"Banche: Depositi, Prestiti, Sofferenze, incagli: La disastrosa gestione del credito dei banchieri italiani"

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Riportiamo valutazione di Federconsumatori  sull'andamento di Depositi, Prestiti e Sofferenze bancarie contenuta all'interno del Comunicato Stampa del 14/12/2013 dal titolo: "Banche: Depositi, Prestiti, Sofferenze, incagli: La disastrosa gestione del credito dei banchieri italiani, che erogano prestiti ad amici e compari"

 

Depositi: + 5,5 % sull’ottobre 2012

 

Prestiti: - 5,5 % alle aziende.

 

Sofferenze: + 22,2 % quelle lorde; + 28 % quelle al valore di realizzo.

 

 

 

Il Supplemento al Bollettino Statistico  “Moneta e banche” n° 64 del 9-12-13 di Bankitalia, ci permette una valutazione dell’andamento, congiunturale e su base annua, di Depositi (comprensivi di Pronto/Termine), Prestiti e Sofferenze bancarie. I dati sono aggiornati ad ottobre.

DEPOSITI

Per i Depositi si rileva(TAB. 1-) un forte incremento sull’ottobre 2012, sia in generale (+ 5,5 %) che per quelli in conto corrente (+ 6,7 %). Per la variazione congiunturale, si rileva un calo frazionario per i Depositi complessivi (- 0,2 %) e un incremento di quelli in C/C (+1,9 %).I correntisti, quindi, si stanno “tenendo liquidi”, come si dice in gergo finanziario. Il dato è incongruente con le valutazioni ABI miranti ad informare che i depositi bancari languono.

 PRESTITI

Crollano invece i Prestiti all’apparato produttivo, con -5,5 % sul 2012 e -0,7 % su settembre 2012. Anche i prestiti alle famiglie calano: rispetto ad ottobre 2012, le famiglie produttrici vedono le erogazioni tagliate del 2,6 %, quelle consumatrici dello 0,9 %. In termini congiunturali, le famiglie produttrici vedono i prestiti ridotti dello 0,4 %, mentre quelli delle famiglie consumatrici , sono stazionari (-0,03 %) ma pur sempre col segno meno.

Tab. 1- Sistema bancario italiano Depositi e Prestiti a residenti

Fonte “Moneta e banche” n° 64 del 9-12-13 (pagine 24, 26, 27, 28) In miliardi di euro. Elaborazioni DR. Mauro Novelli Segretario Nazionale Adusbef

 

Ottobre 2013

Settembre 2013

Ottobre 2012

 

 

 

Variaz. %

 

Variaz. %

DEPOSITI

1.488,942

1.491,538

- 0,2%

1.407,044

+ 5,5%

…di cui in Conto corrente

739,321

725,854

+ 1,9%

692,688

+ 6,7%

 

 

 

 

 

 

PRESTITI

2.300,096

2.306,265

- 0,2%

2.369,567

- 2,9%

di cui….

 

 

 

 

 

… a società non finanziarie

822,904

828,972

- 0,7%

870,578

- 5,5%

… a famiglie consumatrici

497,637

497,765

- 0,03%

501,932

- 0,9%

… a famiglie produttrici

95,651

96,020

- 0,4%

98,221

- 2,6%

 

 

SOFFERENZE

Continua la crescita delle sofferenze: in una anno si incrementano del  + 22,3 % quelle lorde, + 28,0 % quelle al valore di realizzo; su base congiunturale crescono di quasi il 2 % le lorde e del 3 le seconde. Queste ultime, spiega Bankitalia,  sono ottenute sottraendo alle sofferenze i fondi rettificativi su esposizioni per cassa delle sofferenze, che includono sia i fondi (iscritti nella contabilità generale delle banche segnalanti), che assolvono la funzione di rettificare i valori dei finanziamenti, sia l'ammontare cumulato delle svalutazioni operate in contabilità generale direttamente in conto (svalutazione diretta). Circa le sofferenze bancarie, ci corre l’obbligo di richiamare la considerazione di Bankitalia, secondo cui, se per la loro definizione si adottasse il calcolo utilizzato nel resto d’Europa, quelle a  carico del sistema bancario italiano si ridurrebbero del 30 percento.La TAB. 2- evidenzia lo stato sempre più precario in cui versa l’apparato produttivo: le sofferenze lorde imputabili a società non finanziarie sono cresciute, rispetto ad ottobre 2012, di oltre il 26 %, quelle a carico delle famiglie produttive del 16,2 %. Per quanto riguarda le famiglie consumatrici, le sofferenze sui prestiti da esse ottenute, sono cresciute in un anno di oltre il 15 %.  Consistente l’incremento anche del dato congiunturale: + 2,1 % per le aziende; + 1,2,% per le famiglie consumatrici; + 1,1 % per le produttrici.

