30 maggio 2021 - a cura di Fabrizio Brasili, esperto di mercati e scenari finanziari.

Quando il movimento e' costante, lento ed impercettibile,

quasi sempre al rialzo, poiché invece al ribasso i movimenti sono veloci, violenti e molto più incisivi, tutti sono " bravi", quasi da pilota automatico!

Ma quando il mercato da' contro, spesso girandosi improvvisamente e come detto,...sono spesso dolori.
 
Più la salita e' stata lunga e piu' violenta arriverà puntuale la correzione, molto spesso per un motivo apparentemente futile e secondario.
 
L' elastico tirato a lungo, si spezza all' improvviso, e tutto, proprio tutto, crolla, con scene da "panic selling", dovuto principalmente all' ipercomprato, sia di breve che di medio lungo, troppo lungo termine, accumulato.
 
E' una funzione peraltro benigna per il mercato, ma pochi la comprendono, funzione che autopulisce il mercato, e che spesso inizia una fase contrarian o laterale, meno frequentemente, che riparte con la stessa direzionalità.
 
Questo dice la statistica, scienza per definizione, non esatta, presa a se stante e non, insieme ad altre analisi e metodi di esplorazione, tecnici e non.
 
Ma veniamo al comportamento indicato per esempio negli ultimi 12 mesi, periodo, anche qui, statisticamente difficilmente, per fortuna, ripetibile, e che rafforza ancora di più il lavoro fatto e la strategia adottata, per esempio, dai nostri lettori abbonati.
 
Nella primavera 2020 esattamente poco più di un anno fa, il nostro Future viaggiava fra i 17000 ed i 17500 punti e si intravedeva un facile , ai più, tutti  facilmente negativi,  un obiettivo a breve attorno ai 16000 punti.
 
I mercati mondiali erano già stanchi allora dopo una decennale crescita post bolla  e crack Lehman 2008/2009, ed i nostri lettori erano passati ad utilizzare sempre più lo strumento opzionario, sia come alternativa alle azioni, che come copertura.
 
Anche, infine, con le opzioni sul future (cosiddette MIBO).
 
Ma poi si sono avvicinati ai prezzi dell' epoca (Aprile/ Maggio 2020) dei tre settori presi in esame ed analizzati: Banche  e Finanziari, Ciclici ed Oil.
 
E poche rare eccezioni.
 
Quindi titoli dal forte peso e correlazione con il nostro Ftsemib, molto spesso i numeri uno dei vari settori.
 
I Titoli seguiti erano e lo sono in piccola parte tutt'ora:
 
Stellantis, Intesa, ENI, Unipolsai, Moncler, Generali, Telecom rnc, Leonardo, Banco BPM, BPER, Credem, Pop Sondrio.
 
Insomma, per il clima che girava allora in Borsa...una "sporca dozzina"!
 
La prudenza ci obbligava e ci obbliga tutt'ora a coprire il rischio oscillazioni, per lo meno, vendendo opzioni su detti titoli e gestendo ogni tanto le sole opzioni, su livelli sempre più alti.
 
Da fine inverno/ inizio primavera 2021, infine abbiamo consigliato a chi ogni giorno ci segue, di uscire da quasi tutti questi titoli in toto od in parte, in quantità sempre più importante, rimanendo con soli pochi fra detti (titoli) ed in modeste quantità.
 
Ed ora viene, veramente, il difficile....
 
Ci attendiamo, a traino dei mercati USA, che continuano a " battere in testa", ma sostanzialmente sempre sotto i massimi assoluti, e con in arrivo misure della Casa Bianca, tendenti a colpire i grandi capitali e plusvalenze, un ridimensionamento a breve medio termine nell' ordine anche del 10/15%.
 
Al netto di quello che potrà accadere circa un aumento dei tassi, dovuti anche a inflazione, e relativi migliori rendimenti dei Treasury Decennali, acquistati a piene mani a scapito appunto del mercato azionario.
 
E qui si potrà anche andare oltre.
 
Sarà importante più che mai, approcciare un sano e corretto stock picking.
 
 
 
 
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