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22. gennaio 2021

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Royalties: arrivano i dati del MISE, è Viggiano il comune più ricco d’Europa, ma il vantaggio qual è?

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PIOGGIA DI DANAROEra il 20 agosto dell'anno 2014. In tempi non sospetti, prima che i riflettori fossero accesi su Viggiano e sull'ENI, così scriveva LA GAZZETTA DELLA VAL D'AGRI...

Che fine fanno le royalties che i comuni lucani incassano da anni? [NDR]

"E’ una logica conseguenza: aumentano le estrazioni, aumentano le royalties. Un po’ meno logico che le percentuali rimangano basse e che di tutti questi soldi non si vedano benefici tangibili. La Basilicata infatti continua a sprofondare in uno stato di miseria sempre più irreversibile man mano che aumentano le entrate relative al petrolio. Un’altra delle magie di questa regione.
Sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico è stato pubblicato l’elenco delle regioni e dei 28 comuni che hanno percepito royalties per le estrazioni petrolifere sul loro territorio, e Viggiano risulta di gran lunga al primo posto, non solo in Italia ma addirittura in Europa, con un ingresso di molto superiore a 18 milioni di euro. A seguire ci sono sempre Comuni lucani: Calvello (con circa 4 milioni), Grumento Nova (3,6) Marsico Nuovo (2 milioni) e Montemurro (660 mila euro). Marsicovetere è a metà classifica, con 74.000 euro, mentre il primo comune non lucano in lista è Ravenna, con 450 mila euro.
Tanti soldi, una pioggia infinita per realtà così piccole, forse troppo perchè si possa pensare ad un beneficio reale e trasversale. Proprio da Viggiano, infatti, molto spesso partono cori di sofferenza di massa tra cittadini disoccupati che non solo non vengono ripagati del disagio arrecato dall’inquinamento, ma non hanno neanche la possibilità di guadagnare onestamente uno stipendio."

Infatti, il tema centrale della Val D'Agri è questo: che fine fanno le royalties che i Comuni lucani incassano, da anni? La domanda è obbligatoria. Ma, non è al centro dell'attenzione dei media, nè oggetto di indagine (pare), nè priorità degli operatori politici. L'attenzione è tutta spostata su altro, per fare rumore così coprendo il vero problema della Val D'Agri che sopporta tutti i disagi derivanti dall'estrazione petrolifera ma non ne raccoglie i frutti, neanche in minima parte. Nessun investimento è stato fatto per creare lavoro e la popolazione soffre due volte: per l'inquinamento e per la disoccupazione alta. La Lucania è una bella terra e meriterebbe di essere rivalutata. La mancanza di lavoro la spopola e la abbrutisce. Questo stato di cose confligge con le dichiarazioni frequenti che vorrebbero, invece, valorizzare il territorio italiano come risorsa primaria nazionale, anche e soprattutto, sotto il profilo economico.

Giannina Puddu

 

CENTRO OLI VIGGIANO BASILICATA, ENI COMMETTE SUICIDIO AZIENDALE

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viggianoMarsiglia, Presidente FEDERPETROLI ITALIA

<<Con l'annuncio del blocco dei contratti con i fornitori dell'indotto industriale del Centro Oli (COVA) di Viaggiano (Potenza) in Basilicata e la cassa integrazione, ENI commette un suicidio aziendale. Chiediamo come FederPetroli Italia, che si rifletta, prima di fare altre operazioni azzardate da parte dell'azienda energetica di Stato>> le parole del Presidente di FederPetroli Italia - Michele Marsiglia dopo la decisione dell'ENI di bloccare i contratti con i fornitori e la cassa integrazione dei lavoratori del sito industriale di Viggiano.

Continua Marsiglia <<Certamente con un  sequestro la situazione non è facile e sta comportando all'azienda ed a tutto l'indotto energetico una grande perdita economica, ma a soli pochi giorni dal sequestro non si possono decretare decisioni così azzardate e da kamikaze. Adesso non c'è più in gioco solo un logo con un cane a sei zampe ma il destino di aziende, lavoratori e famiglie.

Ad un grande colosso energetico mondiale come ENI, basta un'inchiesta per destabilizzare lo scenario industriale? Sembra del tutto esagerato. Se l'ENI avesse investito in questi ultimi anni sul terriotorio italiano con una diversificazione di attività e secondo una chiara Strategia Energetica in diversi segmenti dell'energia, sicuramente non si sarebbe arrivati a tutto questo, è evidente che oggi l'azienda verte in una situazione di stallo nelle attività strategiche e produttive. Stanno sbagliando la politica di sviluppo industriale e questo è un errore che pagheranno tutte le aziende.

