Redazione, 11 maggio 2021.

Era il giugno dell'anno 2015

quando i giornali e le Tv ci informavano dei terribili sviluppi della "cura" applicata alla Grecia.

Dall' Eurotower, nel quartiere Innenstadt di Francoforte, allora sede della Banca centrale europea, era arrivata la decisione di congelare la liquidità di emergenza che avrebbe dovuto tenere a galla gli istituti bancari greci.

Chiusero i BANCOMAT per una settimana così da impedire ai greci di prelevare o di prelevare troppo.

Poi, la riapertura con limiti minimi di prelievo.

Angela Merkel e Barack Obama affermarono: "Fare ogni sforzo per tornare su un sentiero che permetta alla Grecia di riprendere le riforme e la crescita all'interno dell'Eurozona".

Per usare un eufemismo, si trattò di una leggera ingerenza...

Era il momento di Alexīs Tsipras, eletto il 25 gennaio 2015 con la coalizione di sinistra Syriza.

La priorità dichiarata da Tsipras, per il suo piano economico, era la rinegoziazione del debito pubblico.

Dopo le restrizioni subite per anni, dalla crisi del 2009 esplosa con Papandreou, Tsipras dichiarò: “Non accetteremo condizioni umilianti in questi negoziati”.

Il 30 giugno la Grecia non aveva rimborsato una rata da 1,6 miliardi di euro al Fondo monetario internazionale.

Una domenica pomeriggio,  la Bce aveva quindi congelato la liquidità di emergenza a disposizione degli istituti al livello fissato il venerdì, 89 miliardi di euro.

Così, il lunedì,  i bancomat sprovvisti di contante, restarono chiusi.

La storia si ripete, non tanto nella sua genesi, quanto, piuttosto nel suo epilogo.

Già a settembre 2020, in Francia, si denunciava la progressiva sparizione dei BANCOMAT così che i francesi dovevano fare lungi giri di quartiere fino a trovarne uno, per prelevare.

Le lotte dei Gilets jaunes (i Gilet gialli) comprendevano anche la conservazione dei DAB (distributori automatici di banconote), preso atto della nuova prassi bancaria che ne stava chiudendo  almeno il 2% all’anno.

Nei piccoli paesini, nelle piccole città, come pure nei grandi centri.

Il motivo principale dichiarato è che le assicurazioni per questi sportelli automatici sono salatissime.

In Italia, il fenomeno assume visibilità  con Ing (1,3 milioni di clienti nel nostro Paese) che chiusi i suoi ATM, invita al prelievo presso le sedi degli altri istituti.

Poi,  l'annuncio di FinecoBank che informa i suoi clienti della chiusura, d'ufficio e a partire da luglio, dei conti corrente con una giacenza superiore a 100.000 euro e in assenza di prodotti di investimento o di finanziamento offerti dalla banca.

Unicredit usa la leva del costo applicato al conto corrente,  introducendo un netto incremento del canone mensile.

Deutsche Bank, che nel 2021 chiuderà  150 filiali e "consentirà" ai dipendenti di lavorare da casa fino a tre giorni alla settimana. 

Le prove d'orchestra, in tempo di pandemia, hanno fatto emergere la volontà di alcuni che gradiscono l'ipotesi del lavoro da casa. Per le donne, soprattutto, sarà un ritorno al passato, non necessariamente gradevole...

Ipotesi ancora più gradita alle banche che così vedono crescere i loro margini a fronte della forte riduzione dei costi fissi per spazi fisici, postazioni lavoro, sicurezza, manutenzione ordinaria e straordinaria, vigilanza, pulizia, e quant'altro.

Ed ancora, l'Abi ha riferito che il volume dei depositi bancari degli italiani ha raggiunto la ragguardevole cifra di  1.746 miliardi di euro.

L'Osservatorio Innovative Payments ha riferito che la pandemia di Coronavirus ha spinto gli italiani verso l’Ecommerce e i pagamenti online.

Siamo arrivati a 30,6 miliardi di euro con una crescita del 31%.

C'è chi gradisce e c'è chi, invece, no.

Certo è che, per esempio, il progressivo abbandono degli edifici ad uso ufficio, porterà alla diminuzione del loro valore, alla perdita del lavoro di tutti gli operatori della filiera immobiliare relativa, contribuirà allo spopolamento del centro delle città, quindi alla chiusura di tutte le attività commerciali interconnesse con altra perdita di posti di lavoro.

Insomma, pare che un piccolo ma devastante effetto domino possa generarsi da queste nuove prassi bancarie.

Sommando a quanto sopra, l'effetto straordinariamente negativo per le PMI, già misurato in relazione all'incremento dell' Ecommerce che vede i grandi attori come Amazon stravincere su tutti. 

La politica di prezzo di Amazon uccide le economie locali e si tratta di altro lavoro che si perde e che si perderà...

Alla fine del ciclo, forse anche le banche torneranno a chiedere più liquidità sui loro conti correnti, dopo averla vista crollare se non sparire per effetto della povertà che si sarà affermata, con più forza di qualunque altra condizione.

Nel breve, il fenomeno dell'asportazione dei BANCOMAT sembra destinato ad affermarsi.

 

 

 

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