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Redazione, 19 luglio 2021. A cura di Giuseppe Samarati, imprenditore milanese innamorato dei Cavalli Appaloosa.

Nella "filosofia" di ifanews.it, la CULTURA ha un ruolo fondamentale ed entra, con rango primario, nei processi economici. Secondo noi, con la Cultura si lavora e si mangia. Sapendola maneggiare. Ruolo primario condiviso con la finanza e con la Politica. In Politica,  alla questione degli Indiani D'America sterminati fisicamente e nella loro CULTURA, siamo molto legati e ci piace parlarne.

Capita, per questo che abbiamo degli amici, profondi conoscitori della storia degli Indiani D'America e dei loro fantastici Cavalli Appaloosa, intimamente legati alla loro Cultura e alle loro vite.

CAVALLI IN AMERICA. Di Giuseppe Samarati.

Oggi parliamo di cavalli. In particolare dell’uso dei cavalli in America.

Sappiamo che i nativi non conoscevano il cavallo.

Furono i conquistadores a portare i cavalli in America.

Dobbiamo però ammettere che nella preistoria, in America,  esisteva una sorta di primate del cavallo.

Un essere non più grande di una gatto che nei millenni si sviluppò e viaggiò attraverso lo stretto di Bering fino ad arrivare in Europa e diventare quello che oggi conosciamo come ‘’Il Cavallo’’.

Quindi strano a dirsi ma il cavallo nacque in America.

Abbiamo fossili di 56 milioni di anni fa che testimoniano la loro presenza in America, ma a causa delle glaciazioni si estinsero come molti altri mammiferi.

Quando i conquistadores arrivarono, portarono con sé cavalli Andalusi Alti e fieri, cavalli berberi rustici e forti e cavalli arabi nevrili ed intelligenti.

Furono fondamentali nella conquista dei territori americani.

Alcuni di questi cavalli, già nel 1512, riuscirono a fuggire dalle stalle cominciando a popolare le praterie americane.

Gli indiani dicevamo, non conoscevano questo animale.

Le tribù delle pianure conoscevano i cani che offrivano molteplici servizi.

Venivano infatti usati per compagnia, per trasporto e anche per la ‘’cena’’.

Gli indigeni vedevano nel cavallo un grosso cane ma con un atteggiamento regale e misterioso. 

Lo chiamarono quindi ‘’Shunka (cane) Wakan (mistero, sacro).

Nei decenni che seguirono i nativi si impossessarono delle tecniche equestri in maniera molto brillante al punto da diventare ottimi cavalieri.

I cavalli per la caccia e per la guerra oltre che per il trasporto.

Più avanti vedremo le tecniche di addestramento ma ora vale la pena di raccontare come si svilupparono le razze equine in America.

I cavalli liberi nella praterie erano di diversi tipi morfologici e incrociandosi tra le varie razze diedero vita al famoso Cavallo Mustang.

Il nome mustang deriva dallo spagnolo ‘mesteno’ cioè selvatico.

La razza è composta da cavalli forti e robusti con mantelli di colore diverso non molto alti ma abilissimi.

Se moltiplicarono in maniera esponenziale tanto che, in passato,  venivano organizzate cacce da aerei o elicotteri per abbatterli.

Molte furono le fondazioni contro questo scempio e a difesa di questi stupendi cavalli.

Oggi, fortunatamente, questa caccia è stata vietata ed oggi sono rimasti 75000 esemplari, circa.

In America, oggi, ci sono parecchi ’’santuari’’ creati per i Mustangs;  parchi enormi dove i cavalli vivono felici senza pericolo di essere catturati.

Attualmente,  le razze più importanti del nord America sono: Quarter Horse, Paint e Appaloosa.

Il Quarter Horse è il cavallo più veloce sul quarto di miglio ed è un cavallo generoso, docile, alto da 1,50m a 1,60m, impiegato nella equitazione western e nel lavoro con il bestiame.

Il Paint è praticamente un Quarter Horse ma con mantello pezza bianco morello, bianco sorrel, bianco baio ecc.

Vale la pena dire qualcosa di piu per il cavallo Appaloosa.

Ci vorrà meno di un secondo per capire che è la mia razza preferita. 

L’Appaloosa è un cavallo dal mantello particolare: è un cavallo Baio, Sauro, buksin morello con la particolarità di avere macchie bianche sul posteriore prevalentemente, ma anche su altre parti del corpo.

Ha le stesse caratteristiche morfologiche del Quarter e del Paint ma con questo mantello particolare.

La razza fu allevata dagli indiani Nez Perce (nasi forati), una popolazione che viveva a ridosso delle montagne rocciose in Idaho.

E’ una nazione famosa per la lunga marcia che il suo Capo Chief Joseph, guidò  alla fine degli anni 800 per sfuggire alla deportazione nelle riserve.

Sfortunatamente, furono bloccati a poche centinaia di metri dal confine canadese dove la Grande Nonna (la regina d’Inghilterra) li avrebbe ospitati.

Gli Indiani Nez Perce chiamarono Appaloosa il loro cavallo perchè fu allevato nei pressi del fiume Palouse.

Diciamo due parole sulla doma e sull'addestramento dei Nativi.

Gli indiani si dimostrarono subito degli ottimi cavallerizzi.

Ogni indiano di qualsiasi nazione aveva un proprio cavallo e possedere un avallo era segno di grande prestigio e di gerarchia sociale.

La filosofia e la religione dei nativi prevedeva un'unione con tutti gli esseri viventi (Mitákuye Oyás'iŋ), siamo tutti parenti.

Di conseguenza il cavallo era trattato con grande rispetto ed addestrato con dolcezza.

Non usavano la sella ed usavano una redine sola.

Questo sistema è parte e fondamento, ancora oggi, per l’addestramento dei cavalli (almeno nelle discipline western).

Non posso addentrarmi nei particolari dell’addestramento (sarà magari materia per un prossimo racconto) ma posso dire che

il cavallo cambiò completamente la vita dei nativi.

 

 

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