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22. gennaio 2021

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LA MONETA CINESE ENTRA NEI DIRITTI SPECIALI DI PRELIEVO DEL FMI

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Il renminbi cinese (rmb) entra a far parte dei diritti speciali di prelievo (dsp), la moneta internazionale di riferimento del Fondo Monetario Internazionale composta da un paniere di valute. Sino ad oggi vi partecipano soltanto il dollaro, l’euro, lo yen giapponese e la sterlina britannica.

Di Mario Lettieri e Paolo Raimondi
I dsp sono la moneta virtuale di riserva internazionale creata dal Fmi nel 1969, nel contesto del sistema di cambi fissi di Bretton Woods,  per affiancare le riserve monetarie (allora solo dollaro e oro) e per supportare l’espansione del commercio mondiale e i relativi flussi finanziari.  Il Fmi li ha usati anche per prestiti di emergenza verso i Paesi membri. I dsp possono essere scambiati con le altre valute normalmente usate. A fine novembre di quest’anno erano in circolazione 204 miliardi di dsp, pari a circa 285 miliardi di dollari. La ripartizione sarà così: il dollaro avrà il 41,73%, l’euro il 30,93%, il renminbi il 10,92%, lo yen l’8,33% e la sterlina l’8,09%. Questa nuova composizione entrerà in vigore il prossimo 1 ottobre 2016. Interessante notare che la suddivisione delle quote del 2011 era: 41,9% per il dollaro, 37,4% per l’euro, 11,33% per la sterlina e 9,44% per lo yen. Balza evidente che, nonostante il ridimensionamento dell’economia americana, il dollaro mantiene la posizione dominante. Chi viene ridimensionato è in particolare l’euro.  Si noti che, quando il Fmi venne creato nel dopo guerra, il pil americano era equivalente al 50% di quello mondiale, oggi è il 22%. Venti anni fa il pil della Cina rappresentava soltanto il 2% del totale, oggi è il 12%. Si consideri che la Cina detiene circa 1,3 trilioni di dollari in buoni del Tesoro americano.  Nonostante queste enormi trasformazioni dell’economia mondiale la quota di partecipazione assegnata alla Cina nel Fmi è simile a quella del Belgio. Del resto non si può ignorare che il Congresso americano nel 2010 votò contro la revisione delle quote e che tale opposizione si è poi ripetuta ad ogni summit del G20.  In ogni caso la decisione sui dsp è un importante passo in avanti nella creazione di un nuovo sistema monetario internazionale basato su un paniere di monete. La nuova composizione dei dsp dovrebbe perciò preparare una grande evoluzione verso un sistema multipolare nella sua dimensione politica, economica, commerciale e, quindi, anche monetaria.  La Cina e gli altri Paesi del BRICS sono stati i grandi fautori di una riforma globale in modo crescente a partire dalla crisi finanziaria del 2008. Già nel marzo del 2009 il governatore della Banca Centrale Zhou Xiao Chuan aveva sollecitato la creazione di una moneta di riserva internazionale non più sottomessa a una singola moneta nazionale, il dollaro. Oggi la Banca centrale cinese saluta la decisione come “un miglioramento dell’attuale sistema monetario internazionale e un risultato vincente sia per la Cina che per il resto del mondo” Adesso la Cina sarà certamente sottoposta a crescenti pressioni e la sua economia e il suo sistema finanziario saranno analizzati e valutati con cura. Si stima che inizialmente ciò dovrebbe determinare un modesto aumento nella domanda internazionale di valuta cinese, equivalente a circa 30 miliardi di dollari. Comunque chi commercia con la Cina sarà sollecitato a tenere quantità crescenti di rmb. La riduzione delle allocazioni di portafoglio in dollari a seguito della decisione di riconoscere al rmb un ruolo di moneta di riserva potrebbe nel tempo essere maggiore di quanto si possa oggi pensare. Il processo di internazionalizzazione di una moneta è lento, procede infatti per tre stadi: viene prima usata in operazioni commerciali, poi può diventare oggetto di investimenti da parte di privati e infine può essere accettata come riserva per il mercato regionale e globale. Si ricordi che nel 2014 il rmb era incluso nelle riserve monetarie di 38 Paesi soltanto. E rappresentava circa 1,1% di tutte le riserve monetarie. L’euro contava per il 21%. Negli anni recenti la Cina ha sottoscritto accordi di swap monetari con più di 40 banche centrali, in Asia, in Europa e in America Latina. Ciò ha facilitato l’uso dello rmb e ha favorito la concessione di quote di partecipazione nei programmi cinesi di investimenti esteri. Si stima che nei prossimi 10 anni questa evoluzione potrebbe portare ad un flusso di circa 2-3 trilioni di dollari verso la Cina. Soprattutto le economie emergenti avranno un immediato interesse verso il rmb e il suo nuovo ruolo internazionale.  Ci si augura che l’Europa abbia piena consapevolezza delle oggettive implicazioni strategiche che il cambiamento in questione avrà. Non vorremmo che ancora una volta essa subisca certi processi rinunciando al protagonismo che la sua realtà economica e politica richiede.

