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17. giugno 2019

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Società quotate e PMI

Industria, crescono gli ordini ma cala il fatturato

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di Stefania Bernardini

altGli ordinativi dell’industria italiana ad aprile sono cresciuti del 3,8% rispetto a marzo. Segnale di forte rialzo rispetto a settembre 2009 trainato dall’estero. L’Istat segna un incremento delle commesse del 6,2% su base annua.

Il fatturato, però, torna in calo cedendo su base mensile lo 0,2%. La flessione rappresenta la performance negativa del mercato nazionale con le commesse in calo dello 0,4% su base mensile.

In realtà su base annua, l'Istat registra variazioni positive su entrambi i fronti, anche se il risultato sull'estero è molto più netto (+13,7% contro il +0,9% dell'interno).

La buona performance degli ordinativi di aprile, secondo l’Istat, si deve soprattutto all’appalto relativo a materiale rotabile e a quello dei sistemi elettronici connessi al primo.

La fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche rappresentano gli incrementi più decisi con un aumento del 48%, seguiti dalla fabbricazione di mezzi di trasporto che registra una crescita del 34,6%.

Male i settori della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica che segnano una contrazione del 3,9%, delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori con un calo del 3,6% e delle fabbricazioni di prodotti chimici, -2,7%.

Il fatturato continua comunque a segnare rialzi nel confronto annuo, con un aumento del 2,2%. I ricavi esteri, rispetto a marzo, sono saliti delle 0,6% mentre sul mercato interno hanno subito una contrazione dello 0,5%, che porta il dato complessivo in negativo, dopo il rialzo del mese scorso. Ma in termini tendenziali, invece, l'Istat ha registrato aumenti sia sul territorio italiano (+1,6%) sia, in maniera più decisa, fuori confine (+3,4%).

Se si guarda alla variazione grezza l'aumento annuo nel totale risulta pari al 2,3%, con il contributo più forte che arriva dalla componente interna dei beni si consumo non durevoli.

Tornando ai dati corretti per gli effetti di calendario, ad aprile, su base annua, i rialzi più significativi si osservano nei settori della fabbricazione di mezzi di trasporto (+11,9%), delle industrie alimentari, bevande e tabacco (+7,2%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+5,9%); mentre le diminuzioni più marcate si rilevano nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-9,2%), nell'estrazione di minerali da cave e miniere (-2,9%) e nella fabbricazione di prodotti chimici (-2,8%).

Niente tagli alle bollette per l’85% delle pmi

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di Stefania Bernardini

altLo sconto energetico rivolto alle piccole e medie imprese in Italia riguarda solo le utenze collegate con una potenza impiegata superiore a 16,5 Kw. Perciò nessuna riduzione per l’85% delle pmi.

Per avere un’idea del fabbisogno energetico una comune famiglia è collegata  con una potenza di 3 Kw che per molti sale a 5 Kw.

Nel Paese almeno 4 milioni di attività e di lavoratori autonomi non saranno interessate dal provvedimento del Governosulla riduzione del 10% dei costi energetici delle Pmi perché al di sotto della soglia dei 16,5 Kw.

L’Italia è tra i paesi in cui l’energia costa di più. Secondo la Cgia di Mestre le piccole imprese pagano l'energia elettrica oltre il 68% in più della media europea. Il costo praticato nel nostro Paese è pari a circa 200 euro ogni 1.000 Kwh consumati. Inoltre le piccole imprese italiane pagano il 61% in più delle grandi imprese.

Il Governo ha deciso di abbassare la spesa elettrica dei soggetti collegati in media tensione e di quelli collegati in bassa tensione con una potenza impegnata superiore ai 16,5 Kw. Ma, stando alle stime del Ministero dello Sviluppo Economico, le imprese interessate da questo provvedimento in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale sono solo 710.000.

Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi spiega che “qualsiasi misura che abbassi le tasse o, come in questo caso, riduca i costi di produzione delle attività economiche va salutata con soddisfazione. Detto ciò, ricordo che il 95% delle imprese presenti in Italia ha meno di 10 addetti e ben oltre il 70% degli artigiani e dei commercianti lavora da solo. Appare evidente che buona parte di queste imprese e la stragrande maggioranza dei lavoratori autonomi operino con soglie di potenza impegnata ben inferiori ai 16,5 Kw”.

BPM: ASSUNTI NUOVI PROFESSIONISTI NEL PRIVATE BANKING DEL GRUPPO

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altIn linea con gli obiettivi previsti dal Piano Industriale, Banca Popolare di Milano rafforza la sua strategia di crescita, inserendo due nuovi professionisti all’interno della divisione Private Banking del Gruppo BPM.

