperano per oltre €600 milioni l’effetto scenario negativo determinato dal crollo del prezzo del Brent. Le produzioni upstream sono in crescita, i piani di sviluppo a sostegno delle nuove produzioni 2015-2016 proseguono secondo le previsioni, mentre tutti i business mid-downstream, approfittando anche di uno scenario favorevole, sono tornati in utile evidenziando i frutti delle azioni di trasformazione avviate. Questi risultati, insieme alla massima attenzione all'efficienza e all'ottimizzazione del capitale circolante, hanno contribuito a mantenere il leverage invariato rispetto a dicembre 2014 nonostante il dimezzamento del prezzo del Brent.”

LA QUARTA INDAGINE ANNUALE SULLE ASSICURAZIONI DI GSAM RILEVA IL MASSIMO PESSIMISMO DEGLI ULTIMI QUATTRO ANNI

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Gli assicuratori stanno cercando di identificare opportunità di investimento interessanti

New York, 22 aprile 2015 - Goldman Sachs Asset Management (GSAM) ha pubblicato il suo studio annuale sul settore assicurativo, intitolato “Too Much Capital, Too Little Return”, da cui emerge che, mentre gli assicuratori ritengono che il settore sia ben capitalizzato, è sempre più difficile trovare interessanti opportunità di investimento in un ambiente caratterizzato da rendimenti negativi, spread ridotti e prezzi elevati delle azioni. Gli assicuratori hanno dimostrato il massimo livello di pessimismo da quando GSAM ha iniziato a condurre questo tipo di indagine quattro anni fa.

"Gli assicuratori si stanno concentrando sulla ricerca di nuove opportunità di investimento, che sono scarse perché i rendimenti rimangono ancora a livelli bassi e gli assicuratori non prevedono un aumento significativo dei tassi per quest'anno", ha detto Michael Siegel, GSAM Global Head of Insurance Asset Management. "Ciò nonostante, un terzo degli assicuratori a livello globale intende aumentare il rischio complessivo del portafoglio. Gli assicuratori ritengono che le asset class azionarie sovraperformeranno rispetto alle quelle relative al credito e stanno cercando di aumentare l’allocation ad asset class private e meno liquide”.

Gli assicuratori EMEA e pan-asiatici hanno mostrato una propensione al rischio maggiore rispetto ai loro colleghi delle Americhe. Gli assicuratori con sede nell’area EMEA hanno aumentato la loro propensione al rischio nel corso degli anni, mentre gli assicuratori pan-asiatici stanno cercando di aumentare il rischio sul mercato del credito e azionario. Gli assicuratori con sede nelle Americhe, che hanno dimostrato una forte propensione al rischio nel corso degli anni, sono ora soddisfatti dei loro livelli di rischio e stanno pianificando di mantenere invariato il rischio complessivo.

Gli assicuratori ritengono che il ritmo della crescita economica statunitense rappresenti il rischio più grande dal punto di vista macroeconomico. CIO e CFO pensano che il dollaro continuerà a rafforzarsi a causa di un'economia più forte e dei tassi di interesse relativamente più alti. Dato che nel 2014 i rendimenti sono diminuiti e le banche centrali hanno ampliato i programmi di QE, gli assicuratori hanno abbassato le loro aspettative sui tassi.

Ulteriori risultati della ricerca di quest’anno:

·         Gli assicuratori a livello globale intendono aumentare l’allocation ad asset privati e meno liquidi, in particolare prestiti commerciali, debito infrastrutturale, private equity e prestiti del segmento middle market. Coerentemente con le loro aspettative di rendimento, le compagnie intendono diminuire l’allocation agli asset molto liquidi quali strumenti cash e a breve termine e debito del governo e delle agenzie.

·         Le asset class azionarie dovrebbero sovraperformare le asset class legate al credito. Gli assicuratori prevedono che le asset class con i ritorni più alti quest’anno saranno il private equity e le azioni statunitensi ed europee.

·         Nonostante anni di politica monetaria espansiva globale senza precedenti, gli assicuratori sono sempre più preoccupati della deflazione nel breve termine, a causa della lenta crescita globale e dei prezzi delle materie prime più bassi. Gli assicuratori si aspettano che le commodities saranno tra le asset class con i rendimenti più bassi quest'anno. Gli assicuratori hanno espresso le loro preoccupazioni per quanto riguarda l'inflazione nel medio termine.

·         Gli assicuratori stanno cercando di esternalizzare le asset class core e di nicchia a gestori terzi, in particolare fondi hedge (26%), azioni dei mercati emergenti (23%), società statunitensi investment grade (23%) e private equity (22%).

Metodologia:

GSAM Insurance Asset Management Survey ha collaborato con KRC Research, una società di ricerca indipendente, per condurre l'indagine nel periodo 3-25 febbraio 2015. L'indagine globale online ha ricevuto 267 risposte, tra cui 208 CIO, 48 CFO e 11 persone che ricoprono entrambi i ruoli. Il campione globale di intervistati comprende i rami vita, property & casualty, multi-line, riassicurazione e assicurazioni sanitarie. Questo studio rappresenta assicuratori con oltre 6.000 miliardi di dollari di attività a livello globale.

GSAM attualmente supervisiona oltre 160 miliardi di asset nel settore assicurativo (dati al 31 dicembre 2014) e si classifica tra i primi cinque gestori di asset assicurativi a livello globale*. L’expertise di GSAM nel settore comprende soluzioni in outsourcing (parziale o totale) in strategie fixed income, investimenti alternativi e azioni. Il gruppo offre una gamma di servizi di consulenza, tra cui asset liability management, asset allocation strategica, strategie di investimento capital-efficient e risk management.

LATHAM & WATKINS e CLIFFORD CHANCE NEL FINANZIAMENTO DI AUTOGRILL

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Autogrill S.p.A. ha sottoscritto un nuovo contratto di finanziamento del valore complessivo di 600 milioni di Euro. Il nuovo finanziamento è articolato in una linea term amortizing ed una linea revolving, rispettivamente di 200 milioni di euro e 400 milioni di euro, entrambe con scadenza a marzo 2020. Il finanziamento sarà utilizzato per rimborsare anticipatamente le revolving credit facilities in scadenza nel luglio 2016 e finanziare l’attività del Gruppo.

Latham & Watkins ha assistito Autogrill con un team composto dai partner Andrea Novarese e Maria Cristina Storchi, dal counsel Marcello Bragliani e dall’associate Gabriele Pavanello.

 Clifford Chance ha assistito le banche finanziatrici con un team composto dal partner Charles Adams coadiuvato dall'associate Isabella Costelloe e dal senior associate Marco Palanca per gli aspetti fiscali.

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