Redazione, 18 maggio 2021

Il business del trasporto,

per trasferimento, dei rifiuti è una delle schifezze più luride degli stessi rifiuti coinvolti.

Urge una norma statale che obblighi i territori a dotarsi di impianti di smaltimento e/o di riciclo, e aree di stoccaggio in casa per i rifiuti prodotti.

Gli effetti dell'incapacità e dell'inerzia dei governi regionali non possono più scaricarsi in casa d'altri, né in Italia, né fuori.

In questi giorni, due nuove notizie che gridano vendetta.

Scrive L'unione Sarda del 15 maggio:

"La rotta dei veleni d'Italia punta dritta su Serra Scirieddus.

Profondo Sulcis, tra Gonnesa e Carbonia, un anfratto d'alta quota sorvegliato dai ruderi della vecchia attività mineraria, un crocevia che traguarda la costa da Fontanamare al Pan di Zucchero.

E' qui, nascosta agli occhi indiscreti, tra strade improprie e tornanti di fango, che si staglia la collina dei rifiuti pericolosi, quelli che hanno fatto lievitare, anello dopo anello, una vera e propria montagna di veleni e denari.

Una vorace fila di camion, potenti e ciclopici, si inerpica a passo d'uomo verso l'ingresso di quella discarica, prima Ecodump e ora Riverso.

Un mesto rito, quello dell'interramento dei rifiuti pericolosi provenienti da ogni angolo d'Italia, che da tre anni si ripete ogni santo giorno sceso in terra."

Il giornale dell'isola cita anche le "società" coinvolte nel trasferimento spudorato dello schifo prodotto in altre aree d'Italia, assolutamente incapaci di gestirlo sul proprio territorio, preferendo la scelta più comoda di rovesciarli sulle terre degli altri.

"Top Secret”, il programma di indagine giornalistica che ha scoperto il vaso, ha puntato gli occhi, soprattutto sui segreti finanziari della società Riverso S.p.A., di proprietà della famiglia napoletana di Francesco Colucci.

Poi la Navarra SPA e la Sirchi, da Como, dalla valle del Brenta...

Il governo dell'isola ha introdotto il divieto di scarico di rifiuti prodotti oltre mare.

Qui si tratta di casi che bucano la legge e se ne impipano di ogni regola puntando solo ai soldi. 

Quindi, indispensabili i controlli a tappeto e con la lente di ingrandimento di ogni carico in sbarco. 

Non basta introdurre una legge CHE DIVENTA INUTILE se poi non si dedica ogni energia necessaria a farla rispettare.

L'interminabile fila di camion che raggiunge, abusivamente, l'area del profondo Sulcis, arriva  per la colpa di chi avrebbe dovuto impedirlo.

E, il caso tunisino.

Il 2 novembre 2020 l’emittente privata tunisina El Hiwar Ettounsi ha mandato in onda un servizio su un carico di rifiuti arrivato da Salerno nel porto di Sousse.

Si è trattato di ben 282 container tra fine maggio e inizio luglio 2020, per circa 12.000 tonnellate di rifiuti non conformi agli accordi internazionali, bloccati, giustamente, dalla dogana di Tunisi.

Cosa ne pensa il Ministro dell'ambiente Sergio Costa?

La tutela dell'ambiente non è questione a macchia di leopardo. 

L'ambiente, è tutto, è ovunque.

Che dice il PNRR ormai super star, sul punto?

In un passaggio del testo, si legge, in sostanza che, appunto,  i ritardi sul fronte rifiuti non dipendano tanto dalla insufficiente capacità di investimento, che non difetta nè alle utility pubbliche né tanto meno alle imprese private, bensì dall’inadeguata capacità di pianificazione e di esecuzione degli enti locali deputati.

Esatto!

Il PNRR prevede che a guidare la selezione e l’attuazione dei progetti d’investimento siano ben due piani nazionali:

Certo.

Quando le REGIONI dimostrano la loro assoluta incapacità, lo stato centrale deve intervenire, forzando la mano e dettando regole stringenti (ancor più nel caso),  comportamenti e controlli.

Il programma nazionale di gestione dei rifiuti è arrivato in Italia al recepimento delle nuove direttive europee sull’economia circolare.

Da soli, senza mamma UE, non potevamo arrivarci o non volevamo arrivarci.

Pazzesco!

Ci stanno lavorando al Ministero della Transizione ecologica e speriamo che si sbrighino e che siano in grado di elaborare una strategia nazionale che imponga l'autogestione territoriale dei rifiuti.

Se un territorio non è in grado di gestire i rifiuti che produce, ne produca meno e neanche una briciola di plastica che superi la capacità di autogestione.

Pare che il tema sia parte integrante, strutturale, del PNRR Draghi. 

Speriamo che non finisca in bolla.

Secondo  il decreto legislativo 116 del 2020, il Programma nazionale dovrebbe attivarsi entro la fine di aprile del 2022.

La denuncia che determina la gestione (e speriamo il controllo...) centrale: “l’insufficiente capacità di pianificazione delle regioni” e “la debolezza della governance” prima nella ricognizione del fabbisogno di trattamento da soddisfare e poi nella realizzazione degli impianti necessari.

Quanto è grande la mediocrità diffusa?

 

 

 

 

 

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