TAB. 2- Sistema bancario italiano. Sofferenze

Fonte “Moneta e banche” n° 64 del 9-12-13 (pag. 30) In miliardi di euro. Ns. elaborazioni.

 

Ottobre 2013

Settembre 2013

Ottobre 2012

 

 

 

Variaz. %

 

Variaz. %

SOFFERENZE LORDE

147,297

144,526

+1,9%

119,825

+ 22,3%

di cui….

 

 

 

 

 

… di società non finanziarie

101,205

99,128

+ 2,1%

80,242

+ 26,1%

… di famiglie consumatrici

31,238

30,871

+ 1,2%

27,074

+ 15,4%

… di famiglie produttrici

12,813

12,678

+ 1,1%

11,024

+ 16,2%

 

 

 

 

 

 

SOFFERENZE NETTE

77,405

75,152

+ 3,0%

60,495

+ 28,0%

 

 

 I CREDITI CLIENTELARI DEI BANCHIERI AD AMICI E COMPARI: LO STUDIO UBS

Secondo un recente studio di UBS (Unione Banche Svizzere) l’Italia rappresenta uno dei maggiori mercati europei di Non Performing Loan (Npl), con una dimensione di 243 miliardi di euro e con uno dei peggiori rapporti di copertura del rischio, pari ad una media del 38,4%. Quanto alcoverage ratio (ossia la quantità di riserve utili a coprire i non performing loan),siamo superati solo dalla Spagna con il 37,4%, il cui stock di crediti deteriorati pari a 184 miliardi è inferiore.  La Francia ha  171 miliardi di Npl e un coverage ratio del 61%;  il Regno Unito 146 miliardi pari al 58,3%. La migliore prova provata di banchieri italiani, adusi ad erogare finanziamenti clientelari a gruppi amicali e combriccole di potere, negando i prestiti ai meritevoli, palla al piede a sviluppo e ripresa economica per superare la cattiva congiuntura e l’uscita dalla crisi sistemica generata dalle banche.

UNICREDIT,  LA BANCA PIU’ INCAGLIATA

La massa di 243 miliardi di crediti scaduti, ristrutturati, incagliati o girati a sofferenza è così divisa secondo lo studio UBS: 55,9 miliardi di euro (pari al 23%) sono appannaggio di Unicredit; seguita da Banca Intesa con 48,6 miliardi (20%); al terzo posto Mps con 29,3 miliardi ed il 12%; al quarto Banco Popolare con 17 miliardi ed il 7%; al quinto Ubi Banca con 12,2 miliardi ed il 5%; al sesto Banco Popolare Emilia Romagna con 7,3 miliardi ed il 3% con il restante 30% spalmato tra le altre banche minori. Il risultato – scrive UBS- è un impatto negativo sulla percezione del rischio ed i livelli di valutazione, con le banche che hanno il maggior stock di crediti deteriorati, destinati  ad aumentare significativamente nel 2013,  con un tasso annuo di crescita composto (Cagr) dell’11%. Tra il 2008 e il 2012 la quota di Npl lordi è aumentata con un Cagr del 31%, che potrebbe  raggiungere a dicembre 2013 il valore record di 125 miliardi, mentre il rapporto tra Npl netto e crediti alla clientela è passato dall’1,3% al 3,9%.

LE BANCHE PIU’ PRUDENTI E LE PIU’  ALLEGRE NELL’EROGAZIONE DEI FIDI

    Nel rapporto tra crediti deteriorati sui prestiti totali alla clientela (Npl netti) che misura la capacità dei banchieri di valutare la meritorietà del credito, la più virtuosa è Mediobanca con lo 0,6%; la più allegra è Unipol con il 6,3%, seguita da MPS (5%); Bnl (4,5%); Unicredit (3,5% uguale alla media); Intesa San Paolo al 3%.

