Redazione, 16 agosto 2021.

Avevamo già pubblicato la versione integrale del Regolamento UE n° 953/2021, ma nel momento in cui era stato "ripulito" l'art. 63 che vi offriamo, oggi, nella sua versione completa, effettiva.

La libera circolazione delle persone è elemento essenziale per lo sviluppo economico di una nazione e di qualunque suo territorio oltre ad essere una "libertà" irrinunciabile e intoccabile in un Sistema Democratico. 

Questo è uno dei momenti in cui possiamo gridare: PER FORTUNA C'E' L'UNIONE EUROPEA!

La vecchia Europa, sorniona e troppo spesso apatica, conserva, ancora, la sua natura liberale e nei momenti di massima gravità come quello in corso, non dimentica e non tradisce la sua Natura.

Il Regolamento (UE) 2021/953 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2021, è relativo a un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, test e recupero contro il COVID-19 (certificato digitale UE COVID) per facilitare la libera circolazione durante la pandemia di COVID-19 (Testo rilevante ai fini del SEE)

Art. 36 - completo.

È necessario prevenire la discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle persone che non sono vaccinate, ad esempio per motivi medici, perché non fanno parte del gruppo target per il quale è attualmente somministrato o consentito il vaccino COVID-19, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto la possibilità o hanno scelto di non farsi vaccinare. Pertanto, il possesso di un certificato di vaccinazione, o il possesso di un certificato di vaccinazione indicante un vaccino contro il COVID-19, non dovrebbe essere una condizione preliminare per l'esercizio del diritto alla libera circolazione o per l'uso di servizi di trasporto transfrontaliero di passeggeri come come compagnie aeree, treni, autobus o traghetti o qualsiasi altro mezzo di trasporto. Inoltre, il presente regolamento non può essere interpretato nel senso che istituisce un diritto o un obbligo di essere vaccinati.

Pare, dunque, che l'obbligo di Green Pass, in Italia, violi il Regolamento dell'Unione Europea.

Potrebbe arrivare, un giorno, una sanzione dall'Europa all'Italia, per tale evidente violazione.

Gli italiani, si troverebbero nella kafkiana condizione di dover finanziare, con soldi pubblici, l'effetto di un provvedimento governativo che ne ha limitato le libertà ignorando e contravvenendo  il dettato dell'Unione.

I sedicenti "europeisti" convinti, sono al nostro Governo con atteggiamento bipolare.

 

 

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