Stiamo facendo di tutto per creare lavoro, rendere più semplici gli accreditamenti per le aziende, puntare su una eco-sostenibilità per ristabilire un equilibrio industriale e sociale ed invece assistiamo a queste decisioni che non si sa di chi. Chi si assume la responsabilità di queste decisioni? Non penso gli azionisti ENI ed i tanti lavoratori>>

LIUC - CASTELLANZA - IL PRIVATE EQUITY IN ITALIA NEL 2015

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LIUC PRIVATE EQUITYNEL 2015 REALIZZATI IN ITALIA 109 INVESTIMENTI. LA FOTOGRAFIA DEL PRIVATE EQUITY ITALIANO NEL 2015 SCATTATA DALL’OSSERVATORIO: 109 OPERAZIONI SU AZIENDE CON FATTURATO MEDIO PARI A CIRCA 35 MILIONI DI EURO, 90 DIPENDENTI E PER LO PIÙ CONCENTRATE NEL COMPARTO MANIFATTURIERO. SI CONSOLIDA LA LEADERSHIP DELLE OPERAZIONI DI MAGGIORANZA.
Castellanza, 27 aprile 2016 – Il quindicesimo Rapporto dell’Osservatorio Private Equity Monitor – PEM® della LIUC – Università Cattaneo sarà presentato oggi nell’ambito di una tavola rotonda che si terrà a partire dalle ore 17,00 presso la Sala Leonardo del Centro Congressi Palazzo delle Stelline di Milano, in Corso Magenta 61.
L’Osservatorio Private Equity Monitor - PEM pone in essere la sua attività di ricerca grazie al contributo di Argos Soditic Italia, EY, Fondo Italiano di Investimento SGR e King&Wood Mallesons Studio Legale ed è presieduto da Anna Gervasoni e coordinato da Francesco Bollazzi. L’Osservatorio da oltre un decennio effettua un
monitoraggio costante dell’attività di investimento in private equity.
“Il 2015 segna un anno di grande ripresa delle operazioni di private equity. – afferma Anna Gervasoni, Presidente PEM  – Siamo tornati ad un nuovo record delle attività
come quelle registrate negli anni precedenti alla crisi del 2008. Questo fa ben sperare verso una ripresa e crescita del mercato per gli anni a venire”. Proprio per l’anno a venire, Davide Proverbio di King&Wood Mallesons Studio Legale si attende un consolidamento di un trend già sperimentato nel 2015, quello degli investimenti da parte di investitori istituzionali e/o industriali cinesi, magari in joint venture tra loro, sul mercato sia primario sia secondario: la seconda tipologia di investimento dovrebbe favorire le exit da parte dei private equity italiani che abbiano investito nei settori di più immediato interesse per gli investitori del far east, meccanica avanzata, robotica e moda.
I buy out consolidano la leadership di mercato. Dal punto di vista delle principali evidenze, nel 2015 il mercato accentua la tendenza già registrata nell’ultimo biennio (dopo la parentesi del 2011 e del 2012), con una netta prevalenza delle operazioni di Buy out, che si attestano al 77% delle preferenze, in deciso aumento rispetto all’anno precedente (57%). Le operazioni di Expansion perdono decisamente rilevanza, con un 16% di frequenza in deciso calo rispetto al 2014. Il residuo 27% del mercato è costituito dai Turnaround, che confermano la propria quota di mercato (5%), e dai Replacement (2%, rispetto all’1% del 2014). Anche se molto probabilmente con modalità differenti rispetto a quanto avvenuto in passato, questo dato conferma come gli operatori continuino ad indirizzare l’attenzione verso operazioni in cui l’acquisizione della maggioranza consenta sia una massimizzazione dei rendimenti, sia un approccio in linea con le professionalità maturate nel tempo, pur in presenza di una leva finanziaria ormai da qualche anno sempre piuttosto contenuta. Sempre con riferimento alla tipologia di deals realizzati, sono stati registrati 21 add-on (19% del mercato complessivo), in aumento rispetto al dato del 2014 (8 operazioni, 9% del mercato), a conferma di un ruolo ormai consolidato assunto da tale categoria di operazioni nel settore.
Clessidra è risultato l’operatore più attivo, chiudendo 5 operazioni (tra cui un add-on), seguito da Ardian e Assietta Private Equity, ciascuno con 4 investimenti all’attivo. Nel
dettaglio, a livello di concentrazione del mercato, nel corso dell’anno 26 operatori hanno realizzato il 50% dell’intera attività d’investimento. Il mercato risulta, quindi, meno