   In merito al rapporto tra le riserve e il totale degli Npl lordi, coverage ratio, si registra una media del 55,3%, i cui valori variano dal 32,3% di Banca Marche al 70% di Deutsche Bank, Intesa e Bnl con il 60%,Mps ed Unicredit al 55%; Ubi Banca ha un coverage del 45%; Banco Popolare del 40%.

BANCO POPOLARE,BPM E CARIGE SI  SONO MANGIATE  L’INTERO PATRIMONIO

Altro dato che dimostra la pessima gestione creditizia dei signori banchieri è il rapporto tra crediti Npl e Core Tier 1, principale indicatore patrimoniale delle banche. Banco Popolare ha il record negativo con l’87,7% seguito da BPM con l’82,6% e da Carige, che si piazza al terzo posto con il 72,6%: i crediti deteriorati di queste 3 banche hanno mangiato l’intero patrimonio. Seguono Bper con il 61,7%; Unicredit con il 44,3%; Ubi banca col  43%;  Intesa San Paolo con il 37,8%.

 A fronte di questa disastrosa gestione del credito e del risparmio, che non lascia margini a dubbi e giustificazioni e che dovrebbe indurre Banca d’Italia a chiedere conto ai banchieri perché utilizzano i sudati risparmi degli italiani per finanziare le aziende decotte fatte di amici e compari come  Zalesky, Zunino,Ligresti invece di offrire credito ad imprenditori meritevoli, Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo, sempre più a braccetto con le banche amiche nell’assecondare i loro desiderata, come la rivalutazione delle quote di Bankitalia ed il regalo fiscale di 19,4 miliardi di euro inserito nella legge di stabilità, di sanzionare una gestione imprudente che danneggia le Pmi e le famiglie, nuocendo gravemente all’economia italiana.

 

                                                       Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori) 

Roma,14.12.2013                

 

Crediti Deteriorati pari a 243 miliardi di euro

Unicredit

23 % (55,9 mld)

IntesaSanPaolo

20% (48,6 mld)

MPS

12% (29,3 mld)

Banco Popolare

7% (17,0 mld)

UBI

5% (12,2 mld)

Banco Pop. Emilia R.

3% (7,3 mld)

 

Rapporto Crediti deteriorati su Crediti alla clientela

Unipol

6,3%

MPS

5%

BNL               

4,5%

Unicredit

3,5%

Intesa San Paolo

 3,0%

Mediobanca

0,6%

MEDIA

3,5%

 

Rapporto tra Riserve e Crediti deteriorati

Deutsche Bank

70%

IntesaSanPaolo

60%

BNL

60%

MPS

55%

Unicredit

55%

UBI

45%

Banco Popolare

40%

Banca Marche

32,3%

MEDIA

55,3%

 

Rapporto tra Crediti deteriorati e Core Tier 1 (*)

Banco Popolare 

87,7%

Banca Popolare Milano

82,6%

Carige

72,6%

Bper

61,7%

Unicredit

44,3%

UBI

43%

IntesaSanpaolo

37,8%

 

(*) Tier 1: Utili non distribuiti e Riserve, al netto dell'avviamento+ Azioni ordinarie ( quelle di risparmio escluse a partire dal 2010, non assicurano, infatti, il pieno assorbimento delle perdite, in quanto prevedono vantaggi in fase di liquidazione e nella maggior parte dei casi sono caratterizzate da meccanismi di remunerazione privilegiati e commisurati al valore nominale dello strumento), + Preferred Securities: obbligazioni perpetue richiamabili non prima di 10 anni, il cui pagamento può essere sospeso in presenza di andamenti negativi della gestione e privilegiate solo rispetto alle azioni ordinarie e di risparmio.

Core Tier 1: Si calcola rapportando il patrimonio di base della banca al totale delle attività ponderate per il rischio. Il patrimonio di base si considera al netto dell’avviamento, nonché delle azioni proprie possedute, immobilizzazioni immateriali e perdite registrate negli esercizi precedenti.

Non Performing Loans(prestiti non performanti) sono attività che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori. Si tratta in pratica di crediti per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell’esposizione. I non performing loans nel linguaggio bancario sono chiamati anche crediti deteriorati e si distinguono in varie categorie fra le quali le più importanti sono gli incagli e le sofferenze.

Coverage Ratio: rapporto di copertura (in contabilità, l' indice delle entrate destinate a coprire debiti specifici in rapporto alla somma degli obblighi finanziari di una banca o un' impresa)

Fonte: http://www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp?nid=20131214122742