 

MATTEO RENZI. UNA LETTURA

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In una democrazia occidentale avere un premier mai assurto al potere senza il suffragio popolare costituisce una rarissima anomalia.

Di Giorgio Ornano

Eppure succede: in Italia. Io avevo cominciato a nutrire forti sospetti sull' allora sindaco di Firenze quando l' ambiziosissimo giovane andò ad Arcore nel 2010 a parlare con Berlusconi,allora premier. Renzi si difese dai giusti attacchi di intelligence con il nemico, sostenendo che era andato ad Arcore a parlare di Firenze. La prima di una serie di bugie che il pinocchiesco Matteo inanellerà senza tregua negli anni seguenti, culminate con lo storico, ipocrita "Enrico, stai sereno", e poi si é visto come andò a finire, anche per il silente benestare di Napolitano. Siccome l' ambiziosissimo premier é più scaltro che bugiardo, prima delle votazioni europee si inventò il bonus di €.80 in busta paga, misura che fece felice un sacco di gente, tranne gli esclusi (esodati e pensionati) che forse ne avevano ancor più bisogno. Risultato di questo regalo, una valanga irripetibile di voti attorno al 41%, salvo altre mance che il premier intende elargire a favore dei giovani che si affacciano per la prima volta al voto. Il guaio di Renzi é che, rincorrendo i suffragi in ogni modo, ha allargato a destra la sua base elettorale, fregandosene altamente dell' equità, al punto che la sinistra del partito parla giustamente di mutazione genetica. Nel frattempo il premier ha combinato qualche disastro alle regionali, vedi Liguria, dove complici primarie non proprio impermeabili, ha puntato sulla Paita anziché su Cofferati, regalando la regione alla destra. Anche nel Veneto ha scelto un candidato sbagliato : la bella Moretti, detta ladylike per improvvide quanto frivoli dichiarazioni, regolarmente massacrata al voto dal roccioso Zaia. Renzi ha così dovuto fare in Campania salti mortali giuridici per imporre De Luca, affinché le regionali nn si trasformassero in una débacle storica. Renzi si é accreditato presso l' opinione pubblica come il paladino delle riforme,e mai parola del vocabolario italiano fu più abusata, come se bastasse cambiare qualcosa per portare migliorie certe, anche se talvolta si peggiorano le cose. Doveroso riconoscere che era ora di abolire il Senato, anche perché 2 camere costituivano perdite di tempo intollerabili, e Renzi ci é riuscito, ma sostituire i senatori con consiglieri regionali che hanno brillato per truffe da ladri di polli, vedi inchieste della Magistratura, non appare propriamente una geniata. Tutti quelli che si oppongono alle sue "riforme" sono definiti con disprezzo palude e gufi, invettive riservate alla minoranza del suo partito ( troppo remissiva ed educata) invece che a quelli che dovrebbero essere i nemici storici del PD, vedi verdiniani, i cui voti però fanno molto comodo al Senato. In quest' ottica di voti ad ogni costo, non importa da dove vengono, il peggio di sé Renzi lo dà in materia fiscale. Premesso che il primo problema che sprofonda il bilancio dello stato é l' evasione fiscale, valutabile tra 150 e 180 miliardi ( record europeo ), secondo stime dell' attendibile CGIA di Mestre. Cifra intollerabile che stride con la difficoltà di reperire pochi miliardi per esigenze primarie, tipo sistemazione idrogeologica del territorio, mezzi adeguati da assegnare alla Polizia, sistemazione degli edifici scolastici, etc . Ma siccome servono i voti degli evasori, che sono tanti, Renzi fa loro l' enorme regalo di aumentare il tetto dei pagamenti in contanti. Inoltre difficile dimenticare affermazioni del premier, immediatamente smentite dai fatti : tipo "non Abolirò l' art.18", oppure " quello che conta é la la meritocrazia", mentre invece si é contornato di fidi toscani che non paiono proprio all' altezza degli illustrissimi corregionali Dante ,Leonardo e Michelangelo, essendo solo al massimo degli yes men. Senza contare il blocco messo alla riforma del catasto, quando si é reso conto che questa misura di grande equità lo avrebbe penalizzato elettoralmente, idem con la spending review, ridimensionata nei tagli , sempre per motivi di consenso elettorale. E' giusto peraltro riconoscere a Renzi alcuni meriti, ad esempio la tolleranza umana verso gli immigrati e l'opposisizione alla stupida politica di austerity dell' Europa. Al passivo, invece, una politica che ha realizzato buona parte dei sogni di Berlusconi, il che dice tutto e si riallaccia coerentemente con la citata visita ad Arcore.

