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28. settembre 2020

Ultimo aggiornamento03:56:17 PM GMT

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Tutela del Risparmio

Ispezioni della Commissione europea sui derivati

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Funzionari della Commissione europea hanno condotto ispezioni a sorpresa nelle sedi di compagnie attive nel settore dei prodotti finanziari derivati legati all'Euro Interbank Offered Rate (Euribor) in alcuni Paesi membri della Ue. Lo ha confermato l'esecutivo Ue in una nota, precisando che le ispezioni, avviate ieri, nascono dalle "preoccupazioni che le società coinvolte possano aver violato le regole Ue antitrust, che vietano cartelli e pratiche restrittive". 

 

Goldman Sachs vede rosso

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Il gruppo bancario Goldman Sachs ha annunciato per il terzo trimestre 2011 una perdita netta di 393 milioni di dollari su ricavi per 3,59 miliardi. Il risultato si traduce in una perdita per azione di 84 centesimi di dollaro contro il guadagno di 2,98 dollari nello stesso trimestre del 2010 e di 1,85 dollari nel periodo aprile-giugno 2011. In particolare, spicca il dato negativo dell'Investment Banking con entrate per 781 milioni di dollari, il 33% in meno rispetto a un anno fa e il 46% in meno rispetto al secondo trimestre 2011. In crescita del 18% sul 2010, invece, le entrate del settore azionario, a 2,33 miliardi, per via - spiega la società - di un aumento delle commissioni collegato ad un maggiore volume di transazioni. 
 
È la seconda volta nel giro di 12 anni che la banca statunitense archivia un trimestre in rosso. Sui conti di Goldman Sachs hanno pesato in particolare le perdite registrate nelle attività di trading, asset management e sottoscrizione titoli. I ricavi nel terzo trimestre 2011 sono diminuiti del 60% a 3,59 miliardi di dollari dagli 8,9 miliardi dell'anno prima e hanno segnato una flessione del 51% rispetto ai 7,28 miliardi del secondo trimestre di quest'anno. Il risultato del terzo trimestre 2011 si raffronta a un utile di di 1,9 miliardi di dollari (2,98 dollari per azione) dello stesso periodo 2010. Nel settore del reddito fisso, una delle principali fonti di guadagno dell'istituto, si è registrato un calo del 36% a 1,73 miliardi di dollari contro i 2,69 miliardi del terzo trimestre 2010.

Deutsche Bank e la perdita del casinò

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Deutsche Bank avrebbe investito nei casinò di Las Vegas 4,9 miliardi di dollari, che ora rischia in gran parte di perdere a causa del crollo del mercato locale. Lo ha reso noto il quotidiano economico Financial Times (Ft), ripreso dalla stampa tedesca. Lo scorso dicembre Deutsche Bank (Db) aveva inaugurato a Las Vegas il Cosmopolitan, un casinò e albergo da 3000 stanze la cui costruzione sarebbe costata all'istituto di Francoforte 3,9 miliardi di dollari. Db era diventata proprietaria del casinò per l'insolvenza, causata dalla crisi dei mutui subprime, della ditta che aveva iniziato la costruzione. 

Un ulteriore miliardo di dollari sarebbe stato investito a Las Vegas da Db attraverso la società statunitense Station Casinos, che amministra diverse case da giochi locali. Oggi la crisi del mercato immobiliare unita a quella economica e finanziaria ha fatto crollare il giro d'affari della città del Nevada (-15% tra il 2007 e il 2010), mettendo a serio rischio i 4,9 miliardi di Db - un volume, scrive tra l'altro il Ft, quasi pari ai 5,1 miliardi investiti in totale nei Paesi europei in difficoltà.

(Rac)conto bancario

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Di Didier LE MENESTREL, Presidente di Financière de l’Echiquier e Marc CRAQUELIN, Direttore Investimenti di Financière de l’Echiquier 
 
