Redazione, 14 maggio 2021.

Il gasdotto più grande degli Stati Uniti,

il Colonial Pipeline, lungo 5.500 miglia e capace di trasportare 3 milioni di barili di carburante al giorno, dal Texas a New York, nonostante le prime resistenze, ha dovuto cedere alla richiesta degli hacker che ne hanno fermato l'attività per giorni.

Nel mentre, si sono formate lunghissime code alle stazioni di rifornimento come se il tempo fosse tornato, di sua sponte, al 1979 se non, addirittura, alle crisi petrolifere precedenti dei primi anni 70.

Il periodo aveva visto la nascita di nuovi regimi militari che sembrarono di stampo progressista avendo determinato, comunque, la fine dei vecchi regimi, ormai obsoleti.

In Libia, nel 1969, nel Sudan, in Siria e in Iraq nel 1968. 

Questi nuovi regimi, per lo più fallirono aprendo la storia alla presenza di un nuovo Islam che, nella sua veste più dura, alle Olimpiadi di Monaco vide un gruppo di estremisti (palestinesi - settembre nero) prendere in ostaggio e uccidere alcuni atleti israeliani.

La tensione montò nell'area asiatica e portò al forte calo di produzione di petrolio, all'aumento del prezzo e all'impennata dell'inflazione in tutto il mondo occidentale, dipendente per i suoi approvvigionamenti.

Il Colonial Pipeline è gestito dalla Colonial Pipeline Company, con sede ad Alpharetta, Georgia. 

L'azienda fondata nel 1961 iniziò la costruzione del gasdotto nel 1962.

Come riferito da Bloomberg, Colonial Pipeline, alla fine ha ceduto, pagando quasi 5 milioni di dollari agli hacker stranieri, pur di ripristinare il flusso di carburante lungo la costa orientale degli Stati Uniti.

Il riscatto è stato pagato in criptovaluta e pare si sia perfezionato in due tranche delle quali, la prima ancor prima che le code alle stazioni di rifornimento iniziassero a formarsi.

Sembrava che ciò non potesse accadere anche perchè Il Federal Bureau of Investigation non approva soluzioni che si pieghino alla richiesta di riscatto.

Secondo il FBI, è troppo elevato il rischio che, dopo aver ceduto al pagamento del riscatto, gli hacker forniscano chiavi di ripristino dei sistemi alterate.

Tuttavia, la società ha pagato, avendo soddisfazione.

Gli hacker, che pare siano in Russia o comunque nell'est Europa, hanno fornito codici di ripristino della rete di computer che governa il gasdotto.

La rete ha ripreso la sua attività ma con lentezza anomala tanto da costringere la CP all'uso dei suoi backup per tornare alla normalità.

Per ora, gli americani potranno tornare a fare benzina senza problemi.

 

 

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