concentrato rispetto al 2014, anno in cui circa la metà delle operazioni era rappresentata da 20 operatori. Le imprese familiari le più ricercate In termini di deal origination, non emergono novità rispetto agli ultimi anni: le imprese familiari continuano a rappresentare la maggior parte delle opportunità di investimento ed, anzi, registrano un incremento significativo rispetto allo scorso anno (61% vs 47%). Diminuiscono rispetto all’anno precedente le cessioni di rami d’azienda da parte di gruppi nazionali (13% rispetto al 20%). Confermano la propria rilevanza i Secondary Buy out, pur in leggera contrazione rispetto al 2014 (20% rispetto al 24%). Stabile, invece, la cessione di
quote di minoranza tra operatori (6%). Non si sono registrate, invece, cessioni di rami d’azienda di imprese straniere (rappresentanti l’1% nel 2014), già in contrazione lo scorso anno. La Lombardia ed il manifatturiero si confermano ai primi posti.  Sul fronte della distribuzione geografica delle imprese target, la Lombardia, regione che da
sempre risulta essere il principale bacino per gli operatori, nel corso del 2015 ha rappresentato il 46% del mercato. Seguono a distanza l’Emilia Romagna (16% del totale) e
il Friuli Venezia Giulia (8%). Il Veneto occupa il quarto posto in graduatoria (7%). Il Piemonte conferma il risultato dello scorso anno, facendo registrare 6 investimenti. Il
Mezzogiorno vede chiudersi solo tre operazioni, di cui due in Sicilia ed una in Campania. Per quanto concerne i settori d’intervento, il 2015 conferma l’ormai consolidato interesse degli operatori verso il manifatturiero e la tenuta del comparto dei beni di consumo, seppur con percentuali decisamente più contenute rispetto agli scorsi anni, fattore che favorisce l’avanzata di settori quali alimentare, terziario, Pharma e servizi finanziari. In calo la dimensione media delle imprese target.  Con riferimento alle caratteristiche economico-finanziarie delle imprese target e, quindi, al volume di ricavi, il dato mediano risulta pari a 34,2 milioni di Euro, in diminuzione rispetto al valore del 2014. Il 63% degli investimenti è indirizzato verso imprese che non superano un fatturato di 60 milioni di Euro, in aumento rispetto a quanto registrato lo scorso anno (52%). Si rileva una diminuzione delle operazioni in aziende con classi di fatturato medioalto (30%), in particolare nelle realtà tra i 101 e 300 milioni di Euro (13%, rispetto al 20%
del 2014). I deal su aziende di grandi dimensioni hanno rappresentato solo il 6% del mercato e sono state condotte principalmente da operatori esteri (ben 4 su 6).
Aumentano i multipli di ingresso. Da ultimo, una ulteriore evidenza è relativa al multiplo sull’EBITDA, che ha registrato un valore mediano pari a 7,7x. Tale dato risulta in decisa crescita rispetto allo scorso anno (7,1x). Il valore medio di Enterprise Value delle società oggetto di acquisizione si è attestato intorno agli 80 milioni di Euro, in decremento sul dato dell’anno precedente (100 milioni di Euro), evidenza che trova la sua principale spiegazione nella diminuita dimensione media degli investimenti posti in essere dagli operatori. “La crescita dei multipli in Italia è in linea con ciò che sta avvenendo nel resto del mondo.” afferma Enrico Silva, responsabile per l’Italia del team Private Equity Transaction Services di EY. “In US e nel resto d’Europa i buy out hanno registrato nel 2015 multipli medi ancora più alti che in Italia, di poco superiori a 10x, e in costante crescita rispetto agli anni precedenti. La crescita dei multipli è essenzialmente riconducibile ad un incremento della competizione sui deals, dovuta a una sempre più accentuata presenza di corporate e di operatori esteri e al basso costo del denaro”. “Quest’anno si riscontra un mercato in crescita – afferma Jean Pierre di Benedetto di Argos Soditic – da un punto di vista quantitativo ma con ancor più importanti sfumature qualitative: prezzi in crescita ed un rinnovato interesse per il nostro mercato da parte di investitori esteri che tornano ad aver fiducia nelle prospettive della nostra economia.”

