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15. luglio 2019

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I RISCHI DI UN PORTAFOGLIO CHE INVECCHIA

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Il settore della consulenza finanziaria si trova di fronte ad un bivio generazionale.

Di Thomas Schneider - Director Sud Europa e Responsabile per l’Italia Russell Investments

Secondo una ricerca di Assogestioni, dal 2002 è cresciuta di sette anni l’età media dei sottoscrittori di fondi in Italia, passando da 51 anni nel 2002 a 58 anni nel 2014. Da un lato, questa tendenza porta con sé una grande concentrazione di saggezza, esperienza di vita e ricchezza economica, dall’altro la necessità per i professionisti della consulenza di proporre soluzioni in linea con la fase di vita della propria clientela. Tipicamente gli investitori attraversano tre fasi di ricchezza nel corso della loro vita:

• la fase di “accumulo”, durante la quale gli investitori contribuiscono alla loro pensione e la ricchezza aumenta ad un tasso sempre crescente;

• la fase di “massimizzazione della ricchezza”, durante la quale i rendimenti superano le varie uscite del portafoglio. A seconda dei presupposti di rendimento e di spesa, ciò si verifica in genere al momento del pensionamento, o subito dopo, e può durare circa dieci anni;

• la fase di "decumulo", durante la quale gli utili distribuiti iniziano a superare i rendimenti degli investimenti e la ricchezza decumula sempre più.

Dal punto di vista dei consulenti e dei promotori finanziari, gli investitori che si trovano nella fase di “massimizzazione della ricchezza” solitamente sono i clienti più redditizi. L'ampiezza del patrimonio spesso fornisce al consulente un ammontare di ricavi sproporzionato rispetto ai clienti che si trovano in altre fasce di età. Tuttavia, viene spesso trascurato il fatto che questi clienti sono anche sul punto di introdurre rischi per il business del consulente o promotore finanziario. I principali rischi derivanti dall’avere clienti che si trovano nella fase di massimizzazione della ricchezza o in quella di decumulo includono:

• “rischio di decumulo” (il rischio che i clienti, per supportare il loro stile di vita durante la pensione, attingano al loro conto corrente più velocemente di quanto i rendimenti degli investimenti siano in grado di continuare ad accrescere il valore del conto);

• “rischio di fuga del patrimonio” (i clienti con patrimoni elevati potrebbero non essere soggetti al rischio di decumulo, ma potrebbero essere tentati di cogliere opportunità di investimento private fuori dal campo del loro consulente primario);

• “rischio generazionale” (il rischio che in “caso di successione” – vale a dire quando il patrimonio viene trasferito alla generazione successiva – il consulente primario non riesca a conservare il patrimonio).

Naturalmente, le esperienze degli investitori non sono tutte uguali. Alcuni investitori potrebbero essere così facoltosi da non dover mai erodere il loro capitale. Inoltre i rendimenti di mercato, non potendo essere previsti con precisione, sono ovviamente un fattore determinante per i modelli di ricchezza. Detto questo, l'investitore medio raffigurato nel grafico qui sopra raggiunge il suo picco di ricchezza tra i 65 e i 75 anni. L'attuale contesto di mercato caratterizzato da bassi rendimenti aggrava questi rischi - i consulenti non  possono più contare sul mercato per far crescere il patrimonio, come avevano fatto quando i mercati erano più robusti. Quindi cosa possono fare i consulenti? Per cominciare, conducete un’analisi demografica sulle attività del vostro portafoglio. Quale percentuale del vostro reddito deriva dalle varie fasce di età? In particolare, quale percentuale del vostro reddito viene da clienti che hanno più di 70 anni? Esaminate il vostro portafoglio e identificate quei clienti che possono già presentare un rischio di decumulo, rischio di fuga di capitale o rischio generazionale per il vostro portafoglio, o che potrebbero farlo in un futuro prossimo. Quindi, mettete a punto delle strategie per cercare di mitigare questi rischi, tra cui ad esempio garantire a questi clienti obiettivi di reddito sostenibili, parlare con loro della possibilità di consolidare gli asset che al momento sono al di fuori del vostro ambito, coinvolgere la prossima generazione di investitori o diversificare la distribuzione di fasce d’età all’interno della vostra base clienti. I consulenti che sono in grado di affrontare questi rischi - analizzando la loro base di clientela e da dove viene il loro flusso di entrate - hanno una maggiore probabilità di rimediare alla situazione prima che diventi un problema.

