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19. settembre 2019

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Riflessioni italiane

Torna l' eterno problema tedesco

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L'austerità semina morte. Come la guerra.

Uccide la mancanza di assistenza sanitaria. Uccide la fame. Uccide la disperazione. Uccide la dignità schiacciata.

Di Giorgio Ornano

A scadenze più o meno regolari si riaffaccia il problema tedesco.  Tutta la storia di questo grande paese dimostra che la Germania tende a primeggiare nel continente europeo. Questa spinta alla supremazia sembra inevitabile, sia x ragioni obiettive ( la popolazione più numerosa, la posizione centrale nel continente, sia per gli stretti

legami culturali-linguistici con paesi confinanti, quali Austria, Svizzera e Danimarca ), ma anche per meriti incontestabili( alta produttività, forte inclinazione all' export, ottima organizzazione statale e privata, avanzata ricerca tecnologica. Da 150 anni l' Europa ha dovuto fare i conti con la potenza germanica e con la sua innata volontà di dominio. Questa inclinazione avrebbe potuto tradursi in pacifica convivenza ma sia nel 1914 che nel 1939 , la Germania scelse viceversa l opzione militare per attuare questa aspirazione egenomica. Fin dagli albori del tredicesimo secolo, i Cavalieri Teutonici, potentissimo ordine monastico/militare, cercarono di imporre la loro supremazia ai popoli dell' est (Polacchi e Lituani), assecondando la loro naturale espansione ad Oriente,il Drang nach Osten,( spinta verso l' Est ) , ripresa in tempi moderni dal Terzo Reich. Effettuarono la conquista e poi la germanizzazione dei territori ad oriente, in particolare in Polonia e in Lituania, puntando anche ai paesi baltici. Nella seconda guerra mondiale Hitler puntò ad annettersi tutti i territori ad Est della Germania, i cui abitanti erano considerati di razza inferiore ( Untermenschen). La suddetta scelta militare costò, nelle 2 guerre mondiali decine di milioni di morti in combattimento- senza contare l'orrore della Shoah, nonché la riduzione , nel 1945,del continente ad un cumulo di macerie. Oggi, naturalmente, la situazione é ben diversa : la Germania é un gigante economico, anche se, dopo gli accordi post bellici militarmente dipende dalla Nato. Su questa forza economica, dovuta anche al generosissimo taglio del debito di guerra da parte degli Alleati, la Germania fa leva per aspirare nuovamente ad un ruolo dominante in Europa. A malincuore ha rinunciato all' amato marco, sostituendolo con l' Euro che le é risultato ancora più conveniente, difeso come é da regole e vincoli economici imposti dalla Germania stessa in modo duro e autoritario, persino iniquo, secondo la legge del più forte (quia ego sum leo, avrebbe scritto Esopo). Lo si é visto nel caso Grecia. Non si può ridurre un popolo alla fame e alla disperazione, nn lasciandogli neppure la possibilità di
acquistare le medicine per i propri figli ammalati,e non é un caso che la mortalità infantile in Grecia sia aumentata, solo perché le banche tedesche dovevano ricuperare al 100% i loro crediti, cosa impossibile, quindi cretina. Non si uccide solo con bombe e carri armati, ma anche con fame e malattie. Meno cruento ma il risultato é
identico. Tra l'altro la Grecia vanta presso la Germania crediti immensi,economici e morali. Invasa dal Terzo Reich. ha subito distruzioni, furti del proprio patrimonio artistico, uccisioni e deportazioni, che il duo Merkel/ Schauble ha disinvoltamente voluto ignorare, con somma meschinità.Per i tedeschi sembra esistere solo il
rispetto delle regole, che sono i primi a sorvolare quando non fa loro comodo, vedi l' esenzione ai test stress per le Sparkassen, tutt' altro che in buona salute, possedute dalla Deutsche Bank. Il rispetto delle regole é adatto ad una piccola comunità di paese, non ad un progetto ambizioso di portata storica, come quello dell' Unione
del continente, dove serve una politica generosa e non una limitata mentalità da piccolo contabile. Giusto l' opposto di quanto vuole la
Germania, ossessionata dai suoi fantasmi egemonici.
 