FINALE DI PARTITA

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"I falchi più astuti nascondono i loro artigli (proverbio giapponese)"

Con grande piacere, vi informiamo sulla pubblicazione, in questi giorni, del libro di Giorgio Ornano. Si tratta di un "giallo" e ci si potrebbe interrogare circa la ragione di questa notizia su ifanews.it. E' presto detto. Per noi, ogni libro è un valore, al di là del suo contenuto. Nel caso, si tratta di un autore stimato che scrive per noi, da tempo e di un amico, l'editore SEFER con il quale condividiamo la concezione di una vita sana, nella più ampia accezione. Pertanto, vi invitiamo a comprare il libro e, quindi, a leggerlo e farlo leggere.

Giannina Puddu

GIORGIO ORNANO è nato a Milano, ora vive sul lago Maggiore. Ha lavorato nel mondo del trading internazionale e nella grande distribuzione. Collabora con articoli di economia a Il Sancarlone ed al quotidiano on line ifanews.it. Finale di partita è il suo primo romanzo. Il Giornale ha definito Giorgio Ornano “all’altezza dei migliori bestselleristi americani.

L’azione si svolge quasi interamente a Milano e dintorni e poi a Bergamo Alta, in Sardegna e nella Svizzera francese. I protagonisti fanno parte dell’alta borghesia milanese, imprenditori e professionisti di successo. Un mandante, sconosciuto fino al termine del romanzo, decide di far uccidere un imprenditore milanese. Con ogni cautela prende contatto con un killer cui affida un preciso mandato: la vittima deve essere eliminata ma la sua morte deve apparire come casuale e non premeditata.
Il piano, tanto spietato quanto accurato, mira a evitare che gli inquirenti investighino nell’ambiente frequentato dall’industriale. Il complotto criminale ha successo, anche se l’imprevista coraggiosa reazione della vittima designata riesce quasi a farlo fallire.
Il destino fa sì che un accadimento piccolo e imprevedibile si inserisca, come un granello di sabbia, nel meccanismo perfettamente oliato della trama, che prevedeva un finto rapimento con morte occasionale della vittima. Questo elemento, ignoto al mandante e al killer, potrebbe portare a un supplemento di indagini, rivelando che il rapimento era una messa in scena.
Ma la mente criminale è acuta e spietata. Grazie anche a una sfacciata fortuna, sventa ogni tentativo di portare alla luce la realtà, con altri delitti e iniziative fuorvianti. La verità peraltro emerge fino a che ogni elemento del puzzle misterioso troverà la sua logica collocazione dando vita a un finale sorprendente quanto ineccepibile.