PERMIRA FUNDS SELL IGLO GROUP TO NOMAD FOR € 2,6 BILLION

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Iglo Group transformed into Europe’s leading frozen food business and one of the most trusted brands during a successful 8 year partnership with the Permira funds Iglo Group to serve as anchor investment in Nomad’s build-up strategy of market-leading, niche consumer foods companies.

20 April 2015 - Permira announces today that a company backed by Permira Europe III has entered into a definitive agreement to sell Iglo Foods Holdings Limited (“Iglo Group”, or the “Group”), Europe’s largest frozen food business, to Nomad Holdings Limited (“Nomad”) for €2.6 billion. Nomad is a publicly-listed acquisition company and, as part of the transaction, the Permira Funds will retain a 9% stake in Nomad Foods Limited upon closing. The transaction is subject to customary closing conditions and is expected to complete in the second quarter of 2015.
Under the Permira Funds’ ownership, Iglo Group has established itself as Europe’s largest frozen food business with iconic brands including Birds Eye in the UK and Ireland, Iglo in Germany and other continental European markets, and Findus in Italy. This was achieved by investing heavily into product innovation, improving its brand marketing and taking advantage of consolidation opportunities in the European frozen food market. In October 2010, the Permira Funds provided additional investment to enable the acquisition of Findus Italy adding significant scale to the Group. As a result, Iglo Group has achieved leadership in seven out of the 12 countries in which it operates, including the UK, Germany and Italy, which account for c. 85% of sales. The company is also in a strong financial position today having recently reported revenues of €1.5 billion and EBITDA of €306 million for FY2014.
Cheryl Potter, head of Permira’s global consumer team, said:
“We are very proud to have helped Iglo Group over the past 8 years to become the undisputed European market leader in branded frozen foods. With the backing of the Permira Funds, the company has been able to invest heavily in product innovation and brand marketing as well as to achieve pan-European scale with the acquisition of Findus Italy in 2010.
“Iglo Group is a great example of how we partner with leading consumer brands and support them, including during tougher economic times, to foster innovation and build a platform for sustainable growth.”
“Iglo Group today is the most trusted brand in European frozen food and the fact that it will be the foundational investment in Nomad’s portfolio of market-leading, niche consumer foods companies speaks volumes to the strength of the company, its powerful brands and exciting growth prospects. We are pleased that the Permira funds will remain invested alongside Nomad as the company embarks on the next phase of its journey.” It has also been announced today that Iglo’s Group’s CEO, Elio Leoni Sceti, is to leave at the end of June to take up another CEO position in July but will continue as a Non-Executive Director on Nomad’s Board. Elio joined the company in May 2013 and has led a significant transformation, focusing the Group’s strategy on creating meaningful innovation for every day, every meal and everybody and developing insightful connections with consumers. Under his leadership, in addition to the Group’s commitment to responsible sourcing, Iglo Group has also continued to focus on sustainability. Through its Forever Food Together initiative launched in 2014, Iglo Group has been working to educate consumers on the unique advantages of freezing and frozen food, and how it helps to tackle the food waste issue, both in the supply chain and in the home, helping consumers to reduce food waste.

