La crisi dell Pmi

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altIl 2013 è stato l'anno della debacle delle pmi italiane. In 12 mesi sono stati oltre 10mila I piccoli imprenditori che hanno dichiarato il fallimento, un intero tessuto economico, sociale e produttivo in ginocchio.
"Il saldo tra iscrizioni e cessazioni nel sistema nazionale di micro, piccola e media impresa è stato il peggiore degli ultimi anni" ha scritto Giuseppe Tripoli, garante delle Pmi, nella relazione annuale inviata al presidente del consiglio.


Lo scorso anno a fronte di 1035 imprese nate al giorno, ben 1018 hanno terminato l'attività. Un bilancio davvero pesante, che risente dei maggiori costi per logistica, trasporti ed energia per le imprese italiane rispetto alla media degli altri Paesi europei. Anche l'accesso al credito, secondo il Garante, costerebbe alle pmi nostrane ben 160% in più rispetto ad una equivalente impresa tedesca o francese. Condizioni estremamente sfavorevoli in un mercato fortemente competitivo come quello attuale.
Se si considera il periodo più ampio, dal 2008 al 2013, sono state oltre 2,1 milioni le imprese che hanno chiuso i battenti. "La lunga recessione ha portato ad una lenta trasformazione del tessuto imprenditoriale del Paese" spiega Tripoli.

Il risultato è che il made in Italy, orgoglio dello Stivale nel mondo, se ne esce piegato.
Dati preoccupanti se si pensa che nelle micro pmi italiane trova impiego l'81% dei lavoratori.