Redazione, 12 aprile 2021.

Negli Stati Uniti D'America,

il Presidente è cambiato ma i provvedimenti per Covid dell'uno, insistono con l'altro e con anche la sua paternità.

Il 29 dicembre 2020, alla Camera, i  democratici avevano approvato assegni da 2.000 dollari a testa per gli americani colpiti dagli effetti economici della pandemia; al Senato, i repubblicani di Donald Trump, infine,  avevano approvato il pacchetto di stimoli da 900 miliardi di dollari.

Biden porta avanti il provvedimento e lo rafforza.

Tra gli altri, si tratta di un intervento che prevede che duemila dollari, siano versati direttamente sui conti correnti  dei cittadini americani con un reddito inferiore ai 75mila dollari l'anno, senza allungare il brodo in chiacchere e virtuosismi burocratici.

Ha vinto la teoria dell’helicopter money, il denaro a pioggia, come lanciato da un elicottero, in testa ai cittadini, per aiutarli ad uscire dalla crisi.

La gran parte degli economisti ha sempre sorriso davanti a questa ipotesi ritenendo che fosse una stupidaggine.

Troppo snob e troppo rigidi. 

Non è l'atteggiamento corretto per uno scienziato che dovrebbe essere più aperto al dubbio e meno arroccato sulle sue certezze.

Del resto, le teorie economiche sono esattamente questo. Teorie, non  processi matematici. 

Altri, invece, come Milton Friedman, più simpatico, nel 1969 come  alcuni oggi, pensano o hanno pensato che sia la risposta estrema ad una condizione estrema. 

Senza scandali.

Come dire, se uno sta affogando non tendergli una debole foglia ma un bel ramo robusto.

Come il QE, questa modalità eccezionale, ha bisogno della stampa di nuova moneta a cura della Banca Centrale di riferimento.

Ma, se si attua il QE, la Banca Centrale, come aveva fatto a suo tempo Mario Draghi in BCE, usa questi soldi per comprare obbligazioni (di cui acquisisce la proprietà) e versa, per contro, liquidità alle banche che le hanno cedute.

Nel nuovo caso, invece, i soldi finiscono diretti in tasca ai cittadini o alle imprese e punto.

Senza ritorno palese. 

E' già stato fatto da Hong Kong e da Singapore che hanno "regalato" soldi ai cittadini che avevano subito danni per effetto del Covid.

L'Europa, invece, è più preoccupata della ripresa dell'inflazione (morta e sepolta da tempo) che della fame che imperversa. 

Così che, la BCE di Cristine Lagarde interviene con il suo Pandemic Emergency Purchase Programme per:

  • Mantenere accessibile il costo dei finanziamenti;
  • Assicurare che i timori di breve periodo non blocchino il credito;
  • Aumentare la capacità di finanziamento delle banche;
  • Preservare la stabilità finanziaria attraverso la cooperazione internazionale; 
  • Aiutare l’economia ad assorbire lo shock provocato dalla crisi in atto;

Lagarde, continua il QE di Mario Draghi estendendolo all'acquisto di obbligazioni emesse dalle imprese oltre che dagli stati.

Il fatto che si aggiunge è che sia la BCE che la FED sono banche centrali, si, ma di proprietà privata.

In questo si somigliano e possono stampare Euro e Dollari al costo della carta e dell'inchiostro necessari.

Moneta che diventa subito "debito" e produce interessi.

BCE è in parte diversa, l'idea è la solita.

Alleggerire le garanzie bancarie per agevolare i prestiti a famiglie e imprese.

Ma, questo non è dato per certo. 

Famiglie e imprese hanno già visto crollare il loro "merito creditizio" e la banche hanno "bisogno" di un buon "merito creditizio" dei loro clienti.

Peccato che, in questo momento di gravità eccezionale, sia le famiglie che le imprese non abbiano bisogno di caricarsi di nuovo debito ma di soldi a fondo perso, avendo loro, già perso troppo.

Chi accetta scommesse su quale Federazione di Stati, per prima, ripartirà alla grande? USA o UE???

 

 

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