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Categoria: DAL MONDO
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Milano, 19 luglio 2021 - di Fabrizio Brasili - Esperto di Scenari e Mercati Finanziari.

Ed ora parliamo di economia&politica.

Il giorno dell' insediamento di Joe Biden, uno dei suoi primi ordini esecutivi, e' stato la cancellazione del progetto dell' oleodotto Keystone XL che trasporta il greggio dal Canada  al Nebraska e poi la consegna Nymex in Oklahoma, come già anticipato.
 
A Maggio poi il Governo ha vietato il " frazionamento" e le trivellazioni di fossili in Alaska. 
 
Per gli osservatori più attenti in campagna elettorale, Biden aveva promesso un piano per contrastare i cambiamenti climatici, portando la politica energetica USA, su una strada più verde e pulita!
 
Tuttavia, la robusta domanda di greggio e gas, mentre le vaccinazioni creano l' immunità di gregge, e riducono il rischio di contrarre il Covid-19, ha accelerato i guadagni sui mercati dei futures degli idrocarburi.
 
Come abbiamo visto precedentemente, il greggio con consegna più vicino e' schizzato a oltre 74/75 dollari al barile, con il future Nymex che hanno raggiunto il prezzo più alto dal 2014 ad inizio di Luglio.( 76,98 dollari). 
 
Due massimi crescenti quindi, scomodando l' analisi tecnica, Novembre 2014 e ottobre 2018.
 
Da osservare che proprio nel 2014 il Greggio WTI era scambiato anche sopra i 100 dollari.
 
Come da noi anticipato anche su queste colonne, il nostro obiettivo,  rimane proprio detto livello di resistenza tecnica.
Tutto questo spingerà ancora di più al rialzo tutte le commodities.
 
Con effetto sulle scorte, in continua diminuzione  e consegne rallentate, con logico continuo effetto sui prezzi (ed inflazione!).
 
La geopolitica e ' quindi mutata, a favore della Russia, infiltrandosi fra i ben noti tentennamenti dell' OPEC, pur essendo la stessa un non membro...
 
Le indecisioni ed i ritardi nelle comunicazioni importanti, da parte dell' OPEC, dovevano avere un effetto negativo sulla quotazione del greggio ed invece, anche per i continui tagli alle estrazioni ed alla forte domanda, hanno avuto un effetto contrario o di stabilizzazione, come nell' ultimo OPEC del 1/2 Luglio, con comunicati ...il 5 Luglio!
 
Effetto paradossale e contrarian subito dopo detto comunicato( WTI appunto 76,98 dollari e Brent 77,84!)
 
Segno di una considerevole forza soggiacente.
 
Ricordiamoci che la missione dell' OPEC è quella di modificare la politica di produzione  per offrire ai suoi membri il risultato finanziario ottimale.
 
Se avessero ulteriormente tagliato la produzione, il prezzo sarebbe salito anche oltre gli 80 dollari, ma la  continua indecisione lascia appunto spazi per domandarsi sui tre motivi, per cui potrebbe salire molto di più. 
 
L' OPEC non riesce ad organizzarsi.
 
Senza un accordo sulla politica di produzione per i prossimi mesi, i membri del cartello  sembrano essere soli.
 
Il divario fra Emirati Arabi Uniti e gli altri membri, Russia compresa, potrebbe essere troppo ampio da colmare.
 
Il futuro del cartello potrebbe dipendere  da un compromesso, in un momento in cui gli USA hanno servito su un piatto d' argento (o meglio d' oro) al gruppo, il potere di prezzo del mercato del petrolio.
 
Con questo impressionante disaccordo arriviamo ai tre motivi per cui il prezzo del petrolio potrebbe ancora salire a breve e medio termine.
 
La Fed potrebbe continuare a definire le pressioni inflazionistiche" transitorie", temporanee, rispetto a quello che realmente sono, eredità di una marea di liquidità da parte della FED, e di uno tsunami di stimoli  governativi.
 
L' inflazione è e rimane rialzista per tutte le materie prime ed il greggio non fa eccezione.
 
Il conflitto fra Emirati Arabi Uniti,  ed altri membri OPEC e Russia è un microcosmo della turbolenta situazione in Medio oriente.
 
Nella regione si trova oltre metà delle riserve petrolifere mondiali.
 
Con la produzione USA, in calo, per via appunto, delle politiche energetiche più verdi, qualunque evento che sconvolge le scorte, la raffinazione o le rotte logistiche nell' area, potrebbe pesare nettamente sul prezzo del greggio, ora con il governo Biden soprattutto.
 
Il doppio massimo, leggermente crescente statisticamente è foriero di continuazione del trend, dopo normalmente, una salutare, seppur breve pausa, che pure è avvenuta in queste ultime sedute.
 
I 98/100 del WTI ed i 102/105 del Brent sono alla portata.
 
L' OPEC ha cercato di darsi la zappa sui piedi, anche in occasione dell' ultimo  vertice semestrale, ma le politiche energetiche USA, hanno spostato i suoi piedi fuori dalla portata del colpo.
 
L' OPEC probabilmente opererà una stretta sui consumatori  USA, con prezzi più alti, nonostante l' incoerenza del cartello.
 
Per terminare le news di queste ore ci danno l' OPE + con una decisione presa il 14 luglio (il lupo perde il pelo....) per un accordo temporaneo per ridurre  i tagli alla produzione di 400000 barili al giorno, che significa ...alzare la produzione, a partire però dall' aprile 2022.
 
La correzione che ci si attendeva da mesi, è poi quella fisiologica in atto in queste ultime sedute, e che porterà comunque a minimi più alti e di conseguenza, tecnica, massimi in linea con quanto scritto precedentemente.
 
Nulla di nuovo sotto il sole... delle commodities.