ifanews

19. settembre 2019

Ultimo aggiornamento03:56:17 PM GMT

Sei qui: Società quotate e PMI
Banner

Società quotate e PMI

Privatizzazioni: si inizia con Poste ed Enav

E-mail Stampa PDF

altL'Italia inizia a muovere i primi passi verso le privatizzazioni di cui si è tanto parlato durante gli ultimi Governi.


Le prime ad avventurarsi sono Enav (Ente Nazionale Assistenza Volo) e Poste Italiane che correranno verso la quotazione in Borsa probabilmente entro quest'anno.


L'approvazione definitiva dei due Dpcm, che nelle settimane passate avevano già ricevuto il parere positivo delle commissioni parlamentari competenti, era l'ultimo passo necessario per compiere l'iter legislativo che autorizza la cessione delle quote di minoranza delle due società.


Un iter iniziato il 24 gennaio scorso con il Governo Letta che, secondo quanto spiegato dall'allora Ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, porterebbe alla vendita fino al 40% delle azioni delle Poste e fino al 49% delle azioni di Enava, fruttando allo Stato fino a 5,8 miliardi di euro.


La strada della quotazione in Borsa sembra essere preferita per entrambe le società che, con tutta probabilità, si presenteranno sul mercato con un'offertadi vendita rivolta ai risparmiatori italiani.
 

Boom di stranieri nel settore commerciale

E-mail Stampa PDF

di Stefania Bernardini

altQuasi un imprenditore su due nei mercati italiani è nato all’estero. Cresciuti del 4,6% rispetto al 2011. La tendenza alla “deitaliazione” nel comparto commerciale del Paese è emersa attraverso lo studio “Piazza affari” condotto da Indis Unioncamere in collaborazione con Anva, l’associazione di Confesercenti che riunisce gli imprenditori del commercio al dettaglio su area pubblica.

Da quanto si legge, gli stranieri sono stati fondamentali per permettere al settore di crescere durante la crisi. Nel biennio 2012-2013, il periodo più buio della recessione, l’attività dei mercati è stata l’unica a registrare un saldo positivo per 6.803 imprese.

Negli ultimi due anni gli stranieri che hanno aperto una nuova attività sono stati il 70% del totale nazionale. La maggior parte proviene dall’Africa e dall’Asia. Poco spazio all’imprenditoria femminile, per l’80% dei neo commercianti si tratta di uomini relativamente giovani.

L’età media dei commercianti ambulanti è di 46,6 anni e il Sud sembra essere il territorio preferito dagli stranieri. Nell’Italia meridionale quasi un commerciante su due è nato all’estero.

Proprio grazie alla componente straniera il commercio al dettaglio su area pubblica è uno dei comparti nazionali più vitali con oltre 30 miliardi di fatturato, 182.763 imprese e 250mila addetti divisi tra quasi 6mila mercati in tutta Italia.

Fmi, l’Italia è poco innovativa

E-mail Stampa PDF

di Stefania Bernardini

altRiforme strutturali per innovare ed espandere le dimensioni d’impresa. Questa è la ricetta consigliata all’Italia dal Fondo monetario internazionale.

 

Secondo lo studio dell’economista dell’Fmi Andrew Tiffin, nel Paese c’è un gap di competitività. Le aziende italiane non riescono a stare al passo con gli standard dei principali competitor europei.

Le industrie tradizionali del Bel Paese (tessile, dell’arredamento e del cibo) continuano ad avere un forte peso sull’export, ma altri settori come il farmaceutico e quello dell’industria d’avanguardia sono quasi inesistenti.

Il settore commerciale italiano continua a collocarsi tra i leader mondiali solo grazie ai fornitori specializzati, ossia imprese più piccole che progettano, sviluppano e producono strumenti fatti su misura per particolari processi o esigenze produttive. Aziende dotate di agilità e inventiva spesso organizzate in una rete flessibile di piccole e medie imprese o in comparti industriali.

Tuttavia per il Fondo monetario sarebbero due le cause che frenano lo sviluppo dei settori più innovativi in Italia: la rigidità della burocrazia e le ridotte dimensioni delle aziende.

Le imprese medio-piccole non si adeguano alla natura mutevole della produttività globale, dove società di maggiori dimensioni hanno più successo nell'imporre un brand mondiale, nel finanziarsi e nell'integrare un ciclo degli approvvigionamenti internazionale.

L’Fmi suggerisce “riforme strutturali per rimuovere le barriere alla crescita delle imprese e incoraggiare investimenti diretti dall'estero" che favorirebbero anche un maggiore sviluppo delle imprese all'avanguardia nel comparto scientifico

In Italia salgono le immatricolazoni di auto

E-mail Stampa PDF

altNel mese di aprile appena trascorso la Motorizzazione italiana ha immatricolato ben 119.099 autovetture con un incremento dell' 1,94% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.


I passaggi di proprietà, con relative vendite di auto usate, sono stati 357.966, con una crescita tendenziale del 5,12%.
Secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, dall'inizio del 2014 sono state immatricolate in totale 496.318 automobili, il 5,01% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Anche Fiat Chrysler Automobiles può gioire di quest'andamento, la quota della multinazionale dell'auto guidata da Marchionne, infatti, è salita ad aprile dal 29,04% rispetto al 28,1% del mese di marzo.

L'anno scorso, però, le cose sembravano andare meglio per la Fiat, che ad aprile 2013 aveva venduto l'1,7% in più rispetto all'anno corrente.

Dal Lingotto commentano che il calo "comprende anche quella quota di clienti che avrebbero voluto prendere vetture a metano o gpl del Gruppo ma che, alla notizia degli eco incentivi destinati soprattutto a queste vetture, hanno preferito rimandare l'acquisto, penalizzando cosi' il risultato finale di Fiat Chrysler Automobiles".
In totale nel progressivo annuo le registrazioni di Fiat Chrysler Automobiles sono state oltre 140.000, per una quota del 28,3 per cento.
Le vetture del gruppo Fiat hanno performato molto bene nei relativi segmenti di mercato, la Panda è risultata prima con il 37,5% del mercato di riferimento, bene anche la 500L e la Freemont, rispettivamente al 60,4% e al 25%.
Federauto, però, mette in guardia: senza gli interventi giusti “i modesti rimbalzi positivi” del mercato potrebbero essere frenati.  

MPS: convocata l'assemblea dei soci

E-mail Stampa PDF

altInizio di settimana complicato per Monte dei Paschi di Siena con ben due convocazioni dell'assemblea dei soci per approvare il bilancio 2013 chiuso con ben 1,43 miliardi di debito.

L'assemblea è chiamata anche a decidere sulle modifiche statuarie che riguardano quote di genere e amministratori indipendenti.

E' la prima convocazione dopo le compravendite di marzo e per Mps è l'occasione per pesare i nuovi equilibri societari con tre novità importanti: Blackrock che partecipa al 3,2% del capitale, Fintech col 4,5% e Btg Pactual col 2%. Il duo Finteg Btg ha stretto con Antonella Mansi un patto sul 9% del capitale che potrebbe garantirgli la maggioranza in cda, attualmente guidato da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola.

Molto probabilmente l'assemblea riuscirà ad arrivare ad un risultato solo nella seconda giornata di convocazione, per la prima, infatti, era necessario un quorum 50,1% del capitale.

Per il prossimo maggio, invece, è attesa l'approvazione di aumento di capitale fino ad un massimo di 5 miliardi proposto dal consiglio di amministrazione della banca.

Pagina 6 di 195