“C’erano una volta, a Baghdad, un Califfo e il suo Vizir. Un giorno, il Vizir si presentò davanti al Califfo, tutto pallido e tremante: --‐ Perdona il mio pavento, Luce dei Credenti, ma davanti al Palazzo una donna mi ha urtato nella folla. Mi sono voltato: e questa donna dalla carnagione chiara, i capelli scuri e la gola velata da una sciarpa rossa era la Morte. Vedendomi, ha fatto un gesto verso di me. Poiché la morte mi cerca qui, Signore, permettimi di fuggire e di nascondermi lontano, a Samarcanda. Se faccio presto, vi arriverò prima del calar del sole. Detto questo, si allontanò al galoppo con il suo cavallo e scomparve in una nuvola di polvere verso Samarcanda. Il Califfo allora uscì dal Palazzo e incontrò a sua volta la Morte. Le chiese: --‐ Perché spaventare il mio Vizir che è giovane e robusto? E la Morte rispose: --‐ Non ho voluto spaventarlo, ma vedendolo a Baghdad, il mio è stato un gesto di meraviglia, poiché lo attendevo questa sera a Samarcanda.”
 
Dall’inesorabilità del destino rievocata in questo racconto arabo alle angosce del settore bancario, non vi è che un passo. Dopo l’eccessiva diffusione di asset “tossici” e l’impiego di leve troppo importanti, abbiamo tutti applaudito nel 2009 e nel 2010 il ritorno all’ortodossia finanziaria nel settore. Incoraggiata dalle regole di Basilea 3 la maggior parte delle banche europee ha accumulato senza battere ciglio debiti sovrani, pensando così di mettersi al riparo dal rischio e credendo, in tal modo, di conformarsi a tale ortodossia. Questo movimento verso i titoli di Stato dell’area euro è un po’ come la fuga a Samarcanda: tutte le banche europee oggi sono imbarazzate a causa di questi asset teoricamente senza rischi. La valorizzazione dei debiti sovrani è rimessa improvvisamente in discussione dal mercato, fenomeno misurato ed amplificato dai famosi CDS(2) (assicurazione su un rischio di inadempienza), che riflettono all’eccesso le inquietudini degli investitori. Il CDS Francia oggi costa il doppio rispetto al CDS DANONE! Senza rimettere in discussione la solidità del gruppo agro--‐alimentare, vi pare ragionevole? Su questo stesso tema, il CDS Italia vale il doppio di quello della Colombia: si dorme molto meglio prestando il proprio denaro ai Colombiani piuttosto che agli Italiani? Nel racconto la morte fa una sola vittima: il Vizir…
 
Nel nostro mondo bancario, invece, la vittima si chiama DEXIA e non ci rimane che sperare che sia l’unica. Ma poiché i processi incantatori non bastano, ricordiamo ai nostri politici che debiti europei e banche sono ormai legati da un destino comune. Contrariamente alla crisi dei mutui subprime, che in un certo senso era stata "costruita" dagli istituti bancari, quella che oggi ci preoccupa è innanzitutto una questione di Stati troppo spendaccioni! Le banche europee, tanto attrici quanto vittime dell’attuale situazione, devono essere “mantenute a Palazzo”, ovvero devono essere dotate di liquidità e ricapitalizzate, se necessario. Smettiamola con gli indugi e gli adeguamenti normativi pro--‐ciclici, solo così cesserà l’inesorabile galoppata e si potranno salvare sia le banche che i debiti di stato europei. Il costo del salvataggio sarà elevato ed intaccherà a lungo la crescita, ma sarà salutare per l’economia nel suo complesso e per le nostre aziende preferite, in particolare. 
 

Etf, nuovo prodotto sugli emergenti per iShares

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iShares, piattaforma ETF di BlackRock, amplia oggi la propria gamma di obbligazionaria disponibile su Borsa Italiana, lanciando in data odierna l’iShares Barclays Capital Emerging Market Local Govt Bond fund. Il fondo è stato quotato al London Stock Exchange lo scorso 21 giugno. Molti paesi emergenti emettono obbligazioni in dollari statunitensi o in valuta locale, con diversi rendimenti e profili di rischio. Il nuovo fondo di iShares offre accesso alle obbligazioni governative emergenti a tasso fisso denominate in valuta locale. 
 
Il fondo investe direttamente in titoli fisici e consente agli investitori un’esposizione diversificata su un segmento di mercato a cui può essere difficile e costoso accedere in modo diretto. L’iShares Barclays Capital Emerging Market Local Govt Bond fund estende a 43 i fondi della gamma obbligazionaria europea di iShares, pari a un patrimonio gestito complessivo di 30 miliardi di dollari statunitensi. In particolare, il nuovo fondo si integra con l’iShares JPMorgan $ Emerging Market Bond fund, offrendo una più ampia scelta tra le soluzioni di investimento obbligazionarie e, nello specifico, in quelle dei Paesi emergenti. 
 