Elio Leoni Sceti, Iglo Group’s Chief Executive Officer, added:

“The partnership between Iglo Group and the Permira funds has achieved great success. Together we have created a new vision and strategy which has delivered growth in 8 out of 12 markets, driven by meaningful innovation which is revitalising consumer interest in frozen food.
“For my part, the last two years at Iglo Group have been hugely fulfilling and I am leaving at a time when I feel that the strategic transformation of the business is largely complete. Innovation inspired by consumers has been at the heart of our strategy and I am particularly proud of the innovation platforms we have created. I am pleased that Iglo Group, in the hands of an excellent management team, is well-placed to deliver on the ambitions that the Group has set itself.”
The Iglo and Birds Eye brands were acquired from Unilever in August 2006 to form the Iglo Group and transform a declining unit of a conglomerate into Europe's largest frozen food platform with reinvigorated and sustainable top-line growth.
The successful partnership with Iglo Group highlights Permira’s expertise in helping iconic consumer brands around the world to grow and realise their international ambitions. The Permira Funds have a long track record of successfully investing in consumer brands around the world including Dr. Martens, Atrium, Hugo Boss, Valentino, Galaxy Entertainment, Akindo Sushiro and New Look. Since 1997, the Funds have invested €6.7bn in 24 consumer companies and achieved attractive returns for investors.
Centerview Partners acted as exclusive financial adviser to the Permira funds and Skadden, Arps, Slate, Meagher & Flom LLP and Clifford Chance acted as legal advisers. Barclays and UBS Investment Bank acted as financial advisers and Greenberg Traurig acted as legal adviser to Nomad on the transaction.

Approccio “Wait and see”

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Di Pierre Boyer, Responsabile fondi monetari di Candriam Investors Group

Durante il meeting di aprile, il Consiglio Direttivo della BCE ha lasciato i tassi di interesse di riferimento e il ritmo degli acquisti di asset invariato:
• Tasso principale di rifinanziamento: 0.05%
• tasso depositi bancari: -0.20% • tasso sui prestiti marginali: 0,30%
Programma di acquisto di attività del settore pubblico e tasso:
• Il Governatore Draghi ha confermato la strategia di politica monetaria della BCE, ribadendo la determinazione della BCE a proseguire gli acquisti di asset fino a quando il Consiglio Direttivo si vedrà "un adeguamento costante nel percorso di inflazione".
• Ha confermato che la BCE non avrebbe tagliato ulteriormente il tasso sui depositi in territorio negativo. Economia:
• Il tono della dichiarazione è stato più positivo. L'economia ha guadagnato ulteriore slancio e la ripresa sembra destinata ad amplificarsi e a rafforzarsi gradualmente, anche se la crescita continua ad essere frenata da diversi fattori. Seppure ancora in ribasso, i rischi per le prospettive economiche sono diventate più "equilibrate". L'inflazione dovrebbe rimanere molto bassa o ancora negativa nei prossimi mesi e la BCE seguirà molto da vicino i rischi di inflazione. I tassi di inflazione dovrebbero aumentare più tardi nel 2015 ed aumentare ulteriormente nel 2016 e nel 2017. Scarsità di titoli:
• Il Governatore Draghi si è mostrato fiducioso sulla capacità della BCE di acquistare titoli al ritmo previsto da piano (60 miliardi di euro al mese), dato che i timori sulla scarsità sono stati considerati "un pò esagerati" o "prematuri" alla luce della mancanza di evidenze concrete. Dopo la conferenza stampa, la BCE ha ampliato l'elenco delle agenzie e cui emissioni obbligazionarie possono rientrare nel Quantitative Easing, fino a comprendere dieci nuove istituzioni. Ci sono diversi soggetti francesi e olandesi (in particolare i francesi CDC e AFD), così come per l'Italia la Cassa Depositi e Prestiti. Nel complesso, la BCE rimane impassibile rispetto alle voci recenti di "un’uscita anticipata" e "scarsità del mercato obbligazionario", dando l'impressione di mantenere, almeno per ora, la tabella di marcia.