OIL&GAS CLIMATE INITIATIVE

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OILGAS CLIMATE INITIATIVE

Il Commissario europeo per l’Unione energetica, Maroš Šefčovič,ha incontrato  l’AD di Eni Claudio Descalzi

Ufficio Stampa ENI

Roma, 3 dicembre 2015 - Il Vice-Presidente della Commissione europea e Commissario europeo per l’Unione Energetica, Maroš Šefčovič, ha incontrato a Roma l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi nella sede della società.

Durante l’incontro si è discusso, tra le altre cose, di sicurezza energetica, delle prospettive di sviluppo del bacino di levante nel mediterraneo orientale, del ruolo dell'Italia come crocevia del mercato del gas europeo e dell'esigenza di un sistema di trasporto interconnesso tra i vari paesi europei,nell’ambito della strategia dell’Unione Energetica Europea portata avanti dallo stesso Vice Presidente UE. Durante il colloquio, in riferimento alla Conferenza sul Clima di Parigi, è stato affrontato il paradosso dell'uso del carbone nel mix energetico europeo.

L'incontro ha offerto all’AD di Eni l’opportunità di confermare al Vice Presidente Ue l’impegno della società verso le sfide poste dal cambiamento climatico.

Eni fa anche parte della Oil&Gas Climate Initiative, una iniziativa volontaria di alcune grandi società del settore energetico, che si propone di catalizzare azioni concrete sui cambiamenti climatici attraverso la collaborazione e la condivisione di best practice. Eni è inoltre tra i primi firmatari del progetto Global Gas Flaring Reductionpromosso dalla Banca Mondiale.

ALMAIURA: 2° CONVEGNO NAZIONALE DI GIURIMETRIA

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Convegno organizzato da Alma Iura con i patrocini del Comune, dell’Università, dell’Ordine degli Avvocati e della Camera di Commercio di Verona. Tra i relatori anche esponenti di Consob, Università, Gruppo Banco Popolare, oltre ad avvocati e commercialisti.

Di Margherita Sperotti

Si è tenuto, giovedì 3 Dicembre, al Palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra a Verona, il 2° Convegno Nazionale di Giurimetria, Banca e Finanza, organizzato da Alma Iura, Centro per la formazione e gli studi giuridici, bancari e finanziari.
Con un comitato scientifico d’eccezione, composto da alcuni tra i maggiori esperti in Italia di giurimetria (disciplina che fonde le conoscenze altamente specialistiche di matematica e finanza con quelle di carattere giuridico), l’evento ha ricevuto i patrocini del Comune, Università, Ordine degli Avvocati e Camera di Commercio della città scaligera.
La giornata ha visto succedersi diversi interventi, a partire da quello di Gianni Solinas, avvocato e già professore all’Università di Padova, sul tema “I contenziosi in tema di interessi: aspetti sostanziali e processuali. Questioni apparentemente risolte e nuovi profili di confronto”.
A seguire, quello di Francesco Busato, professore di Economia finanziaria e bancaria dell’Università Parthenope di Napoli su “Capitalizzazione ed anatocismo. L’art. 120 TUB e la proposta di delibera CICR del 24/08/2015”.
Il dott. Claudio Barberi, responsabile Risk Management del Gruppo Banco Popolare, ha introdotto il tema dell’“Utilizzo dei sistemi di rating nelle banche”, seguito da Marco Minozzo, professore di Statistica Università di Verona con “Basilea III e problematiche sui modelli di rating delle banche. Soluzioni innovative”.
Hanno aperto i lavori pomeridiani Marcello Minenna, professore di Finanza matematica dell’Università Bocconi e responsabile Ufficio Analisi Quantitativa Consob, e Nicola Benini, ceo IFA Consulting e vicepresidente Assofinance, con due interventi su “Finanza strutturata e rischi: scenari di probabilità e derivati impliciti”.
Emilio Girino, avvocato già membro dell’Arbitro Bancario Finanziario e docente di CUOA Finance ha parlato di““Prodotti finanziari vietati ai minori”: natura, efficacia e ricadute comportamentali e probatorie della Comunicazione Consob 97996/2014”.
Marco Rossi, avvocato e consulente de Il Sole 24 Ore, ha chiuso il convegno con la relazione sulla “Definizione di rischio (tra ontologia ed epistemologia) e necessaria indicazione degli scenari probabilistici negli strumenti finanziari”.
Il ricavato ottenuto grazie agli sponsor IFA Consulting e Cassa Rurale Bassa Vallagarina sarà devoluto alle Associazioni no-profit DottorClown e ABEO.

