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Categoria: Il megafono del consulente
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SEDIA-UFFICIOSono passati 7 anni.

E' stato fatto. Come?  La soddisfazione è scarsa. I dubbi sono molti con qualche certezza.

Ripubblichiamo il nostro articolo del 15 luglio 2013 che esprimeva interesse e aspettative.

L'interesse è rimasto, indebolito. Le aspettative sono deluse. Basta vedere quale sia la governance dell'Ordine Condiviso, una distribuzione decisamente sbilanciata.

Di seguito, il testo di allora:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo letto con grande interesse l'articolo di oggi, a firma Diana Bin, pubblicato da Bluerating, dal titolo ALBO UNICO PER PF E CONSULENTI: LA LETTERA DI NAFOP E ASCOSIM ALL'APF.


Già nel 2011, con lo spread sui ns titoli pubblici che si apriva a ventaglio, con l'urgenza di ridurre la spesa pubblica ed il divieto assoluto di nuove spese, la nostra associazione ASSOFINANCE cercò di individuare una soluzione possibile per l'avvio del nostro Albo. Una soluzione che potesse superare l'imbarazzo del MEF e che fosse, dunque, circa a costo zero.
Cercammo, perchè la Consulenza Finanziaria Indipendente ha un ruolo determinante nella tutela del risparmio e non è sostituibile. Cercammo perchè convinti del fatto che il Risparmio italiano sia una straordinaria risorsa nazionale da proteggere. Questa "protezione" è ancor più urgente e necessaria oggi che il nostro paese oscilla, pericolosamente, verso la distruzione del suo sistema economico generando conseguenze sociali drammatiche ed in parte, purtroppo, già espresse. La domanda è: di cosa vivranno gli italiani nei prossimi 20 anni? Detto diversamente: qual è il progetto industriale italiano per i prossimi 20 anni? Qualunque progetto, (coltivando la speranza, da irriducibili ottimisti, di un progetto che verrà...) avrà bisogno di essere finanziato ed  il Risparmio nazionale potrebbe, per questa necessità,  assumere un ruolo centrale e propulsivo.
Con queste idee, ricordate in poche parole, avevamo lanciato l'idea della condivisione dell'Albo APF. Sapevamo che erano stati fatti investimenti ingenti per la dotazione strutturale necessaria al governo dell'APF. Eravamo partiti dal presupposto delle affinità tra i ruoli del CFI  e del PF per ipotizzare che, grazie a minimi interventi, si potesse adeguare una sorta di
clone della struttura per piegarla alla necessità di governo del nostro Albo determinando, infine, un percorso  a due binari. Le nostre idee iniziarono a circolare sui media specializzati e tanto che un bel giorno Giovanna Giurgola Trazza affermò, pubblicamente, che l'APF avrebbe potuto accogliere la struttura dell'Albo dei CFI. Ne fui particolarmente felice anche perchè
alla presidenza dell'APF c'era una donna motivata, anche lei, evidentemente, dal desiderio di risolvere una questione che era rimasta aperta da troppo tempo.
A quel punto, scrissi al presidente Giurgola Trazza perchè avesse un'evidenza formale ed un'esplicita richiesta a conferma delle nostre intenzioni.
Trascorsi da allora, quasi 2 anni, siamo molto soddisfatti della nuova posizione assunta pubblicamente dagli amici di NAFOP e ASCOSIM e li ringraziamo per aver scelto di schierarsi  al nostro fianco per il perseguimento dell'ormai comune obiettivo.

Giannina Puddu