Misure della BCE sulla liquidità

• Il pacchetto di liquidità, tra cui il programma di rifinanziamento mirata a lungo termine (TLTRO) e quello di acquisto di attività del settore pubblico e tasso (PSPP), combinato con il negativo tasso sui depositi bancari, ancorerà i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona in territorio negativo o a livelli minimi. Minori oneri finanziari e deprezzamento valutario potrebbero contribuire a rafforzare la crescita e l'inflazione in Europa.
• Tutte queste misure contribuiranno a mantenere il tasso a breve termine su livelli molto basso o negativi per lungo tempo, facendo pressione sul benchmark (Eonia).

Strategia di investimento

Questo incontro conferma che la politica monetaria rimarrà accomodante per tutto il tempo necessario. In tale contesto:
• privilegiamo positivamente i Paesi periferici (Spagna e Italia) rispetto ai Paesi core europei;
• stiamo sovrappesando il segmento corporate, ricercando emittenti con rendimenti interessanti con rating a breve termine pari ad almeno A2 / P2;
• stiamo definendo un’allocazione ottimale della duration su scadenze più lunghe

Crescita nell’area euro: gli europei riscoprono i consumi

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Di Laura Sarlo, Senior Sovereign Analyst

La crescita dell’area euro sembra destinata a evidenziare una performance superiore nel 2015, in parte grazie alla maggior forza dei consumatori. I consumatori si sentono più fiduciosi riguardo alla propria situazione economica e, in alcune aree, la crescita dell’occupazione e gli aumenti degli stipendi offrono un’ulteriore spinta. Ecco alcune delle maggiori tendenze fra i consumatori che ho rilevato nell’area dell’euro:

I settori trainanti del momento:

• I beni di consumo durevoli, comprese automobili e arredamento, stanno registrando una buona performance man mano che i consumatori sostituiscono i beni più datati

• Tutti i prodotti che rientrano nel settore farmaceutico e medico stanno registrando una forte crescita in tutta Europa a causa dell’invecchiamento demografico

• La Germania ha registrato due eccellenti risultati consecutivi nelle vendite al dettaglio (compreso il 5% di aumento registrato il 3/3/2015 nei volumi a/a per la maggior parte delle categorie dei beni di consumo)

• I consumatori in Italia sembrano essere fiduciosi e hanno aumentato gli acquisti di automobili nuove, beni per la casa e apparecchi

• In Spagna e in Portogallo, i consumatori riferiscono di sentirsi più fiduciosi riguardo alle prospettive economiche del proprio Paese, a prescindere dalla propria situazione lavorativa

• L’Irlanda sta ripartendo nella maggior parte dei settori e la spesa dei consumatori aumenta proporzionalmente

Chi è rimasto indietro:

• La fiducia dei consumatori francesi è rimasta un po’ indietro, appesantita dalla debolezza dell’andamento del settore immobiliare e dalla crescita contenuta dell’occupazione. Questa situazione potrebbe migliorare nei prossimi mesi, ma è importante tenerla sotto osservazione poiché i consumatori francesi rappresentano il 57% del Pil francese e il 20% del Pil dell’area euro

• Le tensioni politiche ancora in corso e la recessione in Russia continuano a frenare l’economia e i consumatori della Finlandia, dove i tagli ai posti di lavoro e il calo dei prezzi immobiliari frenano i comportamenti dei consumatori

• I consumatori greci hanno ripreso slancio per un momento, ma la spesa è stata infine frenata dall’esito delle elezioni di gennaio svoltesi nel Paese

• In quali settori i consumi risultano maggiormente depressi in tutta Europa? Le apparecchiature sportive, l’attrezzatura da campeggio, i giocattoli e i giochi

BlackRock lancia il suo primo ETF per gli investitori internazionali che investe sul mercato azionario cinese A-Share.

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BlackRock ha quotato iShares MSCI China A UCITS ETF sulla Borsa di Londra, dando ai clienti istituzionali e retail internazionali l'accesso diretto al mercato delle azioni cinesi A-Share. Il fondo è altresì registrato in Italia e in altri Paesi europei (Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna e Svezia), ove è quindi disponibile ai soli investitori professionali.