CERCATORI DI "RIFUGIO"

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Stanno scappando dal terrore e dalla stessa violenza che ha sconvolto Parigi, Beirut e Bamako. Eppure se non agiamo subito oltre a vittime diventeranno anche i capri espiatori di quel terrore.

Da Luis e dal team di Avaaz

Migliaia di uomini, donne e bambini sono costretti a cercare rifugio in Europa. Arrivano alle nostre frontiere affamati, esausti e malati. Hanno un'unica speranza: trovare un posto dove rifugiarsi per mettere fine all’incubo dal quale stanno scappando. Ma ora che sta arrivando l’inverno il freddo rischia di rendere quel viaggio di speranza una tragedia senza precedenti. E i nostri governi non stanno facendo niente per evitarlo, anzi, costruiscono ancora più muri e recinti per tenerli lontani. Adesso siamo noi cittadini a poter ridare la speranza a queste persone, intrappolate fra il terrorismo e l’indifferenza dell’Europa. Se ognuno di noi dona quanto può, possiamo sostenere subito un piano dell’ONU per portare al sicuro migliaia di persone bloccate alle frontiere, al freddo, e fare pressione per dare alloggio a centinaia di famiglie di rifugiati durante l’inverno. Questa è una delle risposte migliori che possiamo dare agli estremisti e a chi ci vuole divisi, per dimostrare che ora più che mai resteremo uniti. Il freddo sta arrivando, dona ora per abbattere i muri e ridare una speranza.

https://secure.avaaz.org/it/answer_hate_with_humanity_rb/?btlxefb&v=70557&cl=9098154875

Gli eroi di cui nessuno parla in questa tragedia sono nelle foreste slovene e nelle isole greche, sulle coste siciliane e per le strade di Londra e Berlino: uomini e donne di tutte le età e condizioni sociali, compresi tanti avaaziani, hanno aperto il loro cuore e le loro case e salvato la vita a decine di migliaia di rifugiati. Negli ultimi 5 mesi la nostra comunità ha finanziato operazioni private di salvataggio in mare che hanno messo in salvo migliaia di persone, creato un progetto di accoglienza che ha dato un aiuto, e a volte anche un tetto, alle persone che scappano dalle guerre. E con più di un milione di firme abbiamo contribuito a ottenere dai capi di stato di tutto il mondo l’accoglienza di centinaia di migliaia di rifugiati.  Ora gli attacchi terroristici hanno reso tutto più difficile. Ma con il sostegno di tutti noi, possiamo subito:

- Aiutare l’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite a fornire mezzi di trasporto per mettere al sicuro migliaia di persone attualmente bloccate ai confini dell’Europa, portandole dalla terra di nessuno in cui si trovano fino a centri di accoglienza o di transito.
- Lanciare una campagna per chiedere alla Grecia di creare vie d’accesso sicure e legali attraverso la frontiera, di gran lunga il metodo migliore per fermare i naufragi.
- Aumentare ancora la pressione sui governi europei affinché rispettino subito l’impegno di accogliere e ridistribuire i rifugiati in Europa, e facciano ancora di più.
- Lanciare campagne mirate per contrastare l’allarmismo e l’odio verso i rifugiati.

