Redazione, 10 maggio 2021

Scarseggiano i micro chip!

Le scorte si sono ridotte, in misura così preoccupante che pare preparare una nuova scossa, totalmente imprevista, sulla produzione mondiale. 

I semiconduttori, micro chip, sono piccoli oggetti, che, molto spesso costano solo un dollaro, ma ai quali si deve  il funzionamento di tutti gli strumenti a contenuto tecnologico,  televisori, smartphone, auto, frigoriferi, aerei, play station, tutto, proprio tutto.

Anche solo accendere lo schermo di un qualunque display dipende da un chip!

Altrimenti, buio!

La SMIC, Seminconductor Manifacturing International Corporation, azienda cinese, è leader nel mondo per questa produzione.

Le quote di mercato acquisite da SMIC hanno superato Intel e Samsung.

Per le aziende che, per la loro produzione,  dipendono dalla disponibilità di micro chip, i guai sono iniziati nel settembre 2020, quando gli USA inserirono SMIC nella loro balck list.

Poi il rallentamento da Covid, i problemi di trasporto dei container, l'aumento del prezzo dei componenti, l'impennata della domanda di tecnologia...

Secondo l'interpretazione americana, SMIC avrebbe la colpa di avere rapporti con le aziende che forniscono tecnologia all'esercito cinese.

SMIC ha reagito smentendo categoricamente anche se, in verità, sarebbe perfino ovvia un'interazione, anche di questa natura, nello stesso paese.

Tuttavia, nel settembre scorso, SMIC lasciò sul piatto della borsa di Shangai, un bel 20%.

Ma, la disponibilità dei micro chip è indispensabile e, pertanto, si era introdotta una regola per cui, per poter acquistare da SMIC, le aziende USA devono chiedere un permesso speciale.

Bloomberg ha stimato in 500 miliardi il valore della produzione di SMIC.

Coinvolta, tutta l'industria del silicio, che, a sua volta, trascina la produzione di cobalto, di grafite, di germanio, venadio, indio, silicio nickel, gallio e niobio.

In tutto il mondo, la produzione di tutto ciò è stata molto rallentata dal Covid e, per contro, lo stesso Covid ha aumentato la domanda di prodotti contenenti tutti questi elementi.
 
L'industria è stata spiazzata dalla crescita esponenziale della domanda, dalle tensioni commerciali tra Cina e Usa e si è aperta una crisi di approvvigionamento mai vista prima.
 
E' come se parlassimo della semplice disponibilità della  farina, un elemento a basso costo, ma indispensabile per la produzione di una parte fondamentale ed ampia della nostra alimentazione.

Huawei, altra azienda cinese da tempo inserita nella black list USA,  si è molto tutelata facendo scorte imponenti di micro chip che ha sottratto agli altri settori che ne accusano la scarsa disponibilità. 

 

 

 

 

 

 

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