Giorgio Ornano.

LA SINISTRA EUROPEA E' ALLO STATO LIQUIDO..............

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La sinistra europea si é liquefatta, come il sangue di S.Gennaro, sparita dai radar, da anni.

Di Giorgio Ornano

Tutti i partiti di centrosinistra europei hanno finito per essere subalterni al neoliberismo di destra,  compresi il New Labour di Blair, considerato di sinistra, solo perché confrontato alla Thatcher, al cui paragone chiunque, anche Berlusconi, poteva sembrare di sinistra. In effetti il socialismo europeo non ha saputo elaborare una strategia alternativa neokeynesiana, in cui il lavoro e i diritti sociali non fossero
accantonati a favore di una finanza sempre più avida e rapinosa. Lo stesso Blair ha appoggiato incondizionatamente la folle politica neocolonialista di G.Bush jr.in Iraq e Afganistan, con i risultati tragici che sono sotto gli occhi di tutti.Con l' aggravante , rispetto all' ignoranza americana, che la Gran Bretagna aveva dominato per secoli con il suo Impero quelle regioni e quindi ne conosceva perfettamente religioni e costumi. Nelle elezioni europee vinse il centro destra della Merkel, ma il PSE non finì molto lontano, grazie anche alla messe di voti, irripetibili, colti da Renzi. La sinistra europea avrebbe potuto far  pesare questo sostanziale equilibrio e negoziare duramente prima di accettare Juncker e Djissenbloom, ventriloquo di Schaeuble anteposto al francese Moscovici, richiedendo di smussare l' irragionevole austerity, vera camicia mortale di Nesso( tanto per citare qualcosa di greco). Renzi aveva il numero più elevato di parlamentari europei ma non lo ha fatto valere e lo si é visto nel pallido semestre di Presidenza italiana, trascorso nell' irrilevanza. Il socialista Schulz é al governo con la Merkel, quindi soffre di afonia e la Francia, causa pessimi conti interni e l' impopolarità dello scialbo Hollande, terzo nei sondaggi francesi, non ha mai avuto così scarso peso nello scenario europeo.Non mi ha quindi stupito vedere Schulz ed il leader socialista tedesco Sigmar Gabriel allinearsi al duo Schaeuble/Merkel e richiedere ulteriori sacrifici al disgraziato popolo greco, così come non meraviglia che l' Italia continui a prendere calci nelle gengive nella questione degli immigrati, malgrado sia uno dei paesi che pagano i più altri contributi alla CEE.I generosi padri nobili fondatori dell' Europa si rivoltano nella tomba, mentre serpeggiano ovunque populismi alimentati da disoccupazione, riduzione del ceto medio e sempre minori protezioni sociali. Basterebbe ricordarsi di Keynes e degli illuminati consigli dei Nobel Stiglitz e Krugman.

UFA: I BRICS SI ISTITUZIONALIZZANO

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L’Europa, concentrata sui propri problemi e sul suo difficile quanto insostituibile processo di unificazione, purtroppo sta sottovalutando le recenti importanti decisioni assunte dai paesi BRICS. Eppure esse sono destinate ad incidere profondamente sugli assetti mondiali.

