Redazione, 19 maggio 2021.

C'è preoccupazione nella BCE

di Cristine Lagarde.

Per la ripresa dei tassi oltreoceano e per i nuovi rischi che potrebbe derivare da un allentamento prematuro dei sostegni per Covid alle famiglie ed alle imprese.

Le aree dell'eurozona che fanno leva sul turismo e sull'accoglienza in qualunque forma per generare PIL, sono tra le più colpite dagli effetti economici negativi del Covid.

Su questa base si osserva la concentrazione del rischio di instabilità economica e finanziaria che potrebbe far vedere i suoi effetti negativi  in momenti successivi all'attuale.

Nella media, il PIL UE si è ridotto del 7% nel 2020.

Come si chiuderà il 2021?

Le aspettative oscillano tra il peggio e il meglio.

Da un lato la necessità di sostegni straordinari per le economie dell'area e dall'altro la minaccia di un eccessivo indebitamento di stato per finanziarli.

Una sorta di cul de sac che prelude a scelte drammatiche.

Poi, la nuova tensione sui tassi, in ripresa in USA, non  importabile in Europa, data la situazione.

Così, la BCE, compra obbligazioni e Lagarde afferma: "Noi stiamo controllando la curva dei rendimenti." 

Vabbè.

Un aumento della spesa per interessi, nell'area UE, sarebbe un'ulteriore botta in testa alle famiglie ed alle imprese, già fiaccate dalle restrizioni imposte negli ultimi 15 mesi.

Anche le banche non se la passano bene con redditività modesta, prospettive incerte e l'obbligo di ricorrere ad ulteriori accantonamenti per le perdite cumulate sui prestiti concessi e le ulteriori perdite difficili da stimare nella loro entità ma molto probabili.

Sui governi più esposti incombono nuove pressioni dure da digerire, sotto il profilo politico, in particolare.

 

 

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