È facile farsi scoraggiare dall’enormità di questa crisi e dalle cause che l’hanno generata. Ma questa non può essere una scusa per starsene con le mani in mano. La nostra comunità serve ora più che mai. Questi uomini e queste donne stanno
affrontando la morte e la paura per portare i loro figli e genitori al sicuro e ritrovare la libertà: dobbiamo stare dalla loro parte. E sostenere anche tutte quelle persone che ogni giorno lavorano instancabilmente per dare una nuova speranza ai rifugiati.

Dona ora per rendere tutto questo possibile:

https://secure.avaaz.org/it/answer_hate_with_humanity_rb/?btlxefb&v=70557&cl=9098154875

Di fronte alle più grandi emergenze, come il ciclone più distruttivo della storia del Myanmar o l’epidemia di Ebola, non ci siamo mai tirati indietro. Quando di fronte alle grandi minacce per la società e l’ambiente altri hanno scelto il cinismo o si sono rassegnati, la nostra comunità ha dimostrato una combinazione unica di umanità, coraggio e determinazione. E so che ci riusciremo di nuovo.

Con speranza e gratitudine,

Luis e tutto il team di Avaaz

Marco Palacino, Managing Director per l’Italia di BNY Mellon Investment Management

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“I mercati si sono dimostrati delusi dalle dichiarazioni odierne di Draghi. Nell’immediato, l’euro si è rafforzato superando la soglia degli 1,08 dollari e i principali mercati europei hanno perso terreno, con il FTSE Mib in calo dell’1,6% a un’ora dall’annuncio. Nonostante la reazione di brevissimo periodo, crediamo che Draghi possa ben dire di avere, ancora una volta, mantenuto le promesse fatte in precedenza. La BCE continua ad estendere il proprio piano di acquisto titoli, sia a livello temporale sia in termini di emissioni acquistabili. I mercati probabilmente si attendevano un taglio dei tassi di deposito superiore a 10 punti base, ma – proprio come negli annunci passati – il discorso di Draghi  lascia aperta la porta a nuove manovre nel corso dei prossimi mesi, a seconda di quelle che saranno le necessità dell’economia dell’Eurozona.
Cosa comporta per gli investitori la decisione della BCE? Se le stime di crescita dell’istituto per l’Eurozona (+1,5% nel 2015, +1,7% nel 2016 e +1,9% nel 2017) si dimostreranno realistiche, i mercati azionari potrebbero conoscere tre anni di crescita modesta, intervallati però da picchi di volatilità acuta. Ritengo che i listini dei Paesi centrali e semi-centrali dell’Europa saranno favoriti. Per quanto riguarda i titoli di Stato, il programma di QE ha già esercitato pressioni al rialzo sui prezzi aumentando artificialmente la domanda centrale di obbligazioni, a fronte di emissioni relativamente contenute. I nostri gestori specializzati in reddito fisso di Standish (BNY Mellon) si aspettano che le emissioni di titoli governativi europei diminuiscano ancora nel 2016, scendendo da circa 216 miliardi a 190 miliardi di euro. Questo processo, abbinato all’estensione del programma di QE, potrebbe portare i prezzi dei titoli di Stato a salire ancora, generando guadagni in conto capitale per chi era già investito ma causando non pochi grattacapi a chi invece vorrebbe allocare nuove risorse nel reddito fisso europeo. La costante immissione di liquidità avrà anche l’effetto di mantenere i default del credito societario a livelli relativamente bassi, al netto dell’influenza del prezzo del petrolio (che comunque si avvertirà sugli high yield statunitensi più che su quelli europei)”.

