Giannina Puddu, 27 aprile 2021

L'ambiente delle criptovalute

è sempre caldo.

Si respira aria di grande euforia e soffiano venti critici.

Il fenomeno è destabilizzante per il vecchio mondo finanziario e, particolarmente, preoccupa le Banche Centrali che si trovano al cospetto di un "concorrente" virtuale e fuori controllo. Quantomeno, fuori dal loro controllo.

Si vedono casi eloquenti, in ragione delle prospettive future, di casi fuori dal coro dei detrattori, banche e banchieri, istituzioni finanziarie che anzichè scandalizzarsi per la nuova forma di pagamento, ne cavalcano l'onda che sembra inarrestabile e fare mercato, a pieno titolo.

Saggio e pragmatico atteggiamento.

Quando il futuro bussa alla porta, o gli apri o te la sfonda!

E' il caso di JPMORGAN che, pare, stia lavorando per il lancio, forse in estate,  di un fondo concentrato su Bitcoin. 

Morgan Stanley pare pure impegnata alla costituzione di un ETF su Bitcoin.

Eppure, nel 2017, il CEO di JPMORGAN Jamie Dimon, definì il Bitcoin una frode...

Le visioni cambiano, giustamente possono cambiare.

Pare, ancora, che alcuni dei big delle istituzioni finanziarie stiano investendo, privatamente e senza darne notizia, nelle cripto.

Emblematico il caso di TESLA di Elon Musk che ha investito 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin. 

Si sa e lui non ne ha parlato, limitandosi a farlo.

 

 

 

Anche Elon Musk ad esempio non ha mai dichiarato di aver investito in bitcoin, sebbene l’azienda che ha fondato e che dirige, Tesla, abbia investito su BTC un miliardo e mezzo di dollari. 

 

 

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