Di Mario Lettieri e Paolo Raimondi

Dall’8 al 10 luglio si è svolta a Ufa, in Russia, la settima conferenza dei BRICS. Nella stessa sede si sono tenute anche la riunione dell’Unione Economica Euroasiatica e quella della Shanghai Cooperation Organization, che coinvolge tutti i Paesi dell'Asia. I tre incontri hanno oggettivamente assunto una valenza politica di grande rilevanza perché, oltre agli aspetti economici, sono stati trattati anche quelli relativi alla sicurezza.
Oggi il peso geo-economico dell’alleanza tra Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa è accresciuto. Insieme occupano il 30% della terra, hanno il 43% della popolazione mondiale e il 21% del Pil del pianeta. La loro produzione agricola è il 45% del totale, mentre la produzione delle merci e dei servizi rappresenta rispettivamente il 17,3% e il 12,7% del totale.
Il loro Pil aggregato supera i 32 trilioni di dollari e fa registrare un aumento del 60% rispetto al momento della loro costituzione 6 anni fa. Sono dati in continua crescita, nonostante gli inevitabili riverberi della crisi occidentale, delle bolle speculative e delle “politiche monetarie non convenzionali” delle banche centrali.
Nella dichiarazione finale si sottolinea che il summit di Ufa segna l’entrata in vigore della Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS (con 100 miliardi di capitale) e del Contingent Reserve Arrangement (Cra), che è un fondo di riserva di 100 miliardi di dollari contro eventuali destabilizzazioni monetarie e delle bilance dei pagamenti negli stati membri.
E'  significativo il fatto che la suddetta Nuova Banca di Sviluppo si impegni a collaborare con le altre istituzioni finanziarie aventi la stessa mission, in particolare con l’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) recentemente promossa dalla Cina, che registra una grande positiva partecipazione anche europea.
”The strategy for BRICS economic partnership” di Ufa prevede l’avanzamento nella cooperazione in tutti i settori fondamentali dell’economia e della società, soprattutto nelle relazioni sud-sud. Comunque la suddetta Banca si impegnerà nella promozione di grandi progetti infrastrutturali e di sviluppo sostenibile anche in altri Paesi emergenti e in via di sviluppo, di cui una cinquantina già avviati.
Sul fronte monetario e finanziario le banche di sviluppo dei singoli Paesi del BRICS daranno luogo ad un “Financial Forum”, per definire nuovi accordi relativi al sistema dei pagamenti, e ad un “meccanismo di cooperazione interbancaria” che preveda tra l’altro l’utilizzo di linee swaps, cioè trasferimenti di liquidità per far fronte anche “all’impatto negativo di politiche monetarie realizzate da Paesi che emettono monete detenute anche nelle riserve”:  Cioè gli Usa e l’Ue, quindi il dollaro e l'euro. L'intento è l’utilizzo delle monete nazionali nelle transazioni commerciali, fino al 50% del totale. Evidentemente tale svolta vuole essere una spinta per la costruzione di un paniere di monete rispetto all'attuale dominio del dollaro.
Al centro della crescente cooperazione vi sono non solo i tradizionali settori portanti dell’economia ma anche quelli relativi alla scienza, alla tecnologia e all'innovazione nei campi delle nanotecnologie, della biomedicina e della ricerca spaziale. Da ciò si evince l'errore che spesso nei cosiddetti Paesi avanzati si commette banalizzando i Paesi BRICS e ignorando quanto di nuovo in essi si muove.
E' indubbio che l’”istituzionalizzazione dei BRICS”, così come è emersa a Ufa, rappresenta una notevole pressione verso le grandi istituzione politiche ed economiche internazionali.
Anzitutto l’ONU che, a settant’anni dalla sua creazione, è chiamato ad assolvere un ruolo decisivo nelle sfide globali garantendo un ordine internazionale più giusto.
Perciò i BRICS sostengono con forza l’iniziativa dell’ONU in merito alla ristrutturazione del debito pubblico dei Paesi più poveri e più esposti, non solo della Grecia, e complessivamente di quello mondiale.
In quest'ottica  i BRICS intendono rilanciare il ruolo del G20 come “primo forum internazionale di cooperazione finanziaria ed economica”, soprattutto nella definizione di una nuova architettura finanziaria internazionale che tenga conto dell'economia reale. La presidenza della Cina del G20 l'anno prossimo dovrebbe essere il primo banco di prova. La prima vera occasione per vincere le resistenze, soprattutto americane, verso la riforma della governance del Fondo Monetario Internazionale
Riteniamo che anche per l'Unione europea, anche se fragile e divisa, non sia più tollerabile sottovalutare quanto si muove in quella parte del mondo.