ATTENTO, PRESIDENTE RENZI: PRIMA O POI L'EX CLASSE MEDIA TORNERA' A VOTARE...

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voloDi Giorgio Ornano

Riportiamo "in media" l'ex "classe media", prima che superi la depressione e torni a vot[l]are.
Renzi oscilla tra colpi d’ ala da statista come la decisa posizione umanitaria pro migranti a la giusta opposizione all’ austerità che soffoca l’ economia in tutta Europa e scivolamenti da furbetto del quartierino, tipo il mancato accorpamento di date tra il referendum sulle trivelle e le amministrative per sabotare il quorum, gettando dalla finestra un sacco di soldi e l’ invito poco democratico a non votarlo, il tutto condito con la consueta arroganza che fece scrivere a un grande giornalista come Ferruccio De Bortoli un articolo memorabile” Il nemico allo specchio” ,nel senso che Renzi doveva temere , più di altri, se stesso. E siccome De Bortoli, allora direttore del “ Corriere della sera”, non scriveva a caso accennò anche a massoni vicini al patto del Nazareno con le parole “sospetti di stantio odore di massoneria”- Al tempo quel riferimento sorprese molti. Ora quelle parole si dimostrano realistiche per l’ aiuto numericamente decisivo dato da Verdini al Governo , ma, soprattutto, per le frequentazioni del padre della Boschi con un individuo impresentabile come Flavio Carboni, sempre al centro di fatti criminali ( non fu lui ad accompagnare Calvi all’ appuntamento con la morte a Londra ?), anche se fu assolto nei 3 gradi di giudizio per questa storia, ma condannato per altri pesanti crimini. Tutto questo a dimostrazione che il giglio magico che attornia Renzi non é propriamente immacolato. E ora il caso Guidi. Renzi definisce inopportuna la telefonata del Ministro al fidanzato faccendiere Gianluca Gemelli. Semanticamente l’ aggettivo é una inappropriata limitazione del fatto, che io definirei piuttosto un indecente, vergognoso conflitto di interessi. A meno che inopportuno si riferisse al fatto che la Guidi si sia fatta beccare al telefono anziché comunicare la notizia a voce. Ah. l’ amour che induce a fretta frenetiche !Tra l’ altro ulteriori intercettazioni alzano il coperchio di un vaso di Pandora da cui escono miasmi mefitici che svelano pessimi rapporti tra ministri e sottosegretari: una grana cui Renzi avrebbe fatto volentieri a meno. Si noti che la Guidi rivela anche un linguaggio piuttosto volgare e un non velato razzismo quanto accenna a sguattere guatemalteche . Una persona inadeguata all’ alta carica ricoperta.
Lo scandalo Panama Papers dimostra quanto sia diffusa a livello cosmico l’evasione, anche perché Panama é solo la punta di un iceberg. Ben altri, più consistenti paradisi fiscali esistono al mondo : Dubai, Lussemburgo, Singapore, isole caraibiche e della Manica, Cipro e, fino a poco tempo fa, in Vaticano e S.Marino. La Svizzera, obtorto collo, ha dovuto
mettersi a posto dopo le micidiali multe comminate dagli USA alle banche elvetiche. Stime americane valutano ii depositi nei paradisi fiscali almeno 121 miliardi di dollari, Non é un caso che molti ingenti depositi abbiano lasciato le banche svizzere per trovare più segreta impermeabilità in cassette di sicurezza private nel Canton Ticino. Una curiosità : malgrado la politica di Obama di inflessibile contrasto all’ evasione, paradossalmente alcuni stati americani brillano per essere sicuri paradisi fiscali ( Nevada, Delaware e Wyoming). Naturalmente, tra i frequentatori della società panamense di consulenza finanziaria non potevano mancare gli italiani, recordman di evasione fiscali in Europa. Ne vedremo delle belle quando sarà completa la lista degli italiani coinvolti. Questi paradisi fiscali confermano quanto sia riprovevole la benevolenza dimostrata da Renzi verso gli evasori.