Il dott. Adriano Mario Allara, laureato in Economia Bancaria Finanziaria e Assicurativa, ha iniziato la sua esperienza lavorativa nel 1999 in Deutsche Bank, in cui ha dapprima ricoperto il ruolo di gestore mass market e successivamente di private banker. Nel 2008 ha proseguito la sua carriera professionale all’interno di UBI Banca, sempre in qualità di private banker.

Nel 2013 ha iniziato il suo percorso in Banca Popolare di Milano presso il Private Banking.

Il dott. Daniele Settecasi, laureato presso l’ Università Luigi Bocconi di Milano, ha lavorato in Deutsche Bank ricoprendo diversi ruoli, tra cui il dirigente di filiale. Dal 2007 ha cominciato la sua esperienza come private banker.

Attraverso queste due assunzioni BPM conferma la volontà di servire i propri clienti investendo su professionisti altamente qualificati e di comprovata competenza.

Vodafone vuole espandersi nel settore automotive

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altIl colosso internazionale delle telecomunicazioni sta dimostrando un forte interesse per un’azienda tutta italiana specializzata in servizi telematici ed eletronici per l’auto.

Vodafone, dunque, ha offerto 1,49 euro per azione, per un totale di 145 milioni di euro, per la varesina Cobra Automotive Technologies. N’offerts che rappresenta un premio del 51% rispetto al prezzo di chiusura del titolo di venerdì sera.

Ovviamente la notizia ha rappresentato un notevole boost per i titolo Cobra che ha guadagnato già in apertura di giornata il 49,24%.

Sembra che Vodafone abbia già raggiunto un accordo con Intek Group e Serafino Memmola, i maggiori azionisti di Cobra che rappresentano complessivamente il 73,96% della società e che porteranno in adesione tutte all’offerta della società britannica tutte le azioni da loro possedute.

Affinché l’accordo sia valido Vodafone dovrà detenere almeno il 95% del capitale di Cobra e l’acquisizione, che dovrebbe essere portata a termine nel terzo trimestre dell’anno, dovrà essere approvata dalle autorità competenti.

Vodafone sembra interessata a Cobra, che nel primo trimestre dell’anno ha registrato ricavi per 36,6 milioni di euro, perché vuole muoversi verso le tecnologie per le connected cars, su cui stanno scommettendo anche altri colossi della tecnoloia, primo tra tutti Apple.

Una nota diffusa dalla stessa Vodafone specifica che “l’acquisizione di Cobra è in linea con la strategia di Vodafone di espandere la propria capacità machine-to-machine oltre la connettività”

“Abbiamo in programma di investire nel business per offrire ai nostri clienti una gamma completa di servizi telematici” ha affermato Erik Brenneis, direttore del M2M (Machine – to – Machine) di Vodafone.

FinecoBank lancia l’App di MoneyMap, il bilancio familiare a portata di tag

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altFinecoBank, la banca diretta multicanale del gruppo UniCredit, conferma il suo impegno nel


creare servizi sempre innovativi e facili da usare con il lancio della nuova App di MoneyMap per
iPhone e smartphone Android.

Si tratta di una novità assoluta per i clienti Fineco e il panorama italiano, essendo il primo
servizio di Bilancio Familiare automatico e integrato con i movimenti del conto corrente
sviluppato e pensato per il mondo App.

Tutti i servizi di MoneyMap diventano subito disponibili anche in mobilità, permettendo così un
controllo ancora più veloce e semplice del proprio conto e dei propri risparmi. I clienti Fineco
potranno ad esempio categorizzare in ogni momento le spese effettuate, visualizzare il proprio
livello di risparmio e la vicinanza con le soglie di budget determinate, anche già al momento in
cui effettuano le loro spese.

A questo si aggiunge il vero valore aggiunto della nuova applicazione: le modalità di
visualizzazione e l'usabilità sono infatti state appositamente pensate per sfruttare al meglio
tutte le potenzialità del mondo App.

La nuova App prevede inoltre alcuni servizi del tutto nuovi, come la possibilità di assegnare un
promemoria e un tag a ogni spesa, di localizzare in automatico una spesa direttamente dal Gps
dello smartphone, di scattare una foto dello scontrino o del prodotto e abbinarlo alla singola
spesa.

MoneyMap App e web sono sincronizzati in automatico, permettendo al cliente di avere sempre
tutto sotto controllo e a portata di mano, nella massima sicurezza. 

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