Le azioni A Share del mercato cinese annoverano i titoli di società locali quotati alla Borsa di Shangai o di Shenzen e rappresentano il maggiore segmento del mercato azionario cinese, oltre ai uno dei più performanti a livello mondiale nel 2014, quando il Shanghai Composite Index ha registrato una crescita del 58%. Tuttavia l'acquisto diretto delle A Shares è consentito solo ai cittadini cinesi e gli investitori internazionali possono accedervi attraverso un numero circoscritto e ristretto di canali regolamentati, limitando quindi l'accesso al mercato per molti.

L'iShares MSCI China UCITS ETF offre un'esposizione alle A Share cinese attraverso la quota di BlackRock come investitore estero qualificato in Renminbi. Si tratta dell’unico ETF che replica il MSCI China A International Index, rappresentante un paniere ampio e diversificato di oltre 300 titoli a grande e media capitalizzazione. 

Il fondo è a replica fisica e il TER è pari a 0,65%, inferiore rispetto ad altri ETF a replica fisica che consentono accesso alle azioni A Share cinesi disponibili agli investitori internazionali. 

FIDELITY WORLDWIDE INVESTMENT: L'OPERATO DELLA BCE ED IL SUO QE

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Paolo Federici2Paolo Federici, Managing Director Southern Europe and Latin America di Fidelity Worldwide Investment commenta: “l’operato della Banca Centrale Europea (BCE), in particolare grazie alla prosecuzione del quantitative easing e di politiche monetarie ultra-espansive, costituisce un efficace sostegno alla crescita economica nell’Eurozona e supporta un contesto favorevole agli investimenti”. Andrew Wells, Global Chief Investment Officer Obbligazionario di Fidelity Worldwide Investment ha commentato il programma di quantitative easing della Banca Centrale Europea: “A gennaio il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) aveva annunciato l'introduzione di un vasto programma di acquisto di asset, per un ammontare di 60 miliardi di euro al mese, che sarebbe partito a marzo 2015 protraendosi almeno fino a settembre 2016.La settimana scorsa, la BCE ha dichiarato di avere raggiunto il primo traguardo mensile previsto dal Quantitative Easing (QE).

L'introduzione del QE da parte della Banca Centrale Europea è stata attesa a lungo e, naturalmente, quando il programma è divenuto realtà la reazione degli investitori non si è fatta attendere. La prima conseguenza è stata il forte apprezzamento che hanno registrato le obbligazioni sui mercati europei, con i rendimenti, soprattutto sui titoli a breve termine, che sono scesi significativamente. In particolare, il QE ha fatto confluire i capitali degli investitori sul mercato obbligazionario e da qui verso altre asset class, come si evince dal forte apprezzamento dei listini azionari europei. Il programma, in sostanza, ha innescato una circolazione di capitali, che sono fluiti anche verso asset class diverse da quelle direttamente interessate dal programma, con ricadute positive per l'attività economica. A mio avviso, dunque, gli effetti sono stati positivi, evidenti da subito e vasti. Il QE, inoltre, ha significativamente indebolito l'Euro e il deprezzamento della Moneta Unica sta ovviamente favorendo gli esportatori europei.

Un altro tema correlato al QE è quello della disponibilità di asset oggetto degli acquisti della BCE. Attualmente, non ci sono grandi volumi da acquistare ed è per questo che la Banca Centrale è costretta a scendere lungo la curva dei rendimenti. Guardando alle conseguenze del QE, osserviamo che è aumentata la domanda di obbligazioni societarie di alta qualità e che molti investitori puntano sull'high yield. Tutto ciò è positivo per le aziende, che possono emettere obbligazioni a spread inferiori e beneficiare di costi di finanziamento più bassi, accedendo più agevolmente a finanziamenti a lungo termine. Ciò supporta dunque l'attività economica. In Europa, inoltre, stiamo assistendo ad alcuni sviluppi economici sorprendentemente positivi e speriamo di poter assistere in futuro a un'accelerazione nella creazione di posti di lavoro, anche nei Paesi dell’Europa periferica.