Appello per delle elezioni trasparenti, giuste e sicure in Costa d’Avorio

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Da molti anni la Costa d’Avorio è attraversata da crisi ricorrenti sfociate talvolta in scontri violenti con, anche in anni recenti, migliaia di vittime.

Tutto ciò ha rallentato la sua crescita sociale e il percorso verso una moderna democrazia.
Nuove elezioni per eleggere il presidente della Repubblica sono indette per il prossimo mese di ottobre 2015. La speranza che la società ivoriana e la stessa comunità internazionale affidano al voto di questo importante Paese dell’Africa occidentale è quella che esso serva a superare ogni condizione d’incertezza e, soprattutto, ad evitare nuove  tensioni sociali.
L’avvicinarsi della data fissata per il voto ha reso il clima politico e sociale del Paese ancora una volta particolarmente contrastato.  Solo un voto regolare e trasparente è condizione perché l’esito possa essere accettato e riconosciuto dalle diverse parti in campo, ed evitare, di conseguenza, il pericolo di violenze e disordini.
In solidarietà con il popolo della Costa d’Avorio, che in passato ha pagato pesanti tributi alle tensioni interne, noi ci appelliamo a tutte le forze politiche ivoriane e alla Comunità internazionale.
Con quest’appello noi chiediamo:
Agli attori politici tutti e in particolare alle autorità politiche e amministrative ivoriane di intraprendere ogni necessaria iniziativa affinché le prossime elezioni siano pacifiche, democratiche e aperte alla partecipazione di tutti.  L’intero processo elettorale, compresa la campagna che precede l’elezione vera e propria, deve svolgersi garantendo, libertà e sicurezza a tutti i partiti in lizza. A tutti i cittadini deve essere garantito, liberi da pressioni, l’accesso ai seggi e l’espressione del voto.
Alla comunità internazionale di esercitare la massima vigilanza possibile sulle modalità di avvicinamento e di svolgimento del voto per l’elezione del nuovo presidente della Costa D’Avorio, nella chiara consapevolezza che solo la regolarità di queste elezioni potrà consentire l’avvio di una fase libera dalle violenze del passato e favorire la crescita economica e sociale necessarie per battere la povertà di gran parte della popolazione.

Roma,  luglio 2015

Primi firmatari: (in ordine alfabetico)

BIANCO Gerardo, ex deputato e ministro dell’Istruzione, presidente Associazione Nazionale ex-parlamentari
FOLLONI Gian Guido, ex senatore e ministro dei Rapporti con il Parlamento
GIANNI Alfonso, ex parlamentare e sottosegretario allo Sviluppo economico
GUNNELLA Aristide, ex parlamentare e sottosegretario agli Affari Esteri con delega per l’Africa
HELLENBROICH Anno, ex direttore agenzia stampa internazionale, giornalista indipendente, Germania
LANNUTTI Elio, ex senatore, presidente Associazione Consumatori Adusbef
LETTIERI Mario, ex parlamentare e sottosegretario all’Economia e alle Finanze
LOTTIN Welly Marguerite, presidente Associazione Interculturale Griot
MEZZAROMA Roberto, ex parlamentare europeo e presidente Delegazione per le relazioni con il Sudafrica
MIGLIORI Riccardo, ex deputato e presidente Assemblea parlamentare OSCE
MUSCARDINI Cristiana, membro del Parlamento Europeo
NISTRI Elisabetta, Presidente "Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo" Italia
PEDRIZZI Riccardo, ex senatore e presidente della Commissione Finanze del Senato
PERSICHETTI Donatina, presidente Consulta Femminile Regione Lazio
PETERLINI Oscar, ex senatore della Repubblica
PITTELLA Gianni, MP, Vice Presidente Vicario Parlamento Europeo
PUDDU Giannina, Presidente ASSOFINANCE
RAIMONDI Paolo, economista, coordinatore Comitato per il progetto infrastrutturale eurasiatico “Razvitie”
RICCERI Marco, Segretario generale EURISPES, istituto di studi politici, economici e sociali
RICEVUTO Giovanni, ex parlamentare, viceministro all’Istruzione e presidente Provincia di Messina
RIVOLTA Dario, ex parlamentare e vice presidente della Commissione Affari Esteri della Camera
SANZA Angelo, ex parlamentare e sottosegretario agli Esteri e alla presidenza del Consiglio dei Ministri

Inquinamento terrificante in Lombardia

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L' inquinamento del nostro territorio ha superato ogni limite di guardia.