Stupefacente poi il commento del Ministro Poletti “ Questo é il Governo più a sinistra che L’Italia abbia mai avuto “ Mi viene in mente l’ addio alla madre di Compare Turiddu nella Cavalleria Rusticana “ Mamma quel vino é generoso, oggi troppi bicchieri ne ho tracannati” . Poletti, era Sangiovese o Lambrusco ? Tanto di sinistra che quando il governo di Hollande ha tentato una riproposizione del Job Acts ,poco é mancato che in Francia scoppiasse una rivoluzione. Ma i francesi hanno i cosiddetti, mentre gli italiani si limitano a brontolare, iniziando dalla remissiva opposizione interna del PD.
Ma i guai maggiori di Renzi derivano dall’ aver mancato l’ uscita dalla recessione, mentre i suoi trionfalistici annunci economici vengono sempre implacabilmente smentiti da Bruxelles che ridimensiona al ribasso le nostre stime.
Non si esce dalla crisi perché non ripartono i consumi.

Provo ad indicare quelli che, secondo me, ne sono i motivi principali :

A) la pressione fiscale, diretta e indiretta, continua a crescere, malgrado le fandonie renziane. Il prezzo dei carburanti, gasolio da riscaldamento compreso, é sceso in misura ridicola rispetto al pesante crollo del petrolio, causa le fortissime accise, i pedaggi autostradali sono aumentati in maniera scandalosa al pari dell’ acqua, il costo di un francobollo é salito da 0,70 a 0,95, il che, per le aziende, é un fortissimo aumento e, sicuramente ho omesso altri balzelli. Il Governo, nello sbandierato annuncio di diminuzione imposte, ha scelto come priorità di tagliare le imposte sulla casa esentando anche immobili di lusso. La misura, oltre ad essere un’ imposta regressiva non ha rilanciato i consumi e ha dato fastidio all’ Europa dove non esiste esenzione sulla prima casa. Personalmente avrei iniziato a dare un taglio all’Irpef, misura più incisiva nel rilancio dell’ economia e più equa.

B) Le somme enormi nascoste all’ estero dagli evasori in gran parte sono indisponibili per investimenti in Italia ed é proprio la carenza di investimenti che frena la ripresa.

C)Il massacro dei pensionati scelti come vittime sacrificali. Secondo studi dell’ottima CGIA , i pensionati negli ultimi 15 anni hanno perso il 30% del loro potere d’ acquisto. In questo quadro appare iniquo il blocco dell’ adeguamento delle pensioni all’ inflazione imposto dalla legge Fornero ed ora rinnovato. I pensionati superano i 16 milioni di persone, evidente quindi il loro peso sulla’ economia nazionale, anche perché delle loro pensioni beneficiano coniugi e spesso-si legge-figli e nipoti disoccupati. A spanne, quindi, almeno 25 milioni di italiani. Il governo Renzi li ha esclusi dal regalo elettorale dei famosi €.80,00 non hanno partecipato per ragioni anagrafiche al bonus bebè, infine quando é stato fatto balenare un aumento di €80,00 per le pensioni minime, per magia questa possibilità é sparita dal DEF. E’stata inoltre ignorata la decisione della Corte Costituzionale ( cosa mai vista !) di ripristinare l’ adeguamento delle pensioni al caro vita perché troppo costoso. I soldi invece ci sarebbero se smettessimo di fare regali ad evasione e corruzione. L’ insospettabile dr. Cantone valuta che la corruzione, solo nella Sanità, valga almeno 6 mdl.di €. E’ noto che un paese cresce quando la classe media é forte. Folle colpire i pensionati che ne costituiscono il nerbo. Risultato : aumentano tanto il numero dei poveri che il numero dei troppo ricchi, il che é iniquo oltre che stupido perché anche l’ex classe media prima o poi finalmente vota.

"L'UOMO E' UN ANIMALE POLITICO"

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aristotele196E questo suo stato può, in certe condizioni, renderlo anche libero di non votare. Conservando la sua condizione di "buon cittadino". [NDR]