Infine, circa i timori inerenti la possibilità che l’acquisto di asset abbia fine prima dei tempi previsti, non credo che ciò sia possibile. Se la BCE dovesse venire meno all'impegno che ha pubblicamente assunto, ne andrebbe della sua credibilità. Gli investitori si stanno già muovendo sui mercati sulla base di questa consapevolezza, spingendo i prezzi delle obbligazioni a livelli molto elevati e facendo crollare i rendimenti, proprio perché sanno che la BCE continuerà a comprare. Non ci attendiamo dunque mosse avventate da parte della BCE e ci attendiamo che il programma di acquisti continui nei modi e tempi già annunciati”. Chiosa Paolo Federici, Managing Director Southern Europe and Latin America di Fidelity Worldwide Investment:

“Nell’area Euro i rendimenti delle obbligazioni governative sono sempre meno attraenti. Le obbligazioni a spread costituiscono quindi lo sbocco naturale per gli investitori che nell’ambito delle  obbligazioni di elevato merito creditizio, ricercano rendimenti più interessanti - una volta considerati “normali” - rispetto al debito governativo. Possono quindi risultare efficaci i portafogli cosiddetti “aggregate”, ossia che selezionano un mix delle più interessanti obbligazioni governative e societarie, come FF Euro Bond Fund, o soluzioni esclusivamente orientate alla selezione dei bond societari con il miglior profilo rischio-rendimento, come FF Euro Corporate Bond Fund. Alla luce della compressione dei rendimenti delle obbligazioni governative dei Paesi sviluppati, gli investitori alla ricerca di soluzioni obbligazionarie capaci di erogare livelli di reddito interessanti, possono inoltre beneficiare delle soluzioni obbligazionarie gestite attivamente e con mandato globale. In particolare FF Global Income Fund è un fondo obbligazionario flessibile, con esposizione internazionale, che mira a distribuire cedole nell’ordine del 4% annuo attraverso l’investimento in obbligazioni governative e societarie, incluse le obbligazioni high yield e quelle dei Paesi emergenti, mantenendo comunque sempre un rating medio elevato, cioè investment grade”. Infine per chi cerca la stabilità, risulteranno premianti le soluzioni obbligazionarie flessibili orientate specificamente a questo obiettivo. FF Global Strategic Bond Fund è il fondo Fidelity capace di stabilizzare i rendimenti dei portafogli grazie ad un andamento che si è storicamente dimostrato particolarmente stabile e, cosa molto importante, sostanzialmente non correlato con l’azionario”.

MOVE TO A TACTICAL NEUTRAL ON EQUITIES

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Di Benjamin Melman Head of Asset Allocation and Sovereign Debt edmond de rothschild asset management (france)

MARKET ANALYSIS

The European equity rally is both impressive and entirely warranted. Investors had been very sceptical on Europe at the beginning of 2015 but they are now seeing the ECB’s bigger-than- expected Quantitative Easing in action as well as encouraging signs of an economic recovery. The pace of European growth is now much stronger, mainly due to household spending which had previously been rather soft. And countries like Italy are also seeing an incipient recovery after a long period of stagnation. Economic activity is gaining traction and the most obvious signs of deflation are on the wane:

• bank lending has been stabilising over the last two months after a long period of contraction;

• after a spectacular collapse, Spanish property prices rose by 1.8% YOY in the fourth quarter of 2014.

We are confident in the outlook for earnings growth especially as we believe European company margins have genuine upside if the economy continues to grow at a reasonable pace. Consequently, we are still overweight eurozone equities despite the impressive rise. But our overweight is still likely to be adjusted from time to time to reflect mounting political risk in Greece. We continue to believe talks between European institutions and the new Greek government will end up succeeding but, in the meantime, the process is proving chaotic with Athens resorting increasingly to political provocation and not much European enthusiasm over reform proposals from Alexis Tsipras. All this suggests we should be more cautious. Nobody really knows how long Greece can continue to honour its commitments but the risk of a payment accident is rising all the time and that would obviously trigger market volatility.