Emanuele Bellingeri, Responsabile di iShares per l’Italia, commenta: “Abbiamo osservato una domanda sostenuta di strumenti di investimento per accedere efficacemente al mercato obbligazionario emergente in valuta locale. Alla base di questa domanda risiedono l'elevato rendimento di questi titoli e il potenziale valutario. Infatti, nel corso degli ultimi due anni, molte delle valute dei mercati emergenti si sono apprezzate rispetto valute forti come il dollaro USA, euro o sterline e le obbligazioni in valuta locale possono essere un valido modo per beneficiare di questo apprezzamento”. “L’iShares Barclays Capital Emerging Market Local Govt Bond soddisfa questa esigenza, fornendo, attraverso un’unica negoziazione, un'esposizione liquida e diversificata. Come per tutti i fondi, iShares fornisce quotidianamente una completa trasparenza delle obbligazioni sottostanti“. 
 

Assicurazioni in difficoltà, Axa pronta a tagliare un posto su sei

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Il gruppo assicurativo Axa intende tagliare, entro il 2015, circa 1.500 posti di lavoro. Lo scrive oggi il Financial Times Deutschland. Si tratta di un posto ogni sei, sui complessivi 9 mila, scrive il quotidiano economico tedesco. Un portavoce del gruppo, a Colonia, non ha voluto commentare la notizia. La riduzione dei posti di lavoro fa parte di un piano col quale il numero uno della filiale tedesca del gruppo francese, Frank Keuper, intende ridurre le spese del 20%.

 

Carmignac Gestion: Wright ‘’vola’’ su Londra

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Carmignac Gestion annuncia la nomina di Matthew Wright a Head of Country United-Kingdom.

Sotto la responsabilità di Davide Fregonese - Global Head of Sales and Marketing -, Matthew Wright avrà il compito di gestire e sviluppare le relazioni con i promotori  finanziari e i gestori patrimoniali del Regno Unito. La nomina anticipa l’imminente apertura dei nuovi uffici di Carmignac nella City di Londra, prevista per novembre 2011.

Prima di approdare a Carmignac Gestion, Matthew Wright è stato Head of Sales presso LV Asset Management. Ha messo a servizio di società come Fidelity and UBS un’esperienza di 15 anni nel settore asset management.

 

Risparmio gestito, la questione bond

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Shahid Ikram, Responsabile del Debito Sovrano per Aviva Investors Londra, ha dichiarato che nell’attuale ciclo economico gli investitori dovrebbero aspettarsi una maggiore volatilità dal mercato dei titoli di stato.  
 
“E’ difficile non essere preoccupati per la direzione che stanno prendendo i mercati; una lunga esperienza ci insegna che in tutte le condizioni di mercato ci sono opportunità per ottenere buoni rendimenti a condizione di rimanere vigili e razionali. Quindi, cosa dobbiamo aspettarci dal mercato dei titoli di stato?
 
Nel ciclo economico attuale ci dovremmo sicuramente aspettare una maggiore volatilità. Trinceramenti fiscali e riforme strutturali, uniti a misure di liquidità da parte delle Banche Centrali aumenteranno il verificarsi di alti e bassi in un contesto di crescita contenuta. Questo dovrebbe generare opportunità di trading più regolari dal momento che gli asset subiranno repricing in maniera regolare, offrendo opportunità a quegli investitori che si allontaneranno dalla dipendenza dal beta cercando approcci diversificati per catturare l’alfa nei mercati del debito sovrano”. 
 

Rbs, doppietta di certificati sulle industrie italiane

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Tempo di nuove uscite per il più conosciuto istituto scozzese. Stiamo parlando di due nuovi Mini Futures, sia long che short su azioni. Entrando nello specifico abbiamo due prodotti incentrati su due big dell’industria meccanica italiana. Stiamo infatti parlando di Fiat Industrial e Finmeccanica. 
 
Per il primo prodotto (bull, ovvero rialzista) abbiamo uno strike fissato al 3,5 mentre per il bear (trae beneficio da una discesa di presso del sottostante) su Finmeccanica lo strike è 6,5.
Per ulteriori informazioni cliccate qui.
 
 
 

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