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17. giugno 2019

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Marchionne: addio Confindustria dal 2012

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Labels: Fiat

Fiat SpA e Fiat Industrial fuori da Confindustria a partire dal 1 gennaio 2012. L’annuncio arriva dall’A.D. del Lingotto con una lettera indirizzata al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia; la principale motivazione di questa sensazionale decisione va ricercata nel timore sempre più concreto di una possibile disapplicazione dell’articolo 8: «Cara Emma - scrive Marchionne - negli ultimi mesi, dopo anni di immobilismo, nel nostro Paese sono state prese due importanti decisioni con l'obiettivo di creare le condizioni per il rilancio del sistema economico. Mi riferisco all'accordo interconfederale del 28 giugno, di cui Confindustria è stata promotrice, ma soprattutto all'approvazione da parte del Parlamento dell'Articolo 8 che prevede importanti strumenti di flessibilità oltre all'estensione della validità dell'accordo interconfederale ad intese raggiunte prima del 28 giugno. La Fiat - prosegue Marchionne - fin dal primo momento ha dichiarato a Governo, Confindustria e organizzazioni sindacali il pieno apprezzamento per i due provvedimenti che avrebbero risolto molti punti nodali nei rapporti sindacali garantendo le certezze necessarie per lo sviluppo economico del nostro Paese. Questo nuovo quadro di riferimento, in un momento di particolare difficoltà dell'economia mondiale, avrebbe permesso a tutte le imprese italiane di affrontare la competizione internazionale in condizioni meno sfavorevoli rispetto a quelle dei concorrenti. Ma con la firma dell'accordo interconfederale del 21 settembre è iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volontà di evitare l'applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull'efficacia dell'Articolo 8. Si rischia quindi di snaturare l'impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilità gestionale». Secondo Marchionne «Fiat è impegnata nella costruzione di un grande gruppo internazionale con 181 stabilimenti in 30 paesi» e «non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze che la allontanano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato». «Per queste ragioni - spiega Marchionne - che non sono politiche e che non hanno nessun collegamento con i nostri futuri piani di investimento, ti confermo che, come preannunciato nella lettera del 30 giugno scorso, Fiat e Fiat Industrial hanno deciso di uscire da Confindustria con effetto dal 1 gennaio 2012. Stiamo valutando la possibilità di collaborare, in forme da concordare, con alcune organizzazioni territoriali di Confindustria e in particolare con l'Unione Industriale di Torino. Da parte nostra, utilizzeremo la libertà di azione applicando in modo rigoroso le nuove disposizioni legislative. I rapporti con i nostri dipendenti e con le Organizzazioni sindacali saranno gestiti senza toccare alcun diritto dei lavoratori, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, come previsto dalle intese già raggiunte per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco». «È una decisione importante, che abbiamo valutato con grande serietà e attenzione, alla quale non possiamo sottrarci - conclude Marchionne - perché non intendiamo rinunciare a essere protagonisti nello sviluppo industriale del nostro paese».

Negativa la risposta del mercato azionario all’annuncio, con il titolo Fiat (-4%)che amplifica l’apertura già negativa di Piazza Affari.

A margine, confermata l’intenzione della Fiat, a partire dal 2012, di installare nello stabilimento di Mirafiori la versione più aggiornata di una delle tre principali architetture, sulla quale saranno prodotti diversi modelli dei vari marchi: già preannunciato un Suv a marchio Jeep per il 2013. Sempre per Mirafiori confermata la produzione dell’Alfa Romeo Mito incluse nuove versioni e aggiornamenti. Infine nello stabilimento di Pratola Serra, in provincia di Avellino, verrà sviluppato sempre nel 2013 un nuovo motore benzina turbo a iniezione diretta per il marchio Alfa Romeo, con le tecnologie più innovative e sofisticate presenti sul mercato. 

Edison fa rotta verso il "polo"

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La creazione di un polo italiano delle energie rinnovabili legato al riassetto di Edison potrebbe essere «in linea» con il recupero dell'accordo di marzo nella trattativa per la società di Foro Buonaparte fra i soci italiani ed Edf. Lo ha detto il direttore generale di A2A, Renato Ravanelli, ripreso da Ansa, negoziatore con Giuliano Zuccoli nella trattativa con il gruppo francese nel riassetto di Edison.

"Mi sembra -ha detto uscendo dalla sede milanese di A2A- che l'idea di un polo delle energie rinnovabili possa essere in linea con l'ipotesi cui stiamo lavorando". Dopo il via libera da parte dei consigli di gestione e sorveglianza di A2A e del cda di Delmi al ritorno alla proposta di marzo per Edison, a breve ripartiranno i colloqui con Edf. Con il gruppo francese, ha spiegato Ravanelli, "i rapporti si sono interrotti, ora si tratta di riprenderli e può avvenire anche in parallelo ai contatti tra il ministro Paolo Romani ed Henri Proglio", presidente e ad di Edf.

Utile record per Saipem

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Saipem chiude il 2011 con un utile netto 'adjusted' record di 921 milioni di euro (+11,2%). L'utile netto del quarto trimestre, si legge in una nota dopo che il cda ha approvato i risultati preconsuntivi, ha raggiunto i 258 milioni (+8,9%).

Selezionare società difensive non è più una strategia avversa al rischio, affermano in Royce & Associates (gruppo Legg Mason)

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Segnaliamo l’ultimo comunicato stampa di una delle società del gruppo Legg Mason – Royce – specializzata nell’azionario small cap. Secondo il gestore selezionare società nei settori difensivi non è più di per sé una strategia avversa al rischio. Legg Mason Global Asset Management  è una società di gestione patrimoniale che opera su scala globale, con attivi in gestione (AUM) pari a 654mldUSD al 31 maggio 2013. Legg Mason offre soluzioni di gestione attiva degli asset presso numerosi centri d’investimento presenti in tutto il mondo. La sede ufficiale si trova a Baltimora, Maryland, e le azioni ordinarie della società sono quotate alla borsa di New York (simbolo: LM).

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