Redazione, 26 maggio 2021.

Il prossimo 16 giugno, a Ginevra,

per la prima volta dalla sua elezione alla presidenza degli Stati Uniti d'America, Biden incontrerà Putin.

Il vertice si colloca in un'atmosfera di forte tensione tra le due potenze per l'ipotesi che, dalla Russia, siano stati organizzati pericolosi attacchi informatici contro gli USA.

Poi, l'aggressione militare in Ucraina e l'escalation di violazioni dei diritti umani.

Nonostante, nel mese di marzo, Putin avesse definito Putin un Killer.

Ma, non si tratta di giovani adolescenti dal sangue che bolle, è la realpolitik, indirizzata dal calcolo degli interessi e delle ragioni.

L'annuncio è stato dato dalla Casa Bianca per cui Putin e Biden, "discuteranno l'intera gamma delle questioni urgenti, cercando di ripristinare la prevedibilità e la stabilità delle relazioni Usa-Russia".

Il Cremlino ha confermato, aggiungendo dettagli, "discutere dello stato e delle prospettive delle relazioni russo-americane, delle questioni di stabilità strategica e dei dossier attuali dell'agenda internazionale, tra cui l'interazione nella lotta contro la pandemia e la risoluzione dei conflitti regionali".

Pragmatismo americano, pragmatismo russo, sommati.

Rispetto agli slanci del passato, pare che gli obiettivi siano più circoscritti: contenere le tensioni e dialogare per il perseguimento di macro obiettivi condivisi: disarmo nucleare in Iran, gestione della pandemia e lotta al cambiamento climatico.

Biden, comunque, presenterà il suo elenco di preoccupazioni:

* il concentramento di truppe al confine con l'Ucraina;

* i focolai di guerra nel Donbass (FOTO), la regione di confine contesa, da anni,  tra Ucraina e Russia.

Waskowycz, presidente di Caritas in Ucraina, ha recentemente osservato «Qui nella capitale ci si chiede quale potrebbe essere la dimensione della crisi umanitaria.....Dal 2014 abbiamo 1,8 milioni di sfollati interni, persone che si sposterebbero subito se fossero di nuovo a rischio, visto che non possiedono più nulla da 7 anni. Si assisterebbe a un enorme movimento di persone. Non posso immaginare cosa questo significherebbe per l’Ucraina e, di conseguenza, per il resto dell’Europa».

* le presunte ingerenze nel voto americano da parte russa;

* l'arresto e l'avvelenamento dell'oppositore Alexei Navalny;

* il recente dirottamento del volo Ryanair da parte della Bielorussia;

* l'altrettanto recente attacco informatico contro l'oleodotto Colonial Pipeline con il sospetto che sia di matrice russa.

Il merito diplomatico di questo incontro storico a Ginevra è attribuito ai rispettivi ministri degli Esteri Antony Blinken e Serghiei Lavrov che si sono incontrati in Islanda condividendo la convenienza reciproca verso un atteggiamento costruttivo e rispettoso.

Con il suggello dei dirigenti della sicurezza nazionale, Jake Sullivan e Nikolay Patrushev, che, ancora da Ginevra, hanno sintetizzato lo spirito del vertice "una normalizzazione delle relazioni Usa-Russia sarebbe nell'interesse di entrambi i Paesi e contribuirebbe alla stabilità e prevedibilità globale".

Non c'è dubbio e non sarà semplice, mentre sull'Europa che pare occuparsene troppo poco, incombe l'arrivo dei profughi del Donbass. 

 

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