Scritto per Ifanews da Antonio Mazzone.

Non è una sterile provocazione, ma qualcosa di concreto. E' indubbio che per centinaia di giovani laureati “masterizzati”, la prospettiva di svolgere la professione di consulente finanziario indipendente, abbia costituito in questi anni una prospettiva lavorativa davvero affascinante.

Ma causa ritardi intollerabili sul fronte legislativo per la partenza dell'Albo dei CFI, la pressione di varie lobbies (infastidite e spaventate dal propagarsi del virus del “risparmiatore consapevole” che rimpiazza il risparmiatore precedente totalmente accondiscendente a qualsiasi sollecitazione commerciale), e lo scenario socio economico pessimo, hanno frenato la voglia di intraprendere  questa professione.

Eppure, una lettura attenta dei comunicati emanati nelle scorse settimane da vari istituti di credito e società finanziarie-assicurative, relativamente ai piani di espansione per il triennio 2012-2014, offre qualche seria “chances” ai giovani consulenti “inoccupati”.

Ho stilato il seguente elenco:

Fineco Bank
Gruppo Bca MPS
BNP-BNL
Che Banca
Veneto Banca – BPER
Gruppo Admiral

Il consiglio al consulente, lettore di Ifanews, che in seguito all'invio della sua candidatura ad una delle realtà societarie sopra citate, sarà invitato al colloquio conoscitivo, è quello di  pianificare con attenzione quel giorno. Magari seguendo le indicazioni contenute in un bell'articolo della collega Noemi Ricci di Pmi.it, che riprende uno studio della società di recruiting – Robert Half – secondo la quale l'esito di un colloquio di lavoro dipende dalle risposte fornite a 5 domande chiave.

Quali?

1. La carriera
La prima domanda che le aziende pongono è «Mi parli brevemente di sé» e si aspettano che il candidato risponda in modo pronto, senza esitazioni e con frasi concise.
Nella risposta è importante valutare che essa contenga un estratto della propria carriera, delle proprie esperienze e dei propri risultati sul lavoro. Poco interessanti i candidati che parlano di hobby e abitudini personali.

2. La motivazione
Al secondo posto «Perché vorrebbe lavorare per la nostra società?», una domanda la cui risposta rivela quanto il candidato si sia documentato circa le attività dell’azienda per la quale ci si propone.
In questo caso è da valutare poco positivamente l’esigenza di maggiori soddisfazioni economiche.

3. Le problematiche
Di seguito la domanda «Qual è il suo principale punto debole?», quella che nasconde delle insidie significative per i candidati. In questo caso infatti è meglio una persona che risponde sinceramente e consapevolmente, che non menzioni un difetto evidentemente falso, né dica «nessuno».

4. Il futuro
La quarta domanda più gettonata è «Dove vede sé stesso tra cinque anni?».
Di solito è da premiare un approccio ambizioso, che dimostri il desiderio di crescere professionalmente. Unica attenzione va posta sull’obiettivo, che non deve essere eccessivamente elevato.

5. L’esperienza precedente
Infine, alla domanda «Perché desidera lasciare la società per la quale sta attualmente lavorando?».
In questo caso è apprezzabile chi elogia il nuovo ruolo piuttosto che lamentarsi del lavoro che intende lasciare, evidenziando che intende intraprendere una nuova opportunità senza parlare male del precedente datore di lavoro.

In bocca al lupo!!!

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