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Redazione, 13 giugno 2021 - Fonte: Refinitiv Datastream, Pictet Asset Management

L'Asia è ancora si sottopesata nei portafogli e nei benchmark sia azionari sia obbligazionari. 

Ma non dovrebbe essere così! 

Perché?  

Gli attivi asiatici sono valutati in modo interessante rispetto a quelli dei mercati sviluppati: il rapporto prezzo/utili (PE) dell'MSCI AC Asia Pacific è quasi pari a 24 contro i 30 dell'MSCI World (dati al 31 marzo 2021). 

A nostro parere, la redditività futura sarà trainata dall'innovazione, dai consumi e dall'ascesa del renminbi come valuta centrale della regione.  

La tecnologia beneficia di enormi investimenti e la Cina ha colmato il divario con gli Stati Uniti in termini di spesa in R&S, cosa impensabile dieci anni fa. 

La regione ha affrontato la pandemia in maniera migliore rispetto all'occidente.
 
Nel 2021 è previsto un rimbalzo del PIL asiatico dell' 8% rispetto al 3,9% delle economie avanzate.
 
Riteniamo che la crescita asiatica continui ad essere si superiore a quella del resto del mondo. 
 
L'Asia emergente dovrebbe rappresentare più del  50% della crescita globale entro il 2045.
(Fonte: previsioni Oxford Economics, Refinitiv Datastream, Pictet Asset Management. Dati a novembre 2020.)
 
La ricchezza dell'Asia sta crescendo:  questa regione non è più solo un produttore di beni per i consumatori occidentali, l'espansione della sua stessa classe media alimenta un forte consumo interno. 
 
Cina e India rappresenteranno il 45% della classe media globale entro il 2030.
 
 
 
 
 
 

 

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