Di Matteo Maria Martinoli - Milano

I telegiornali di ieri (11/04/2016), hanno offerto gli aberranti interventi pubblici dei vertici  Italiani e dell'Unione europea rispettivamente
contro il diritto costituzionalmente sancito dell'elettore di non partecipare a referendum (costituzionalmente soltanto il voto per l'elezione del parlamento è un dovere civico) e contro l'obiezione di coscienza nei confronti dell'aborto procurato (prevista dalla stessa legge 194).
Ovviamente nessuno (dal più eccelso costituzionalista al "re" degli ignoranti) considera cattivi tutti i cittadini minorenni per il semplice fatto che, non essendo elettori, non votano. Chi davvero potrebbe considerare cattivi cittadini la stragrande maggioranza degli elettori che si è astenuta dal partecipare in molteplici referendum, ultimo dei quali quello sulla legge 40 nel 2015 (75%)? Sarebbe un po' come se qualche guru della nonviolenza denigrasse violentemente l'obiezione di coscienza: incredibile! Se è sempre vero lo slogan che se non ti occupi di politica sarà la politica a occuparsi di te; diviene oggi importante chiarire in quali casi sia falsa l'argomentazione conseguente, secondo la quale l'assente avrebbe sempre torto. Secondo l'espressione aristotelica l'uomo è un animale politico (un essere sociale-relazionale) perciò quando si disinteressa del bene comune genera un duplice effetto: è meno libero e priva del suo contributo personale il bene comune, quindi impoverisce e incattivisce l'intera umanità. Ma quando un impegno coscienzioso e uno studio approfondito della concreta situazione storica in cui si trova, conducono una persona, una comunità o un popolo alla consapevolezza che determinate istituzioni politiche siano ostili e impermeabili alla costruzione del bene comune non parteciparvi diverrebbe oltre che moralmente doveroso, anche politicamente utile al ripristino della libertà e dei diritti umani.
La Rosa Bianca durante il nazismo, i dissidenti chiusi nei lager sovietici e in Italia dal non expedit di Pio IX alla scomunica di Pio XII verso aderenti ed elettori del PCI, possono essere oggi valutate come pavidi disimpegni o non piuttosto come reazioni capaci di rovesciare ideologie disumane e cerchie anticlericali che marciavano a tappe forzate verso Stati totalitari?

GLI INTERVENTI DELLE BANCHE CENTRALI

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FIDUCIADi Yuchen Xia, Portfolio Manager in MoneyFarm

Dopo circa 10 anni durate i quali le banche centrali hanno operato per rimediare alla crisi finanziari che ha colpito l’economia globale, la fede degli investitori nell’efficace dei loro interventi ha iniziato a svanire negli ultimi anni. Il QE, i bassi tassi d’interesse, la strategia di comunicazione pubblica etc non sono stati risolutivi e gli investitori temono che banche centrali abbiano giocato tutte le carte in loro possesso per aiutare la crescita globale e generare inflazione. Inoltre,  la  lenta  crescita  economica, la  mancata  spinta  inflazionista e  i  fattori  di  rischio esterni hanno portato i policymakers a rimanere sulla difensiva, come dimostrato in particolare nei primi mesi del 2016. Nell’ultimo periodo abbiamo assistito a diverse operazioni da parte delle banche centrali. Prime fra tutte, la  Banca Centrale Europea (BCE) e la Bank of Japan(BoJ) si sono mostrate le più determinate nella lotta contro la deflazione e la stagnazione economica. Il pacchetto di misure previste dalla BCE include un ulteriore taglio dei tassi d’interesse, una estensione del QE non solo nell’ammontare di titoli comprati ma anche nella tipologia di titoli comprati (oltre a titoli governativi, ora anche alcuni  titoli  obbligazionari  societari  potranno  essere  comprati) e  di  conseguenza  un  incoraggiamento  verso  la maggiore circolazione di denaro, spingendo le banche all’erogazione   di nuovi prestiti. Anche negli Stati Uniti, dove la situazione economica appare più solida, non mancano le preoccupazioni per una crescita globale lenta, come dimostrato  della FED e della sua decisione di tenere invariati i tassi di interesse. Emergono  quindi  temi  comuni  alle  banche  centrali  globali  accomunate  dalla  risoluzione  delle  medesime problematiche. La reazione dei mercati. L’intervento delle banche centrali, nonostante sia la dimostrazione di un sostegno necessario ad un’economia che fatica a crescere, ha rinvigorito la fiducia degli investitori e influenzato i mercati.  La volatilità sui mercati azionari e di credito negli ultimi anni  è stata molto correlata con il tono usato  dalle banche centrali. Un esempio recente  è l’intervento a marzo della BCE, che annunciando l’espansione del suo piano di acquisto ha avuto un impatto enorme sul mercato delle obbligazioni societarie. È importante sottolineare come anche la cosiddetta forward guidance (la strategia di comunicazione pubblica) sia a  tutti  gli  effetti  uno  strumento  di  politica  monetaria,  tramite  la  quale  una  banca  centrale  regole  le  attese  degli operatori economici. L’annuncio della BCE di nuove politiche hanno fatto, come è normale aspettarsi, indebolire l’Euro, che poi si è rafforzato in seguito alle parole di Draghi sul fatto che ulteriori tagli non saranno necessari. Le aspettative di tassi non in diminuzione hanno pesato più delle effettive politiche dispiegate. Si era osservata una reazione simile alle scelte della Boj di implementare tassi di interesse negativi, che contrariamente alle attese ha portato a un rafforzamento dello Yen. Una chiara evidenza dei limiti delle politiche monetarie in atto che tuttavia, stanno sostenendo i mercati e la loro ripresa, dopo un inizio anno difficile. L’effetto palliativo. Alcuni economisti non mancano di rimarcare il fatto che in fondo l’intervento della Bce è solo un palliativo,  un modo per temporeggiare in mancanza di riforme strutturali efficaci. La ripresa economica non potrà che passare  per i governi e il loro operato, meglio ancora se prima che l’effetto “palliativo” possa svanire.