OUR CONVICTIONS ON EQUITY MARKETS:

We have moved to a tactical neutral on equities due to:

1. less buoyant conditions in the US.

- The US economy has lost some steam. Statistics have been hard to read due to another exceptionally severe winter but the question now is how the US economy will perform with a strong dollar, an energy sector forced to adapt to much lower prices and the failure so far of household spending to stage a strong recovery. Against all the odds, retail sales have not yet benefited from low oil prices. Consumers have chosen instead to save more over the short term.

- Tame inflation and lacklustre economic conditions may push back the launch date for a rate hike but it is still on the agenda judging from comments from Fed committee members. We are still optimistic on the US economy but we are moving out of a period when US growth was underpinned by very laxist monetary policy and into more uncertain territory with the likelihood of more orthodox monetary policy. 

2. uncertainties over the UK elections.

May’s parliamentary elections and the risk that a Conservative minority government will end up organising a referendum on membership of the European Union can only introduce a local risk premium. We have accordingly reduced exposure to UK equities.

BOND MARKETS:

We continue to prefer high yield bonds and eurozone convertibles due to the ECB’s move on QE. This is encouraging investors to take on more risk to avoid negative returns. We remain cautious on US bonds. As Janet Yellen recently said, investors remain very sceptical on the Fed’s intentions and/or scenario. Given today’s very low bond yields, investors will probably wait for clearer indications that inflation is returning, before selling the US bond market. Wages will be in focus. At the moment, the US yield curve is the steepest and therefore the most profitable among industrialised countries. We believe that the risk of wage inflation will be high in coming months and drive volatility in the US. Hence our decision to remain underweight US bonds. 

ZENIT SGR LANCIA STABILITY

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Milano, 15 aprile 2015 - Zenit SGR, una delle prime Società di Gestione del Risparmio indipendente a operare in Italia, dopo il successo di Global Opportunities, Stock Picking e Defender lancia Stability, il quarto comparto di Zenit Multistrategy SICAV, un fondo di fondi bilanciato flessibile che intende offrire una soluzione concreta al continuo cambiamento dei mercati finanziari. Stability ha l’obiettivo di generare una performance assoluta e stabile nel tempo con orizzonte di brevemedio periodo, perseguendo una strategia di Asset Allocation dinamica e flessibile che si adegua al contesto di mercato e permette all’investitore di beneficiare di un’ampia diversificazione del portafoglio, non solo a livello geografico e settoriale ma anche rispetto a quella offerta dalle diverse politiche di investimento attuate dai gestori dei fondi sottostanti. Il comparto intende investire almeno i 2/3 degli attivi in OICR (Fondi, SICAV ed ETF) UCITS IV e ha l’obiettivo di esporsi attivamente ai mercati azionari, obbligazionari e monetari. La parte rimanente (1/3 del comparto) potrà essere investita direttamente in singole azioni con particolare riferimento a Società europee a media e grande capitalizzazione, in singole obbligazioni e in altri titoli di debito.