3 DICEMBRE 2015 - LE MISURE DI MARIO DRAGHI

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Luca Noto, Portfolio Manager Obbligazionario di Anima SGR, così commenta le mosse odierne della BCE.
La BCE delude le aspettative dei mercati approvando una serie di misure espansive inferiore a quelle che si era lasciato intendere e soprattutto rispetto a quelle sperate dai mercati finanziari. La revisione del programma di acquisti (APP), infatti, si è limitata alla durata – stabilendo l’allungamento fino a marzo 2017 - ma non l’aumento quantitativo mensile degli acquisti.
In termini assoluti, la delusione può essere approssimata in circa 200/250 miliardi di acquisti in meno rispetto a quanto nelle attese degli operatori. Allo stesso tempo, però, sono stati introdotti degli elementi che migliorano la struttura e l’efficacia del QE: 1) inserimento nel piano di acquisti dei titoli regionali, per un valore di circa 250 miliardi, “allungando la vita” del programma; 2) introduzione del principio di reinvestimento, che rafforza l’impegno della Bce nel mantenere elevato il suo bilancio per lungo periodo e ben oltre l’attuale scadenza degli acquisti.
Tuttavia, in questo quadro di insoddisfazione si è perso un elemento di importante discontinuità, in quanto la Bce ha incrementato le misure accomodanti, in un contesto di crescita rivista al rialzo e inflazione pressoché stabile. Il successo delle misure non convenzionali, a detta di Draghi, chiama un maggiore intervento condizionato al raggiungimento del target di inflazione del 2.0%.
Infine, la promessa di Draghi di rivedere nel I trimestre del 2016 la struttura e i tecnicismi dell’intero programma, potrebbe contenere l’attuale reazione a caldo e rispristinare la protezione di Draghi sui mercati finanziari.

MICROCREDITO

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MICROCREDITO. MANUALE PER L’OPERATORE
Come sarà il microcredito di domani? Le nuove regole costituiranno l’atteso volano di sviluppo per l’inclusione finanziaria e sociale?
A queste domande risponde “Fare il microcredito. Manuale per l’operatore”, il nuovo volume a firma di Alessandro Messina, Direttore Generale di banca Etica, appena pubblicato da Bancaria Editrice.
Il Manuale presenta un percorso orientato all’analisi e all’azione per offrire strumenti di valutazione a chi si trova nella filiera potenziale di questo segmento del credito: banche, intermediari finanziari, soggetti con i requisiti per diventare operatori di microcredito, nuovi potenziali protagonisti come gli enti no profit.
Dopo aver disegnato i profili attuali del microcredito, offrendo alcune chiavi di lettura dei numeri più significativi e passando in rassegna le principali pratiche italiane di inclusione finanziaria, tra cui quelle di Banca Popolare Etica, l’Autore entra nel vivo, analizzando due temi centrali:
•le diverse categorie di microcredito - produttivo, sociale e per gli studenti - e i servizi ausiliari annessi, che determinano le direzioni, le logiche e gli attori di questo "quasi mercato";
•i soggetti e delle regole che definiscono il microcredito alla luce delle novità introdotte dal legislatore.
Il cuore del Manuale è costituito dai modelli operativi, ossia dagli strumenti di impostazione del progetto imprenditoriale di chi vuole svolgere quest’attività.
Qualunque sia la leva di partenza - commerciale, filantropica, istituzionale, ibrida - occorre infatti affrontare temi tanto ordinari per una banca quanto nuovi per altri operatori, come:

•il conto economico di un operatore di microcredito;
•il costo del denaro;
•il costo del rischio di credito;
•i costi operativi;
                                                                                     •il profitto e la remunerazione del capitale di rischio;
                                                                                     •l’interesse del microcredito;
                                                                                     •l’organizzazione dell’offerta.
Questi aspetti operativi del microcredito accomunano soggetti di natura diversa, dall’associazione di volontari al veicolo finanziario specializzato, e possono generare spazi di contaminazione e vari modelli di operatività che devono essere tutti finalizzati a trovare la migliore combinazione tra efficacia sociale ed efficienza economica.
Il manuale è completato da due allegati, dedicati rispettivamente allo schema di domanda per iscrizione all’albo dei 111 e agli operatori non bancari (I soci di Ritmi, Rete Italiana di Microfinanza, e le fondazioni e le associazioni antiusura), da un elenco di alcuni dei principali siti nazionali e internazionali che si occupano di microcredito e da un utile siglario.
Fare il microcredito, grazie a una impostazione chiara ed essenziale, si configura quindi come un pratico e aggiornato Manuale in grado di offrire agli operatori di banche, intermediari finanziari ed enti non profit strumenti di valutazione utili a gestire le attività e a risolvere in maniera efficace le problematiche connesse a questo segmento del credito

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