UN MOSTRO POLITICO MANOVRATO DALLA DITTATURA FINANZIARIA

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locusteProposta di legge ASSOFINANCE:

Se c’è usura, azzeriamo tutto il debito, per interessi, per costi, per tutto il capitale. Senza l’intervento del giudice, si intende.

Giannina Puddu - Presidente ASSOFINANCE

Tutta la destra compatta contro una proposta di legge di un governo di sedicente centro-sinistra!

Contro una proposta di legge che, nella logica, ci si potrebbe aspettare dalla destra estrema, controllata e spinta da una DITTATURA FINANZIARIA.

Verifichiamo una situazione, storicamente inspiegabile, che vede la “sinistra” agire contro il Popolo, contro la Gente, contro le Famiglie , contro le famiglie più deboli che, la sinistra sarebbe chiamata, se fosse quanto vorrebbe essere e/o far credere di essere, a tutelare e non invece a saccheggiare nel suo bene più caro (la casa) per regalare immobili alle banche. Basta regali alle banche.

Incredibile!

Cos’ha in testa questo governo? Locuste?

Togliere, per legge, la casa alle famiglie in difficoltà economica, senza neppure prevedere l’intervento di un Giudice, è un’ipotesi legislativa che non potrà mai trasformarsi in legge.

Quando le banche sono in difficoltà, si sprecano parole e ragionamenti (quasi tutti senza fondamento tecnico) per motivare il sostegno economico alle banche perché non falliscano. Si salvano le banche mal gestite, con soldi del Paese. Soldi che sarebbe meglio destinare all’avvio di  un sano progetto industriale che crei posti di lavoro.

Quando, invece, le famiglie sono in difficoltà (e sono milioni, data la crisi economica che toglie lavoro e reddito da quasi un decennio, ormai) e non pagano le rate dei mutui sottoscritti per mettere un tetto sopra la testa, un mostro politico propone l’esproprio della casa. Escludendo i Giudici. Speriamo nella controffensiva dei Giudici.

Come ASSOFINANCE, proponiamo una legge che, senza il parere del Giudice, autorizzi, qualunque debitore del sistema bancario, verificata, da un tecnico competente accreditato,  la presenza di usura in corso di contratto, qualunque ne sia l’entità, ad azzerare,  completamente, nei confronti della banca erogante, qualunque debito, per interessi, per costi, per capitale.

Per chiudere, con una lapide, il contratto tra debitore e banca, sarà sufficiente l'invio, da parte del debitore alla direzione generale della banca, di una semplice raccomandata AR in cui, citata la perizia tecnica che avrà evidenziato l'usura, il debitore riferirà, formalmente, alla banca controparte,  la chiusra tombale del contratto con azzeramento totale di quanto dovuto, per qualsiasi motivo.

La stessa raccomandata dovrà essere trasmessa, a cura e spese del debitore:

1) all'asssociazione ASSOFINANCE che terrà apposito libro per l'annotazione del codice di identificazione del debito e della data di chiusura "per usura";

2) alla Banca D'Italia che osserverà l'incidenza statistica dei casi di usura, banca x banca. La stessa Banca D'Italia, sia autorizzata ed obbligata dalla medesima legge, verificato il 10° caso di usura in capo a qualunque banca X, all'immediata segnalazione dei membri del CDA della banca, alla Procura del territorio interessato che provvederà alla loro immediata carcerazione.

