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Categoria: DAL MONDO
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A cura del dottor Giuseppe Samarati (grande appassionato della storia dei nativi americani)

Prima di tutto voglio chiarire che non sono uno studioso di storia indiana ma, semplicemente, sono un appassionato della cultura e della storia degli indiani d'America.

Il clou di questo interesse sfociò nella redazione della mia tesi di laurea sul trattato di Fort Laramie del 1868,  tra il governo degli Stati Uniti e le nazioni Lakota Sioux.

Da dove nasce la passione ??

Beh, fin da piccolo, nei giochi infantili tenevo agli indiani e non ai cow boy e questo già la dice lunga.  Poi molto ha contribuito la natura e lo spirito libero degli indiani delle praterie.

Prima di parlare dello Citizenship Act (ultimo atto della storia americo/indiana) bisognerebbe raccontare degli episodi antecedenti e delle motivazioni che hanno creato un conflitto cosi' arduo e violento  tra Wasichu (uomini bianchi) e Pellerossa.

Il succo del problema emerse dalla differente cultura dei nativi. 

Il Wasichu crede nella creazione di ricchezza, nella sicurezza dell'avvenire.  Vive una vita basata sul materialismo.
Il nativo americano basa la sua vita sulla spiritualità, sull'onore. Non concepisce il senso di  confine come lo intende l'uomo bianco. 
"Dove cala il sole o sorge il sole quello è il confine".
"Puo' l'aria essere separata?".
Questi erano i pensieri dei "selvaggi pellerossa".
Essi non conoscono  e non sono interessati alla ricchezza oltre al loro fabbisogno giornaliero.
Per questi motivi era inevitabile uno scontro frontale.
Molte furono le battaglie e le guerre indiane ma di questo parleremo piu avanti, che portarono alla distruzione fisica dei nativi americani.
Dopo i tentativi di rimozione dalle loro terre con il Removal Act del 1824 con il quale i nativi della costa est furono spinti al di la del fiume Missouri, si passò al Homestead Act del 1862  attraverso il quale i coloni potevano invadere i territori dell'ovest ed  impadronirsi delle terre coltivate tolte ovviamente ai nativi.
Molti poi furono i tentativi di integrazione dapprima con le agenzie indiane poi con le riserve indiane. Il generale Ulysses Grant tentò di colonizzare i nativi rendendoli coltivatori, Tentativo che naufrago' per l'ingordigia dei bianchi quando nelle Black Hills fu scoperto l'oro. 
Lo stesso Grant permise l'accesso dei coloni nei territori 'concessi' ai Sioux con il trattato di Fort Laramie del 1868. Terre concesse .... "finche' erba crescerà, i fiumi scorreranno ed il cielo sarà blu".
Il Cictizenship Act del 1924 tentò di dare una patria ai nativi rendendoli di fatto cittadini americani.
Tuttavia, molti intellettuali nativi hanno di fatto ignorato l'offerta americana e contestato lo stile di vita americana.
Ci sono molti libri interessanti a questo proposito, vedi Vine Deloria jr 'Custer è morto per i vostri peccati' da leggere.
Il resto nei prossimi capitoli...