Di Giorgio Ornano

L' inferno della terra dei fuochi lo ha segnalato il benemerito Roberto Saviano ma, molto più a Nord, nel Bresciano, esiste una realtà ancora peggiore e mortale, con il cloro esavalente che é arrivato ad inquinare la falda freatica. Credo che molti, grazie al bel film "Erin Brockovic", interpretato da Julia Roberts, ricordino l' impatto mortale di questa sostanza. Il cromo esavalente é ossidante, cancerogeno e mutageno, con una elevata solubilità in acqua, il che porta ad inquinare la falda freatica con effetti devastanti sulla salute. Grandi quantità di cromo 6 vengono rilasciate nell' ambiente , nella produzione di cromature dei metalli, ma anche nelle industrie tessili, chimiche e conservazione del legno. La situazione nel Bresciano é tragica e merita una class action, ma é tutta la situazione in Lombardia ad essere inaccettabile per una serie di inquinanti mai rimossi, né combattuti o dissuasi all' origine. Cito l' ex area Caffaro a Brescia e la Tamoil, a Cremona, la situazione di Franciacorta, denunziata da Lega Ambiente, in cui le radici delle preziose viti affondano nelle discariche, ma non si deve sapere, in quanto realtà sgraditissima ai produttori vinicoli locali. Inoltre, risulta inquinatissima la Brianza, a Seveso si sono interrotti i lavori della Pedemontana in quanto i terreni sono tuttora inquinati dalla micidiale diossina, a seguito del disastro Icmesa , avvenuto 39 anni fa !. A Milano, zona Bovisa, ai confini dell' Expo, vi é una zona di grande inquinamento industriale, chiamata La Goccia per la sua forma, agli onori della cronaca in questi giorni in quanto, per bonificarla, qualche amministratore ha avuto l' idea balzana, fortunatamente combattuta, di sradicare tutti gli alberi cresciuti sul terreno inquinato. Ora, grazie alla recente legge sull' ecocrimine, i responsabili di inquinamenti e chi non provvede al risanamento vanno incontro a pene pesantissime, tra cui il carcere, per cui é sperabile che qualcosa finalmente si muova. Restano ostacoli non da poco. Il primo é che gli Enti locali non hanno i mezzi finanziari per provvedere alle costose bonifiche e i pochi che li hanno non possono utilizzarli, causa l' imbecillità del patto di stabilità, applicata anche agli Enti locali virtuosi. Su queste "bonifiche" e i loro costi sbalorditivi é doveroso aprire una parentesi. Spostare da un punto all' altra del' Italia e/o del pianeta sostanze tossiche e mortali é un business che ha redditività stratosferiche, anche per i costosissimi trasporti. Una vera manna per camorra, mafia e altra malavita organizzata, favorite da vergognosa incompetenza tecnica e ignoranza degli Amministratori Pubblici, a volte pure collusi. Tra l' altro queste pseudo bonifiche sono carissime per ovvie, opache ragioni, quindi ignorate per ragioni finanziarie da chi vorrebbe farle, e non ne ha i mezzi. L' ignoranza e la malafede sopra accennate fanno sì che vengano ignorate soluzioni alternative microbiologiche in grado di risolvere gli inquinamenti in situ, estremamente più economiche, in via definitiva, e senza gli esosissimi oneri di trasporto. Per fare un esempio, il cromo esavalente può essere trasformato nell' innocuo cromo trivalente, nello stesso terreno, prima che si disperda nelle falda freatica. E' auspicabile che i politici, prima di decidere a favore di "soluzioni" insensate, si informino.

 

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