Questa legge, avrebbe tra l'altro, il benefico effetto di liberare le scrivanie dei Giudici e dei tribunali, dalle migliaia di pratiche per usura e/o anatocismo, generando nuovo spazio utile per le altre cause in corso. Necessario. Appunto. L'usura è un reato che dovrebbe essere perseguito penalmente. Questo elemento fondamentale, anche nei tribunali, purtroppo, rilevato l'orientamente recente della giurisprudenza, pare essere dimenticato. Perchè?

E, questa legge dovrebbe essere applicata ad ogni debito per contratti in corso e  ad ogni debito estinto entro gli ultimi dieci anni.

Pari severità per famiglie e banche.

 

OMOSESSUALITA' E' RINUNCIA ALLA RIPRODUZIONE

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BIMBONessun estraneo diventi "genitore" a botte di moneta...

Ho grande simpatia e rispetto per le coppie di genere omogeneo. Ognuno ha il diritto di scegliere di amare chi gli pare. Un uomo, un altro uomo, una donna, un'altra donna. Come uomini e donne, tra loro. Ma, monta l' antipatia nel momento in cui, i membri delle coppie omogenee, rivelano l'incapacità, essi stessi, di accettare il loro stato e, quindi, gli effetti del loro stato, liberamente scelto. Due donne non possono fare figli. Due uomini non possono fare figli. Punto. E', il loro, amore si o no? Se, si, devono cercare e trovare, in partenza,la forza necessaria a superare il limite dettato dal loro stato. Lo stato è l'infertilità. Qual è il senso, dunque, della rincorsa velleitaria successiva alla ricerca di un utero o di un pene (esterni alla coppia) per riprodursi esternalizzando, rispetto alla coppia e a pagamento, il compito della riproduzione? Se questo impeto non si frena, non è amore. Meglio lasciarsi.

Meglio pensare come Matteo Maria Martinoli del quale, di seguito, riportiamo il pensiero.

Giannina Puddu

Ogni essere umano nasce da una donna: una puerpera, solitamente madre. Non esiste testimonianza nella storia dell'umanità dell'esistenza di puerperi sedicenti mammi.Quando un figlio, concepito in provetta con una donatrice d'ovulo diversa dalla puerpera che l'avrà ceduto ai suoi genitori adottivi, chiederà chi è la sua vera (biologica) madre, l'unica risposta né falsa né crudelmente evasiva saràquella che la vera madre di ciascun uomo non è quella biologica, ma quella alla quale ci ha affidato il suo unico figlio biologico Gesù: Maria.Matteo Maria Martinoli, Milano.

MoneyFarm si aggiudica il premio speciale per il Fintech allo StartupItalia! Open Summit 2015

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Complimenti a MoneyFarm!

Peccato che il requisito di "indipendenza" sia, ormai, superato e da cancellare!

Forse, Paolo Galvani, non se ne è accorto...

Giannina Puddu - Presidente Assofinance

Si chiude nel migliore dei modi il 2015 per MoneyFarm che, dopo essere stata selezionata tra le migliori 10 startup italiane dell’anno, ha ricevuto il premio speciale per il Fintech assegnato oggi da StartupItalia! la community creata da Riccardo Luna e dedicata all’ecosistema delle startup in Italia, in occasione dello StartupItalia! Open Summit. Un riconoscimento prestigioso, assegnato dai 50 principali innovatori che contribuiscono ogni giorno alla crescita del Paese, dagli incubatori agli investitori, dai mentor alle istituzioni, dalle università alle aziende, che si sono riuniti oggi al Palazzo del Ghiaccio di Milano per premiare la migliore tra le 100 aziende selezionate da StartupItalia!.

Il premio si aggiunge a quello di Migliore Consulente Finanziario Indipendente e al Keynes Sraffa Awards vinti nei mesi scorsi ed è la ciliegina sulla torta di una annata da incorniciare per MoneyFarm che ha chiuso in estate un round di finanziamento record da 16 milioni di euro a coronamento di una fase di crescita costante che prelude a un’importante fase di sviluppo internazionale nel 2016. Paolo Galvani, Presidente e Co-Founder MoneyFarm, commenta: “Siamo certamente in un momento magico che va a premiare la costanza e gli sforzi degli ultimi tre anni. Un traguardo questo che ci da lo slancio necessario per il 2016, un anno che rappresenta uno spartiacque nel nostro piano di sviluppo con l’internazionalizzazione della società, la crescita del team e l’apertura di nuovi mercati.”

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