La quota azionaria del comparto è compresa tra lo 0% e il 50% del totale e si riduce sensibilmente fino ad azzerarsi nelle fasi di bear market, modificando il profilo di rischio del portafoglio in modo difensivo. La componente obbligazionaria può invece raggiungere il 100% del patrimonio del comparto. Nel caso di condizioni di mercato eccezionali, Stability può investire fino al 100% del proprio patrimonio in liquidità e/o strumenti del mercato monetario. Gli investimenti del comparto saranno gestiti attraverso l’utilizzo dei modelli di natura algoritmica e quantitativa sviluppati da ADB - Analisi Dati Borsa. Si tratta di modelli in grado di svincolare le scelte di investimento dalla soggettività, basati su tecniche di asset allocation bottom up e top down volte a cogliere le migliori opportunità offerte dai diversi contesti di mercato. Inoltre, l’utilizzo di indicatori quantitativi permette di selezionare le asset class che mostrano le maggiori probabilità di rendimento. “Negli ultimi tre anni Zenit Multistrategy SICAV ha ottenuto ottimi risultati grazie ai comparti Global Opportunities, che in 36 mesi ha guadagnato il 32%, e Stock Picking, che in un triennio ha registrato una performance di quasi il 60% - evidenzia Marco Rosati, Amministratore Delegato di Zenit SGR -. Oggi il contesto di mercato è sempre più sfidante e soggetto a repentini cambiamenti e per questo motivo abbiamo deciso di ampliare l’offerta con un comparto flessibile che possa garantire ai nostri clienti di cogliere le migliori opportunità a fronte di una elevata gestione del rischio. Tutto questo in linea con i valori di indipendenza, di trasparenza e di professionalità che da sempre contraddistinguono Zenit SGR - conclude Rosati -“

SI CHIAMA AIR - UN NUOVO MODELLO DI RATING PER LE PMI DI OGNI REGIONE ITALIANA

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E' un’iniziativa di Alma Iura con l’Università degli Studi di Verona. Diverso dai più noti Moody’s, S&P e Fitch per il campione di riferimento. La scelta della territorialità, inoltre, permette di cogliere al meglio le peculiarità delle imprese a seconda della posizione geografica.

Verona, 14 Aprile 2015 – AIR, modello di rating statistico implementato da Alma Iura con il Dipartimento di Scienze economiche dell’Università degli Studi di Verona e presentato a Febbraio 2015, è oggi pronto per calcolare la solidità e la probabilità di default delle PMI delle seguenti regioni:

• Friuli • Toscana • Campania • Trentino • Emilia • Piemonte • Veneto • Lombardia • Sardegna

LE CARATTERISTICHE DEL RATING - Ciò che differenzia in maniera sostanziale il rating AIR da quello più noto delle grandi agenzie come Standard & Poors, Fitch o Moody’s, è il campione di riferimento e, di conseguenza, il target al quale si rivolge, ossia le PMI (fatturato inferiore a 50 milioni di euro. Definizione di PMI come da Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 18 aprile 2005): si tratta quindi di un vero e proprio rating su misura per le piccole e medie imprese, motore dell’economia italiana. Inoltre, diversamente da altri modelli di rating presenti sul mercato, quello sviluppato dagli analisti matematici di Alma Iura con la consulenza del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università degli Studi di Verona risponde ad una caratteristica di regionalità. “Tale scelta – afferma Maddalena Mandarà, Chief quantitative analyst di Alma Iura - si è rivelata laboriosa ma indispensabile al fine di cogliere al meglio le peculiarità delle PMI a seconda della posizione geografica: non è detto infatti che gli indici di bilancio significativi per discriminare tra le imprese “in buona salute” e quelle più a rischio in Veneto siano allo stesso modo determinanti ad esempio per la Lombardia”. Entro Giugno sarà disponibile il modello per le PMI di tutte le regioni italiane. Ad oggi è comunque possibile utilizzare il modello sviluppato per il Nord, quello per il Centro e quello per il Sud Italia. L’idea di elaborare AIR scaturisce nel 2011 dal desiderio di Alma Iura di mettere a disposizione delle imprese un giudizio del proprio stato economico-finanziario, affinché possano migliorarsi e presentarsi più solide di fronte agli istituti di credito per la richiesta di finanziamenti. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie all’iniziativa della Camera di Commercio “Contributi a sostegno di programmi di ricerca, assistenza e consulenza tecnologica – Anno 2012”, bando di cui Alma Iura è risultata aggiudicataria in virtù dello sviluppo del modello congiuntamente all’Università degli Studi di Verona.

 

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